"Educare alla vita buona del Vangelo"
a cominciare dalla famiglia
Uno sguardo attento al 2010 non fa fatica a posarsi su un evento che ha riguardato in maniera straordinaria e unica la vita della nostra Diocesi: la Visita apostolica di S.S. Benedetto XVI a Carpineto Romano, il 5 settembre, in occasione del bicentenario della nascita di Leone XIII (2 marzo 1810). Per riscoprire la figura e la missione di Papa Pecci, il suo servizio alla Chiesa come successore di Pietro in tempi testimoni di una difficile transizione e il suo ricco magistero, avevo avuto la gioia di indire l'Anno Leoniano (dal marzo 2010 al marzo 2011) con la lettera per la Quaresima del 17 febbraio 2010. La Visita del S. Padre ha segnato il culmine di quest'Anno. Per noi tutti la presenza e le parole del successore di Pietro sono state un dono inatteso e incommensurabile. L'incontro con Papa Benedetto XVI è stato un momento di grazia straordinario, un autentico corroborante per la nostra speranza, un appuntamento d'affetto e una festa di famiglia non solo per Carpineto Romano, ma per tutta la Chiesa di Anagni-Alatri. Il S. Padre ci ha confermato nella fede e nell'adesione al Vangelo, mettendoci in grado di rispondere meglio al desiderio di vita degli uomini e alla sfida dell'educazione alla fede delle giovani generazioni. Buon viatico per questa impresa, tra l'altro, le battute conclusive dell'omelia di Benedetto XVI pronunciate durante la celebrazioneperchè eucaristica: "Con gioia e con affetto, vi lascio dunque il comandamento antico e sempre nuovo: amatevi come Cristo vi ha amati, e con questo amore siate sale e luce del mondo. Così sarete fedeli all'eredità del vostro grande e venerato Concittadino, il Papa Leone XIII. E così sia in tutta la Chiesa! Amen".
Il 2010 ha visto anche i tornanti conclusivi della Visita pastorale (che in realtà si è estesa fino al 6 febbraio 2011). Con quella alla città di Alatri è giunta a termine la Visita alle 56 parrocchie e ai 19 Comuni della nostra Diocesi.
La prima parola che mi affiora sulle labbra è il "Grazie!". Prima di tutto al Signore, e poi a tutte le persone - di ogni stato, responsabilità e vocazione - che ho avuto la fortuna di incontrare. Dio semina a piene mani e senza stancarsi frutti di bene e di vita dappertutto. Lo Spirito del Signore è all'opera senza posa perché ad ognuno venga data la possibilità di "conoscere" il mistero di Gesù Cristo che continua ad annunciare il Vangelo nelle nostre contrade e nelle nostre comunità. Ho potuto constatare di persona che ogni parrocchia, anche la più piccola, ha il suo dono. Nessuna comunità è così povera da non avere nulla da offrire alle altre. Ognuna ha il suo "specifico", il suo tratto particolare, il suo carisma. La gente, in genere, è legata alla propria comunità, si fida di chi la guida. Ho notato tanta disponibilità e spirito di collaborazione da parte dei laici. Si sta facendo strada anche la formazione per gli adulti e le famiglie. E' molto diffusa la pietà popolare con le sue devozioni, seppure con un'esigenza chiara di evangelizzazione. Le 28 lettere che ho scritto ai Parroci sono lì a raccontare una storia bella e importante, con tanti elementi positivi, e anche con alcuni punti in cui le Parrocchie fanno più fatica e attorno ai quali sarà giusto lavorare, ad esempio per uno spostamento più decisivo dell'asse pastorale verso una più puntuale evangelizzazione, verso la formazione degli adulti, verso l'integrazione con le altre comunità parrocchiali, verso il territorio e verso la promozione e la formazione dei laici...
E proprio in ordine alla formazione, ma dei ragazzi e dei giovani, il 2010 ci ha regalato una buona carta di navigazione per il Decennio appena iniziato.
Gli "Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 intendono offire alcune linee di fondo per una crescita concorde delle Chiese in Italia nell'arte delicata e sublime dell'evangelizzazione"; sono le parole con le quali il Card. A. Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana dà inizio alla presentazione di "Educare alla vita buona del Vangelo" (4 ottobre 2010). Il problema educativo e la comunicazione della fede alle giovani generazioni in questo momento si presentano con caratteri di particolare urgenza. Nel rispondere con docilità ai numerosi e puntuali interventi di Benedetto XVI sul tema, le Chiese che sono in Italia stanno recependo gli Orientamenti per il Decennio in corso e stanno ponendo mano alla sfida educativa.
"Educare alal vita buona del Vangelo" è un documento aperto, che deve essere "rifinito" dalle Chiese. Ci invita a restituire slancio ai percorsi educativi, ad inventarne altri. In ogni caso si tratta di "Orientamenti" che "non intendono aggiungere cosa a cosa, ma stimolano a esplicitare le potenzialità educative già presenti" (n. 6). Non partiamo da zero. Prima di tutto, siamo chiamati a migliorare la situazione, che viene letta in maniera realistica, nell'ottica del discernimento, senza essere disfattista o catastrofista. A tutti viene richiesto un atteggiamento di conversione pe run serio consenso e una svolta nel clima della speranza. E' "importante far crescere la consapevolezza della valenza educativa dell'intera vita ecclesiale" (cfr. n. 53), situandosi in un'ottica di corresponsabilità educativa...
In tale ordine di idee, abbiamo cercato di dare un aprima risposta alal sfida dell'educazione iniziando dalla famiglia e dalla educazione alla fede dei piccoli nei primissimi anni di vita. L'Assemblea di Fiuggi (24-26 settembre), "Famiglie in rete. Nuove relazioni per l'avventura educativa", ha messo davanti agli occhi di tutti il primo capitolo del nostro impegno a vincere la sfida delal formazione alla fede degli uomini e delle donne di domani. La famiglia, cui va riconosciuto un indubbio primato nell'impresa educativa (cfr. Orientamenti Pastorali, nn. 36-38), deve essere sempre di più sostenuta, amata, resa protagonista attiva di quella avventura di umanità e di vita che è l'educazione. E insieme alla famiglia c'è bisogno di altri protagonisti per affrontare la sfida dell'educazione con buone probabilità di successo: "Il compito educativo... necessita di luoghi credibili: anzitutto la famiglia, con il suo ruolo peculiare e irrinunciabile; la scuola, orizzonte comune al di là delle opzioni ideologiche; la parrocchia "fontana del villaggio", luogo ed esperienza che inizia alla fede nel tessuno delle relazioni quotidiane. In ognuno di questi ambiti resta decisiva la qualità della testimonianza, via privilegiata della missione ecclesiale".
E' questo un passaggio significativo del discorso tenuto da S.S. Benedetto XVI alla 61^ Assemblea generale della CEI (27 maggio 2010). Poco prima, il Papa, a proposito della ricerca di senso e del desiderio di vita dei giovani, aveva potuto affermare: "E' desiderio di futuro, reso meno incerto da una compagnia sicura e affidabile, che si accosta a ciascuno con delicatezza e rispetto, proponendo valori saldi e partire dai quali crescere verso traguardi alti, ma raggiungibili. La nostra risposta è l'annuncio del Dio amico dell'uomo, che in Gesù si è fatto prossimo a ciascuno. La trasmissione della fede è fonte irrinunciabile della formazione integrale della persona, perché in Gesù Cristo si realizza il progetto di una vita riuscita..."
Chiudo questa nota con l'augurio che, a cominciare dalla famiglia per arrivare ai vari ambiti di vita, ragazzi e giovani possano incontrare con maggiore frequenza adulti sicuri e affidabili, sinceri e rispettosi, compenetrati di "leale affettività", accoglienti e che, soprattutto, si lascino trovare...
Anagni, 1 giugno 2011
+ Lorenzo Loppa