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Don Mattia nella sua Vico celebra la prima Messa

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Ordinato sacerdote da papa Francesco, don Mattia Pica ha celebrato domenica 14 maggio la sua prima Messa anche a Vico nel Lazio (nella chiesa benedettina di Santa Maria), suo paese di origine, anche se ora è incardinato nella diocesi di Roma, dopo aver compiuto gli studi presso il Pontificio seminario romano maggiore. Qui in precedenza padre Francesco Pitocchi, alfonsiano e pure lui originario di Vico nel Lazio, ha svolto la sua opera al confessionale, diventando padre spirituale di San Giovanni XXIII e di padre Terenzi, fondatore del Santuario del Divino Amore in Roma.
Per Vico nel Lazio è dunque un momento di grande festa, già vissuto proprio domenica 7 maggio, quando in tanti si sono recati a Roma, assieme ai genitori di don Mattia, Giuliana ed Enzo, alla sorella Eleonora, ai parenti tutti e al sindaco Claudio Guerriero, per assistere all’ordinazione.
Il piccolo ma dinamico paese della nostra diocesi ha già dato tanti e santi sacerdoti alla Chiesa, ma l’ultima ordinazione – quella di don Giorgio Tagliaferri, per la precisione – risale oramai a ben 27 anni fa.
La famiglia Pica, e dunque anche il novello sacerdote, è legatissima a Vico: Enzo è stato dipendente comunale per tanti anni, prima di trasferirsi a Roma dove ha lavorato per il Tar, mentre mamma Giuliana è stata docente di scuola media.
Il giovane Mattia ha iniziato a maturare la sua vocazione durante gli anni degli studi al liceo, decidendo quindi di entrare in seminario dopo una breve esperienza universitaria. Si è quindi laureato in Teologia e filosofia e ha seguito il corso di Dogmatica alla Gregoriana di Roma.
È stato sempre attivo nella partecipazione a vari progetti, solidali e spirituali, con il terzo mondo, dall’Africa, alle favelas e ai quartieri più poveri in varie città del Brasile. Anche in Italia ha prestato servizio nel sociale, dai campi rom al carcere minorile di Roma, fino al Cottolengo.
Più volte don Mattia ha avuto modo di esprimere il suo amore per Vico e la gente del paese, anche pubblicamente attraverso il profilo facebook, come riportato di recente dal mensile diocesano Anagni– Alatri Uno: «Ho sperimentato l’amore di un’intera terra, di tantissima gente che mi accompagna con la sua preghiera e il suo affetto... è in quella terra che sento le mie radici».
Gli auguri a don Mattia sono arrivati anche dal cardinal Vallini, presente all’ordinazione e che già aveva presieduto quella diaconale: «Sono particolarmente lieto per questa giornata e faccio i migliori auguri a don Mattia e alla sua famiglia, che ho avuto modo di conoscere meglio in questi giorni, dopo aver guidato gli esercizi spirituali di preparazione». «Mi piacerebbe che dal vostro paese – ha detto Vallini rivolgendosi proprio alla numerosa delegazione di Vico nel Lazio – arrivassero altre vocazioni alla vita sacerdotale e religiosa. D’altro parte, quando il Signore chiama bisogna essere generosi e rispondere senza indugio. Io, che sono sacrdote oramai da 53 anni, amo ripetere che se rinasco mi faccio di nuovo prete, perché la vocazione è una cosa bellissima, un grande dono».
Di una grande giornata per il paese ha parlato anche il sindaco di Vico Guerriero, dando l’appuntamento per la Messa presieduta da don Mattia: «Siamo molto orgogliosi per questo evento».
A proposito di vocazioni, proprio l’altro ieri sera la diocesi ha celebrato la sua giornata vocazionale, con una veglia di preghiera e riflessione – per i giovani e non solo – nella parrocchiale della Santa Famiglia, ad Alatri.
Un impegno – questo per le vocazioni – che, in maniera sempre più concreta e tangibile, la diocesi sta perseguendo anche nel lavoro comune tra la pastorale vocazionale e quella giovanile.



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