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Gli insegnanti di religione, «testimoni entusiasti»

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Pubblicato da in Uffici Diocesani ·
Tags: ScuolaInsegnantiReligioneIRCFormazione
Ha preso il via a Fiuggi, presso il centro pastorale, il percorso formativo per gli insegnanti di religione e per tutti i docenti cattolici comunque interessati a partecipare. Tutti gli incontri saranno tenuti da alcuni docenti qualificati dell’Istituto Teologico Leoniano di Anagni e verteranno sul tema: «Dialogo ecumenico e proposte per l’Irc».

A questo primo incontro erano presenti tra gli altri il vescovo Lorenzo Loppa; Maria Pia Ippoliti, direttrice dell’ufficio scuola; Filippo Carcione, direttore dell’Istituto Teologico Leoniano e don Antonio Galati, che ha tenuto la conferenza. Maria Pia Ippoliti ha illustrato il programma di formazione per l’anno scolastico 2017/2018, ricordando quanto sia importante «La formazione, ma anche la partecipazione alla vita diocesana, in particolar modo per i docenti di religione che più di altri devono sentire l’insegnamento come una vera missione».

Il vescovo Loppa ha invitato tutti gli insegnanti a essere «una vigna che non delude, uomini e donne che lavorano nella scuola e per la scuola, dando esempio di umanità, mostrando di avere fiducia nel futuro e nella vita, testimoni competenti ed entusiasti dell’amore di Dio». Tutti concetti peraltro bene espressi anche nell’ultima Lettera pastorale La fede sconfigge la paura, concentrato dell’amore e della passione che Loppa ha per la scuola e per i bambini, i ragazzi e gli adolescenti che trascorrono gran parte delle loro giornate in questo ambiente «che deve essere un laboratorio di vita, di umanità e di trasmissione di certezze e di valori».

L’incontro è proseguito con l’intervento di Antonio Galati, sacerdote della diocesi di Velletri-Segni che ha relazionato su «Il magistero del Concilio Vaticano II sulle confessioni cristiane», sviluppando la relazione su due punti fondamentali. Nella prima parte, il sacerdote ha illustrato l’insegnamento del Concilio sul rapporto con le confessioni cristiane e sul dialogo ecumenico, soffermandosi sugli atteggiamenti e sui processi ecumenici che emergono dal decreto sull’ecumenismo Unitatis redintegratio, ricordando che per tali argomenti, testo unico per tutti i fratelli cristiani è la Scrittura. Interessanti gli spunti di riflessione che arrivano da questa e dal magistero, che portano ad affermare che l’unità dei cristiani è dovuta al Battesimo e che i cristiani sono fratelli e sorelle anche se appartenenti a confessioni diverse. Dai testi del concilio, in particolare anche dalla Lumen gentium, emerge il ruolo fondamentale del battesimo e le sue conseguenze, quando è validamente celebrato nel nome della Trinità, come partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo. Il tutto in forza, tra l’altro, di quanto Paolo afferma in particolare nella lettera agli Efesini: «Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo». Dalle citazioni bibliche e dal magistero conciliare, emerge un’indicazione chiara, ovvero che il battesimo, quando è celebrato validamente, inserisce il battezzato, come membro vivo, nel Corpo di Cristo, sottolineando prima di tutto non ciò che divide, ma ciò che unisce e rende uguali nella parità cristiana. Il battezzato appartiene a pieno titolo alla comunione ecclesiale, questo dunque, sottolinea e ricorda che esiste un’unità ontologica che dipende dal Battesimo e che nonostante le diverse divisioni, non intacca l’unità di fondo tra tutti i cristiani.

Nella seconda parte, invece, Galati ha proposto alcuni argomenti che possono essere sviluppati durante le lezioni di religione cattolica. Sempre la Unitatis redintegratio propone un elenco di atteggiamenti e processi per porre in essere l’ecumenismo e che riguardano anche le norme della convivenza civile, come il rispetto dell’altro e il superamento delle ostilità.



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