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«Anagni-Alatri Uno», la voce di una Chiesa in cammino

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Pubblicato da in Comunicazioni ·
Tags: AnagniAlatriUno
Il mensile diocesano pubblicato per la prima volta 18 anni fa e subito divenuto uno strumento importante. Nell’editoriale di apertura don Domenico Pompili, allora direttore del giornale e ora vescovo a Rieti, spiegava: «Sempre più disorientati tra i mass media in rete». Oggi ci sono anche la versione online e la pagina Facebook.

Il mensile della diocesi, Anagni-Alatri Uno, diventa “maggiorenne”: esattamente 18 anni fa, infatti, veniva pubblicato il primo numero del giornale, subito divenuto voce della comunità ecclesiale. Il primo direttore, e per molti anni ancora, è stato don Domenico Pompili, originario di Acuto, già parroco ad Alatri e Vallepietra, poi direttore dell’ufficio nazionale delle comunicazioni sociali e da due anni vescovo di Rieti. Quando gli impegni per don Domenico Pompili si sono fatti più gravosi, alla guida del mensile è subentrato don Raffaele Tarice, parroco a Fiuggi e responsabile diocesano delle comunicazioni sociali, che ha seguito la fattura del giornale con la stessa cura e professionalità. Da due anni la direzione è stata affidata dal vescovo Lorenzo Loppa ad un laico, Igor Traboni.

Il mensile è passato dalle 16 pagine originarie a 20, ha dieci numeri l’anno, fatto salvo i mesi estivi, e viene distribuito gratuitamente nelle parrocchie, di solito dalla seconda domenica del mese. Per la Chiesa di Anagni-Alatri si tratta, assieme alla pagina diocesana domenicale su Avvenire, di una voce importante, per farsi sentire, ma anche per raccogliere le istanze che provengono dal territorio. Il giornale si va arricchendo di rubriche e collaborazioni, ampliando anche il novero delle comunità parrocchiali che su esso trovano voce.

Ma per celebrare nel migliore dei modi questo anniversario, vale la pena riproporre proprio l’editoriale di quel primo numero di 18 anni fa, a firma di don Domenico Pompili: «Comunicare o non comunicare, ecco il problema. Potrebbe essere questa la versione leggermente rivisitata dall’Amleto di fine-millennio. In effetti, risulta sempre più problematica la capacità di ascoltare e di parlare, se è vero che siamo disorientati nel bel mezzo di una folla di solitudini. Gli stessi mass–media super–tecnologici ed “in rete” corrono il rischio di non essere più uno strumento o mezzo di comunicazione ma solo un sistema che si regge su regole strettamente commerciali e veicola messaggi sempre più uguali che circolano fra i grattaceli delle città opulente, le bidonvilles del Terzo mondo e i nostri centri di provincia in una lingua franca che tutto appiattisce e livella. Per non dire della Chiesa che si dibatte continuamente tra ideali di comunione e problemi di comunicazione. E soprattutto non riesce sempre a raccontare quello che vive, anzi per chi vive, rimanendo ai margini della vita, laddove essa pulsa ed entra in crisi.

“Comunicare”, dunque non è scontato. Anche se non è impossibile. Comunicare, infatti, vuol dire in primo luogo “avere in comune” o “ fare essere in comune” e solo per questo anche far sapere o dire. Questo è almeno quello che pensava, non senza ragione, Tommaso d’Aquino e quello che risulta convincente anche oggi. Per questo abbiamo provato a dar vita ad Anagni-Alatri Uno. Ed oggi l’avventura incomincia sul serio. Vorremmo con ciò riscoprire anzitutto quello che siamo ed abbiamo in comune. E non è poco, anzi è ciò che più ci sta a cuore e che mobilita tante energie e risorse e fa la vita delle nostre comunità cristiana. Solo in conseguenza e quasi come effetto vorremmo “fare sapere” o “dire” anche altri. Per legare la fede alla vita e mostrare che nulla di ciò che è autenticamente umano ci è estraneo. Al contrario ci interessa… E per proiettare dunque la testimonianza della Chiesa nella sfera pubblica e socio–politica perché le comunità cristiane non possono ripiegarsi su se stesse e ignorare i problemi, le speranze e i sogni di una società più giusta e prospera. Questo è il fine del mensile che avete tra le mani. Vi chiediamo solo una cosa: di starci vicino».



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