Diocesi di Anagni-Alatri

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Bibbia e Pastorale

Vescovo > Bollettino Diocesano > 2008
14 gennaio 2008

Bibbia e Pastorale
X Simposio Teologico-Pastorale Leoniano

1. Non posso non ricordare, dando l’abbrivio al saluto iniziale, la costituzione dogmatica “Dei Verbum” sulla divina rivelazione, il suo capitolo VI, che ha come titolo: “La S. Scrittura  nella vita della Chiesa” e, in modo particolare, il n. 21 che inizia con queste parole: “La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo …”.
E mi affretto subito a gettare un ponte ideale dal Vaticano II alla prossima XII Assemblea ordinaria del Sinodo dei vescovi che avrà come tema: “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa
”.

2. I quattro decenni abbondanti che sono nel mezzo hanno dovuto registrare una serie di problemi per l’attività pastorale delle nostre comunità cristiane, come conseguenza dell’indebolirsi della tradizione di fede e, in parallelo, di quell’aspetto particolare e decisivo della maturazione della vita di fede che è l’iniziazione alla Parola di Dio. A tale aspetto i documenti del Concilio (in primis la “Dei Verbum
”) hanno dato un grande rilievo, e la riforma liturgica che ne è derivata ha saputo prenderne sul serio le direttive. Anche il ripensamento e la riformulazione del progetto catechistico ne hanno tenuto conto. Ma i risultati non sono soddisfacenti. Accanto a fenomeni positivi quali la presenza della Bibbia in molte case, la sua conoscenza più ampia o il diffondersi del metodo della lectio divina, si deve registrare una preoccupante ignoranza della Scrittura sia a livello culturale generale sia a livello di troppi credenti e praticanti. Da sottolineare, inoltre, la grande sofferenza e difficoltà a mettere insieme Parola, celebrazioni e vita cristiana coerente e testimoniante.
La crescita nel contatto con la Parola di Dio a  livello personale e comunitario non può far dimenticare il lungo cammino che resta ancora da compiere per passare dallo studio  all’ascolto e alla preghiera, superando il limite di un approccio  intellettualistico, che incide scarsamente sulla scelta di vita.

3. Un capitolo molto importante dell’impegno formativo [già richiesto dagli Orientamenti pastorali per il primo decennio del Terzo Millennio (n. 44) e ribadito dal metodo di Verona (n. 4)] sarà senz’altro quello di far sprigionare con maggior intensità ed efficacia la straordinaria forza educativa della Parola di Dio non solo durante le celebrazioni, ma anche e soprattutto prima e dopo. Senza, comunque, anticipare nulla, vorrei concentrare l’attenzione su due versanti “critici” in ordine ad una pastorale sensibile all’iniziazione alla Parola di Dio. Riflettendo al riguardo, credo sia possibile prendere atto delle lacune, ma anche di buone indicazioni per correggere o integrare il nostro impegno in questo campo.

4. Il primo versante riguarda un approccio alla Bibbia totalmente concentrato sui contenuti (di carattere esegetico e dottrinale) in modo da trascurare l’apertura al Dio vivente che ci rivolge oggi la Sua Parola. La Bibbia viene vista come luogo in cui reperire sapienza e dottrina. Viene trascurato il parlante e viene disattesa la “relazione” che Egli stabilisce con l’ascoltatore. Nonostante gli insegnamenti conciliari, rimane ancora la concezione che, mentre i sacramenti donano grazia, la parola biblica dona la dottrina, e può solo preparare alla fruttuosa ricezione del sacramento.
Ma, se la Parola non è accolta come trasmissione di potenza e di grazia, resterà sempre parola su
Dio e non parola di Dio.

5. Il secondo spazio critico di ascolto della Parola riguarda la consapevolezza che chi è chiamato alla fede entra a far parte, come protagonista, di una storia santa. Ascoltando la  Parola, deve essere chiara la consapevolezza di essere chiamati a far parte, da protagonisti, di una storia e di una storia santa. La storia sacra non si è conclusa con Gesù Cristo e con l’invio degli Apostoli. La storia sacra non è un’altra storia, è la nostra storia, la storia che stiamo vivendo. E’ questo l’insegnamento della “Dei Verbum
”, anche se, purtroppo non ha ottenuto tutte le conseguenze pastorali  che richiederebbe.
E’ nel progetto di Dio  che il popolo dei Suoi alleati veda nelle Scritture il luogo privilegiato di ascolto dell’Alleato divino. Non nel senso che il libro in sé, nella sua materialità, sia la Parola che qui e ora Dio rivolge al Suo popolo, quanto piuttosto nel senso che una lettura/ascolto del libro, con la guida dello Spirito, riaccende il dialogo vivo tra Dio e il popolo. Il rapporto fondamentale non è tra una assemblea e la Bibbia, ma tra l’assemblea e il Dio vivente, mediante la lettura e l’ascolto del libro nello Spirito.

6. Saluti: S. E. Mons. Betori, Segretario Generale della CEI / S. E. Mons. Sigalini, Presidente del COP, Vescovo di Palestrina e Assistente generale AC / S. E. Mons. Bonicelli, Presidente emerito del COP / Don Gianni Checchinato, Rettore / Don Lorenzo Cappelletti, Direttore ITL / Altri Relatori / Presenti, in modo particolare i giovani.

Un augurio.
La velocità dei nostri passi dipenderà dalla speranza che sapremo custodire nel cuore. E la speranza, alimentata dalla Parola, “lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino
” (Sal. 118, 105), sarà la riserva inesauribile di futuro per la nostra Chiesa, le nuove generazioni e per quanti “sognano” di costruire il mondo come “un altro mondo”.

+ Lorenzo Loppa

 
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