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Bollettino Diocesano 2008
Editoriale
"Guai a me se non annuncio il Vangelo"
(1 Cor 9,17)
Un’istantanea esauriente del 2008 non può prescindere dall’ “Anno paolino” e dal riferimento a S. Paolo Apostolo, al suo magistero di vita, alla sua passione per Gesù Cristo e il Vangelo. Nell’Anno dedicato a lui, nel bimillenario della sua nascita, abbiamo avuto svariate iniziative, convegni di studio, mostre, pellegrinaggi sui luoghi dei suoi viaggi, celebrazioni, opere musicali, Paolo era un uomo di frontiera. In lui si incontrano tre mondi: l’ebraico, il greco, il romano. Ma queste tre appartenenze non riescono a proiettarlo verso l’universale. Lo rendono semplicemente zelante verso la sua religione (cfr Gal 1,14) e ostile verso gli altri. E’ l’evento con la rivelazione di Damasco che provocano in lui una sintesi superiore: conquistato da Cristo (cfr Fil 3,12) ed espropriato di sé, si sente proiettato verso i tre mondi e verso l’universale: “Pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnare il maggior numero … “ (1 Cor 9, 19). Alla scuola di Paolo, innamorato di Cristo, possiamo apprendere la passione per il Vangelo e lo slancio della missione, la scelta oculata dei collaboratori e il sapiente gioco di squadra, l’importanza della cultura della città e la cura massima delle relazioni. E’ uno stile valido per l’oggi, necessario per il rinnovamento pastorale delle nostre comunità.
Il 2008 ha visto l’inizio della Visita pastorale che è entrata nel vivo. Ho avuto modo di terminare e concludere la forania di Anagni e di iniziare quella di Fiuggi. Ho potuto toccare con mano che, dovunque, lo Spirito di Dio è capace di far fiorire anche i deserti e semina tesori di bene nel cuore delle persone. Nel dare delle indicazioni e degli orientamenti per il prossimo futuro, in questo momento, mi sembra urgente l’impegno di offrire un peso più cospicuo a tre realtà che sono irrinunciabili per un cammino di chiesa secondo il cuore di Dio: la Parola, la Persona, la Comunione. Restituire centralità alla Parola, sia a livello personale che comunitario, significa far risplendere il Primato di Dio sulla vita, ricerca decisa della santità, luce e forza per scelte più generose. Mettere di più al centro la Persona, vorrebbe dire dare un volto più umano e accogliente alla parrocchia che deve configurarsi come terra di relazioni e come culla per una pastorale dei volti. A somiglianza di Maria, la cui missione è stata quella di dare un volto umano al Figlio di Dio, anche le nostre comunità sono chiamate a dare un volto più umano alla fede, al Vangelo, a Gesù Cristo. Questo è il segreto di ogni impresa educativa e di ogni percorso di fede che voglia formare gli uomini e le donne di domani. Infine la Comunione – con la Diocesi, con le parrocchie e le altre realtà ecclesiali – che genera passione per il gioco di squadra e per un lavoro d’insieme. Il sentire comune e la coscienza di essere un unico popolo in cammino “assicurano la configurazione alla famiglia trinitaria e garantiscono l’autenticità del nostro essere Chiesa”. L’inaugurazione del nuovo Centro pastorale di Fiuggi, il 7 ottobre, è stata, in questo senso, un grande dono e, sicuramente, farà da volano a tante iniziative che ci plasmeranno come un solo corpo. Nella serie dei suoi Uffici e delle sue articolazioni, il Centro potrà e dovrà ricondurre ad unità la missione fondamentale che è la comunicazione del Vangelo. L’augurio e la speranza forte è che diventi il cuore pulsante di tutta l’attività diocesana e la casa di riferimento di tutti gli operatori pastorali.
Il rinnovamento pastorale della Chiesa in Italia – dopo il IV° Convegno ecclesiale di Verona – s’intreccia con l’ “emergenza educativa”. Tra le tante emergenze (nelle quali si nasconde un appello di Dio) questa è la più delicata e importante, perché riguarda il nostro futuro di Chiesa e di Comunità civile e politica. Si tratta di formare gli uomini e le donne di domani. Siamo chiamati a vederci “un segno dei tempi” e ad affrontarla con un nuovo slancio educativo, che cerchi di mettere in rete tutti i soggetti e le istituzioni: la famiglia, la comunità cristiana, la scuola … Trasmettere la fede alle giovani generazioni è trasmettere sapienza per vivere bene in questo mondo. “Oggi, i giovani non hanno bisogno di essere portati in un altro mondo,ma di sapienza che insegni loro a vivere in questo mondo, che insegni a noi e a loro la strada di una vera umanizzazione, la strada del Vangelo. Il Vangelo va offerto come sapienza sulla vita. E Gesù Cristo è il detentore di questa sapienza, il Maestro che ci insegna a vivere. Ora, vivere bene significa scoprire il proprio posto nella vita e nella Chiesa, la propria strada d’amore all’interno del progetto di Dio” (Lettera di natale 2008, p. 8).
In tale ottica l’Assemblea di Fiuggi (26-28 settembre) – “Toccati da Dio. Uomini e donne per una rinnovata coscienza vocazionale” – ci ha aiutato a corredare e rifinire in prospettiva vocazionale ogni attività pastorale e, soprattutto, la pastorale giovanile. I giorni di Fiuggi hanno aiutato noi adulti a ritrovare la coscienza e la missione di dover garantire uno “spessore umano al Vangelo, offrendo visibilità e carne allo sguardo di Cristo che continua a posarsi su tutti, e in modo particolare su ragazzi, adolescenti e giovani” (Lettera di Natale, 2008, p. 5).
L’operazione più urgente e irrinunciabile da attivare è investire, allora, nella formazione di figure precise e ben identificate per accompagnare con speranza la crescita dei cristiani di domani: le famiglie giovani (per l’educazione alla fede dei piccolissimi) i catechisti (per i ragazzi e gli adolescenti), gli insegnanti cattolici di tutte le Scuole. Appaiono a questo riguardo profetiche e intuitive le parole della “Gaudium et Spes” in un passaggio fondamentale: “Legittimamente si può pensare che il futuro dell’umanità sia riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza (n. 31).
L’anno paolino nel 2009 sta cedendo il testimone all’ “Anno sacerdotale” (dal 19 giugno 2009 solennità del S. Cuore di Gesù – al 19 giugno 2010). L’occasione è stata offerta dal 150° anniversario della morte di Giovanni Maria Vianney, il S. Curato d’Ars, il 4 agosto 1859. L’apostolo delle Genti, contemplativo e attivo, è un modello per i presbiteri oggi. Pastori “formato Paolo”, innamorati di Cristo e felici della propria vocazione pur nella difficoltà del trapasso culturale e pastorale di oggi, desiderosi di affascinare altri con l’esempio e le parole, sono necessari alla comunità cristiana più dell’aria che respiriamo. Di essi abbiamo un estremo bisogno. Ne ha bisogno la Chiesa tutta per crescere – come all’inizio e nei suoi primi passi (cfr Atti) – “per contagio”, e non tanto e solo per programmi, trovate, idee e iniziative di aggiornamento.
Anagni, 1 giugno 2009
+ Lorenzo Loppa
Indice
6 gennaio 2008
Il mistero Nascosto
Omelia dell'Epifania 2008
13 gennaio 2008
Ordinazione Diaconale di Massimiliano Floridi
Omelia del Battesimo del Signore
14 gennaio 2008
Bibbia e Pastorale
X Simposio Teologico-Pastorale Leoniano
6 febbraio 2008
Un tempo di rinnovamento spirituale
Lettera di Quaresima 2008
16 marzo 2008
Educazione: capolavoro della speranza
Lettera di Pasqua 2008
19 marzo 2008
Lasciarsi trovare
Omelia della Messa Crismale 2008
30 marzo 2008
La comunità pasquale
Omelia della II Domenica di Pasqua
13 aprile 2008
Ammissione agli Ordini Sacri di Pierluigi Nardi
Omelia della IV Domenica di Pasqua
11 maggio 2008
Ordinazione Diaconale di Luca Fanfarillo
Omelia della Domenica di Pentecoste 2008
15 luglio 2008
La speranza nelle scelte della Chiesa italiana
Appunti per un confronto sul rinnovamento pastorale
18 agosto 2008
San Magno 2008
Omelia
26 settembre 2008
Toccati da Dio. Uomini e donne per una rinnovata coscienza vocazionale
Introduzione all'Assemblea Pastorale 2008
28 settembre 2008
Il "sì" della vita
Omelia della Messa conclusiva dell'Assemblea Pastorale 2008
28 settembre 2008
Toccati da uno
sguardo
Linee conclusive dell'Assemblea Pastorale 2008
30 novembre 2008
Lo sguardo illuminato dalla speranza
Lettera di Natale 2008