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Partiamo dai ragazzi, dialoghiamo

Diocesi di Anagni-Alatri
Pubblicato da in Uffici Diocesani ·
Tags: UfficioScuola
Maria Pia Ippoliti è direttore dell’Ufficio Scuola diocesano. L’abbiamo intervistata, ma lasciamo che prima si presenti. “Sono stata docente di Materie Letterarie, ho lavorato nella Media Vinciguerra di Anagni per 35 anni, dal 1971. Da dieci anni sono in pensione, ma è una pensione speciale perché ho ricoperto, per sei anni, il ruolo di coordinatore didattico del Liceo Classico Leoniano e da tre anni svolgo il servizio di direttore dell’Ufficio Scuola e responsabile della Pastorale Scolastica della Diocesi di Anagni–Alatri”.

Che cosa fa l’ufficio scolastico diocesano?
L’Ufficio per l’insegnamento della Religione Cattolica assegna alle scuole, a nome dell’Ordinario diocesano, gli insegnanti di religione preventivamente ritenuti idonei dallo stesso; accompagna aiuta e verifica gli stessi nello svolgimento del loro compito scolastico, per quanto di competenza ecclesiastica; cura la loro formazione permanente o di aggiornamento, anche collaborando con le istituzioni accademiche (in particolare
con il Leoniano) o con altre associazioni professionali. L’Ufficio cura inoltre i rapporti sia con l’omonimo Ufficio regionale che con il Servizio Nazionale per l’insegnamento della religione cattolica della CEI.

Quali sono i problemi principali che incontra nel suo lavoro nel sistema scuola?
Essendo stata nella scuola per tanti anni, ne conosco le dinamiche. Finora non ho avuto alcuna difficoltà nel rapportarmi con dirigenti e docenti, ho sempre trovato massima disponibilità e accoglienza.

Oltre a quelli di Religione, ci sono insegnanti di altre materie che ascoltano i ragazzi?
Certamente. Io stessa sono stata insegnante di Lettere. Sono convinta che ogni insegnante, essendo prima di tutto un educatore, sia chiamato a mettersi in ascolto e a stabilire una relazione con gli studenti.

Che tipo di servizio offre la scuola per l’ascolto dei ragazzi?
Nella scuola media dove insegnavo, l’insegnante di religione aveva attivato uno sportello di ascolto per i ragazzi: una bella novità! So di Istituti che offrono servizi per le difficoltà e il sostegno allo studio. Sono presenti o vengono invitati esperti di problematiche giovanili che possono rispondere alle esigenze dei ragazzi ma, secondo me, il docente di classe ha un ruolo privilegiato per stabilire una relazione con lo studente e poterlo aiutare.

Che cosa dovrebbe fare secondo lei un insegnante per attivare il dialogo?
È fondamentale partire dai ragazzi, dialogare, conoscere i loro desideri e le loro aspirazioni. È importante che capiscano di essere un valore per te, che ti interessi a loro perché ti stanno a cuore, perché ti importa di loro, della loro crescita. È l’essere interessato all’altro che fa la differenza.

Che tipo di problemi presentano?
Sono preoccupati per il futuro, si chiedono quali scelte intraprendere. Alla loro età la componente affettiva è molto importante e alcuni hanno problemi a relazionarsi. Spesso ci sono crisi familiari che incidono e c’è anche tanta solitudine.

Problemi simili hanno un denominatore comune?
Una insicurezza di fondo, legata spesso ad una situazione familiare disgregata e alla mancanza di figure adulte di riferimento. Ecco perché è importante la figura del docente, che dovrebbe affiancare la famiglia, ma in molti casi anche sostituirla. Per me è stata importante la formazione cristiana. Spesso il problema siamo noi adulti, perché testimoniamo il nulla, il vuoto. Quel vuoto che i ragazzi cercano di riempire...



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