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Accompagnatori nella vita: così cambiano i catechisti

Diocesi di Anagni-Alatri
Pubblicato da in Uffici Diocesani ·
Tags: CatechesiConvegnoDiocesano
Si è tenuto al centro pastorale di Fiuggi, con una grande partecipazione, l’incontro degli educatori. Ricca di spunti la relazione di Andrea Lonardo, un invito ad abbandonare un certo infantilismo nell’ora settimanale per i bambini. Il vescovo Loppa ha ribadito i cardini della formazione e dell’impegno.



In ascolto delle nuove istanze che emergono dal contesto culturale e in linea con le indicazioni pastorali del vescovo Lorenzo Loppa, l’Ufficio catechistico della diocesi di Anagni–Alatri ha organizzato un convegno, presso il centro pastorale di Fiuggi, nell’ambito di un progetto finalizzato ad una formazione che aiuti i catechisti e gli animatori della catechesi a sviluppare un’educazione alla fede integrale, adulta e matura. In una società che è cambiata e che cambia, la catechesi pone ai genitori, ai catechisti e agli animatori l’istanza di una formazione che li renda capaci di essere autentici accompagnatori nella vita buona del Vangelo. È stato questo il tema del convegno, al quale hanno partecipato circa novanta persone tra catechisti e animatori.

Già durante l’incontro unitario degli operatori pastorali del 18 febbraio scorso il vescovo Loppa, guidando la lettura della “Evangelii gaudium”, aveva esortato tutti a fare propria la bellezza di un Vangelo annunciato per travaso vitale, un annuncio che impegna, in particolare, genitori e catechisti. Non si è mai pronti a rispondere «all’anelito d’infinito che c’è in ogni cuore umano» e, animati dal desiderio di imparare, i partecipanti hanno ascoltato la relazione di monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico e del Servizio per il catecumenato della diocesi di Roma nonché responsabile della cultura e della pastorale universitaria, autore di numerosi testi per la catechesi e non solo. La relazione di Lonardo ha coinvolto i presenti in una vivace riflessione ricca di contenuti e di indicazioni operative.

Con continui riferimenti alla propria esperienza pastorale e con un linguaggio diretto, Lonardo ha delineato il quadro della nuova situazione esistenziale delle famiglie per le quali «la catechesi non è un’imposizione, ma ciò di cui hanno più bisogno». Il relatore ha posto l’accento su una catechesi che deve essere annuncio della grandezza e della bellezza della fede per figli e genitori, una catechesi «che esprima l’amore salvifico di Dio previo all’obbligazione morale e religiosa, che non imponga la verità e che faccia appello alla libertà».

Un passaggio molto interessante è stato quello relativo a un grande problema della catechesi odierna: l’infantilismo. Monsignor Lonardo ha evidenziato un modo di fare catechesi ridotto, spesso, ad attività infantili, fatte per far passare l’ora settimanale per lo più subita da bambini e ragazzi annoiati. Bambini e ragazzi che, in realtà, sono pieni di domande, anzi di domande grandi che attendono risposte. «Quando i bambini trovano adulti che li aiutano a capire che esistono risposte alle loro domande, affrontano con coraggio la vita e nasce in loro il desiderio di crescere», ha chiosato Lonardo. Alla relazione ha fatto seguito un intervento del vescovo di Anagni-Alatri Lorenzo Loppa, il quale ha sottolineato il valore della formazione e dell’impegno dei catechisti. Le sollecitazioni pastorali del vescovo Loppa e la relazione di monsignor Andrea Lonardo, sono dunque risorse preziose da custodire nella preghiera, nella riflessione personale e comunitaria perché ognuno possa imparare quella speciale arte dell’accompagnamento, a partire dal «togliersi i sandali davanti alla terra sacra dell’altro» per poi incoraggiare i bambini, i ragazzi e i genitori a maturare nella vita cristiana. La locandina circolata nelle parrocchie nei giorni antecedenti il convegno riportava un logo con la scritta: «Vedrai che bello». I novanta catechisti e animatori presenti non sono stati delusi.



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