Perché un sinodo sui giovani? - Prefazione all'Annuario 2017 - Vita di Comunità - Diocesi di Anagni-Alatri

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Perché un sinodo sui giovani? - Prefazione all'Annuario 2017

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"Carissimi giovani, sono lieto di annunciarvi che nell'ottobre 2018 si celebrerà il Sinodo dei Vescovi sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale». Ho voluto che foste voi al centro dell'attenzione perché vi porto nel cuore". Sono le prime parole della lettera di Papa Francesco ai giovani in occasione della presentazione del documento preparatorio della XV Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.
"Perché un sinodo sui giovani?", la domanda suscitata dall'annuncio a sorpresa di un Sinodo dei giovani riceve una risposa proprio dalle parole del Santo Padre. Alla scuola di Papa Francesco si impara a sognare. Spesso egli incoraggia a sognare con Dio un mondo diverso dove nessuno si senta solo, "scartato", senza un ruolo all'interno di un progetto. Un mondo più familiare, una società più giusta e fraterna non si possono costruire facendo a meno della voglia di cambiamento e della generosità dei giovani. Per questo la Chiesa desidera mettersi in ascolto della loro voce, della loro sensibilità, della loro fede; perfino dei loro dubbi e delle loro critiche. La loro voce deve risuonare nella comunità cristiana fino a giungere ai pastori. Il Papa e i vescovi, attraverso il cammino del Sinodo, vogliono diventare ancora di più "collaboratori della gioia" di tutti i giovani del mondo.
Perché, dunque, un Sinodo sui giovani?
Perché essi sono i migliori di noi! Perché noi adulti abbiamo un debito di speranza nei loro confronti! Perché essi costituiscono il nostro futuro...
Con un Sinodo la Chiesa vuole interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e ad accogliere la chiamata alla vita e all'amore in pienezza e vuole chiedere loro di aiutarla ad identificare i modi più efficaci per aprirli alla gioia del Vangelo. Nel metterci in ascolto dei giovani e delle loro aspirazioni, tutti possiamo intravvedere il mondo di domani che ci viene incontro e la via che la Chiesa è chiamata a percorrere.
Nei mesi che verranno e nei prossimi anni saremo dunque chiamati:
  • ad ascoltare e comprendere i giovani e il loro mondo;
  • a verificare la qualità educativa della nostra pastorale giovanile e l'efficacia della nostra testimonianza;
  • a progettare con cula la pastorale giovanile;
  • a condividere le buone prassi già applicate in Italia e all'estero;
  • a mettere a fuoco il delicato processo di discernimento vocazionale.
La convocazione di un Sinodo sui giovani restituisce vigore e slancio al nostro impegno nel decennio di "Educare alla vita buona del vangelo", e ci persuade in maniera decisa della giustezza di incontrare e servire i giovani in quella palestra di cultura e di vita che è la Scuola. Il tema centrale del Sinodo è la fede che ci fa conoscere Dio, ci fa sperare in Lui e nell'avvento del Regno, ci fa amare del Suo stesso amore. La fede, beninteso, come luogo sorgivo di uno sguardo pastorale adeguato al mondo dei giovani; ma anche come criterio decisivo per il discernimento vocazionale che li riguarda. La fede non solo come sguardo a Gesù, ma come sguardo sulla vita con gli occhi di Gesù (cfr Lumen Fidei, n. 18).
Un Sinodo sui giovani interpella in maniera diretta noi adulti. Nel lavoro di preparazione, scandito dai Lineamenta e da un questionario, dovremo impegnarci tutti allo scopo di garantire la consultazione più ampia di tutte le componenti del popolo di Dio, a cominciare dai giovani stessi che sono "un problema", ma sono prima e soprattutto "una risorsa"!
Una domanda, sopra le altre, deve scandire l'approccio di noi adulti al mondo dei giovani: siamo pronti ad essere accompagnatori credibili e solidi per le giovani generazioni? La preparazione al Sinodo deve essere condotta badando a non partire con il piede sbagliato. Perché un piccolo errore all'inizio può trasformarsi in un grande sbaglio alla fine (cfr S. Tommado d'Aquino in De ente et essentia, Proemio). Partiamo, allora, con il passo giusto chiedendoci come adulti: c'è qualità nella nostra fede? C'è maturità nel nostro sguardo? C'è solidità nella nostra testimonianza?
Con la speranza che la risposta a queste domande configuri la nostra Chiesa come casa accogliente nei confronti delle giovani generazioni per accompagnarle alla gioia del Vangelo, auguro a tutti e a ciascuno Buona Pasqua e buon lavoro di preparazione al Sinodo.


+Lorenzo, vescovo
Anagni, 12 aprile 2017, Mercoledì Santo



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a cura dell'Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali
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