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Bollettino Diocesano 2009
Editoriale
Testimoni del grande "sì" di Dio all'uomo
Il Decennio di “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”, nelle sue ultime battute, trova continuità nell’Anno sacerdotale e si apre al Decennio in cui ci disponiamo a raccogliere la sfida dell’educazione con slancio rinnovato e, soprattutto, con il coraggio della speranza. Intanto, la nostra Diocesi vede il prosieguo della Visita pastorale nella forania di Alatri, al termine della quale concluderò la Visita in tutte le Parrocchie.
La Visita apostolica di Benedetto XVI, che avremo la fortuna di accogliere nella città di Carpineto Romano il 5 settembre p.v., in occasione del secondo centenario della nascita di Leone XIII (2 marzo 1810), ci confermerà nella fede e darà ulteriore vigore alla nostra missione di testimoni del Vangelo.
1. Il tratto di strada decennale che giunge a conclusione è quello del rinnovamento della pastorale in senso missionario. Abbiamo capito che non è più scontato che sia conosciuto il Vangelo di Gesù Cristo e che la parrocchia deve essere casa accogliente in ascolto di paure e speranze, domande e attese della gente, offrendo un annuncio credibile e una testimonianza coraggiosa della verità che è Gesù Cristo. La parrocchia missionaria deve “rinnovare gli itinerari formativi, per renderli più adatti al tempo presente, con una nuova attenzione per gli adulti” (Nota dopo Verona, n. 17). Per rinnovarsi e rinnovare la propria missione di evangelizzare la Parrocchia deve rimettere al centro della sua esistenza la Parola di Dio, la Domenica e la Persona, da generare e rigenerare in Cristo (secondo una logica catecumenale), da formare, da responsabilizzare nell’ottica della comunione, da attrezzare per una testimonianza coerente sui territori del vissuto. La Comunità parrocchiale, inoltre, per rispondere a tutte queste esigenze, non può più agire da sola, non può pretendere di essere autosufficiente: deve aprirsi alle altre parrocchie, con forme diverse a seconda delle situazioni, valorizzando la vita consacrata e le aggregazioni laicali. E ciò soprattutto per quanto riguarda i cammini formativi di giovani e adulti, a cominciare dalla famiglia.
2. Uno speciale “Anno Sacerdotale” (19 giugno 2009, Solennità del Sacro Cuore di Gesù – 19 giugno 2010) è stato indetto da Benedetto XVI in occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney (4 agosto 1859) proprio “per favorire la tensione dei sacerdoti verso la perfezione spirituale dalla quale soprattutto dipende l’efficacia del loro ministero” (Benedetto XVI). Nell’esprimere profonda gratitudine a tutti i nostri parroci e presbiteri che lavorano in Diocesi e nelle parrocchie, ribadisco come il loro ruolo, soprattutto quello del parroco, sia importante per il rinnovamento missionario della parrocchia. “I sacerdoti dovranno vedersi sempre più all’interno di un presbiterio e dentro una sinfonia di ministeri e iniziative: nella parrocchia, nella diocesi e nelle sue articolazioni. Il parroco sarà meno l’uomo del fare e dell’intervento diretto e più l’uomo della comunione: e perciò avrà cura di promuovere vocazioni, ministeri e carismi. La sua passione sarà far passare i carismi dalla collaborazione alla corresponsabilità, da figure che danno una mano a presenze che pensano insieme e camminano dentro un comune progetto pastorale” (“Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia”, 12). Nel guardare al prossimo futuro e alla stagione pastorale che sarà caratterizzata da un impegno più globale e condiviso in ordine all’educazione alla fede delle giovani generazioni (2010-2020), l’Anno Sacerdotale proietta una luce particolare sulla dimensione educativa dell’essere pastore. Questo è tanto più importante in un momento in cui fatti dolorosi, riguardanti il passato, e, soprattutto, una campagna di informazione condotta con insolita malizia gettano un discredito diffuso e generalizzato sui ministri della Chiesa, presentandoli come coloro che tradiscono la fiducia inscritta in qualsiasi patto educativo. È un’occasione d’oro per noi pastori di rientrare in noi stessi, per restituire slancio e brillantezza alla nostra vocazione, per ritrovare il gusto e il fascino dell’amicizia con Gesù, per riscoprire lo spessore veramente e autenticamente umano della nostra vocazione e missione.
È, soprattutto, il momento di rimettere a nuovo esperienza, competenza e coerenza, per ritrovare autorevolezza, qualità e bellezza nella testimonianza e in una dedizione sempre più limpida e generosa per la crescita e la vita di tutti, a cominciare dai ragazzi e dai giovani.
3. La Visita pastorale, iniziata a febbraio 2008 a Carpineto Romano, sta per giungere alla conclusione. Non è questo il luogo per un bilancio che, tra l’altro, non potrebbe essere completo. Mi limito soltanto a rilevare, da un punto di vista positivo, i frutti di bene che Dio con il Suo Spirito suscita dappertutto: frutti di comunione, frutti di servizio, frutti di collaborazione nel migliorare la vita e la missione delle nostre parrocchie. Sicuramente il loro cammino per giungere alla pienezza del proprio servizio e della propria missione ha bisogno di ulteriori passi per quanto riguarda la ricerca della comunione all’interno, con le altre comunità cristiane e con la Diocesi; per quanto riguarda la formazione degli Animatori della pastorale parrocchiale; per quanto riguarda il funzionamento delle strutture di partecipazione e corresponsabilità; per quanto riguarda la pastorale giovanile e la pastorale familiare, per le quali occorre creare delle alleanze. Sicuramente, nel prossimo futuro, anche tenendo conto del fatto che dobbiamo raccogliere con decisione la sfida dell’educazione, occorrerà rinnovare i cammini e le strade che costruiscono l’identità cristiana della persona, passando dalle belle intenzioni e dalle parole ad una autentica esperienza di fede, dalle devozioni a gesti di liberazione, dalle navigazioni solitarie e dalla autoreferenzialità alla ricerca della comunione!
4. La Visita apostolica di Papa Benedetto XVI a Carpineto Romano il 5 settembre p.v., un momento di grazia non solo per la cittadina lepina, ma per tutta la Diocesi, certamente ci aiuterà nel cammino di rinnovamento personale e comunitario e ci metterà in grado di rispondere meglio e con più autenticità evangelica alla sfida che “il mondo che cambia” ci propone e soprattutto alla sfida educativa per la formazione delle giovani generazioni alla luce del Vangelo. Il Papa verrà a confermarci nella fede, a incoraggiare la nostra speranza, rendere più vivace la nostra carità vissuta. Ci stiamo preparando all’incontro con Papa Bendetto soprattutto con le iniziative proposte nell’ambito dell’Anno Leoniano (2 marzo 2010 – 2 marzo 2011). Ma la preparazione più bella e più importante è che ognuno di noi, pastori e fedeli, si incammini decisamente sulla strada della conversione e del rinnovamento della vita con l’ascolto della Parola; con la preghiera e con la celebrazione dei sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia; con una esistenza coerente con il Vangelo, in cui la qualità e la bellezza della testimonianza esercitino un fascino contagioso per tutti, ma, in modo particolare, per i ragazzi e giovani a cui sarà dedicato in modo particolare il prossimo segmento di cammino di tutte le Chiese che sono in Italia.
Anagni, 1 giugno 2010
+ Lorenzo Loppa
Indice
Omelia
Epifania del Signore
Quaresima 2009
Sobrietà e solidarietà: nomi esigenti della speranza!
Relazione al Convegno Docenti Cattolici del Lazio
Educare con speranza
S. Pasqua 2009
Combattere la povertà per restituire la speranza
Messa Crismale 2009
Promessa di Dio e Speranza dell'Uomo: l'abbraccio della Pasqua!
Omelia
Ammissione agli Ordini Sacri di Francesco Frusone
Omelia
Ordinazione presbiterale di Luca Fanfarillo
Santissima Trinità
Un mistero non da capire, ma da vivere
San Magno 2009 - Omelia
Portare frutto in tempi difficili: la santità, anticipo di futuro
Assemblea Pastorale 2009 - Introduzione
La sfida dell'educazione. Misura della nostra capacità di futuro
Linee conclusive dell'Assemblea Pastorale 2009
La sfida dell'educazione. Misura della nostra capacità di futuro
Lettera di Natale
Educazione: capolavoro della speranza