La Giornata del pellegrino, esperienza di comunione - Vita di Comunità - Diocesi di Anagni-Alatri

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La Giornata del pellegrino, esperienza di comunione

Diocesi di Anagni-Alatri
Pubblicato da in Uffici Diocesani ·
Tags: GiornataPellegrino
Quello della “Giornata diocesana del pellegrino” è un appuntamento oramai entrato come irrinunciabile e, a giusta ragione, nella vita della Chiesa locale di Anagni–Alatri. Si rinnova, infatti, da nove anni. Il prossimo 3 dicembre, in coincidenza con la prima domenica dell’Avvento, conoscerà la sua nuova edizione. L’ufficio diocesano pellegrinaggi ha messo a punto il programma, che prevede la Messa celebrata dal vescovo Lorenzo Loppa alle 11.15 nella parrocchia della Santa Famiglia ad Alatri (non più, per motivi di chiusura del traffico di alcune zone del centro storico, nella Concattedrale di San Paolo). Subito dopo, i partecipanti raggiungeranno un ristorante della zona per un momento conviviale e di festa, ma anche per conoscersi meglio e scambiare opinioni ed esperienze.

Per sapere nel dettaglio le caratteristiche di questa giornata che è diventata molto di più di una pura tradizione, è stato interpellato Bruno Calicchia, che di questo ufficio è il responsabile. «Diciamo subito – premette Calicchia – che noi non siamo un’agenzia di viaggi. Operiamo in accordo con l’Opera Romana e con loro organizziamo i pellegrinaggi diocesani e diamo assistenza alle parrocchie e a chiunque voglia organizzarne». Calicchia ricorda che il tutto è nato «come realtà locale negli anni ’90, nella parrocchia dell’Immacolata Concezione di Collelavena, ad Alatri. Nove anni fa, proprio con l’istituzione dell’ufficio pellegrinaggi, la giornata ha assunto una dimensione diocesana per volere del vescovo Lorenzo Loppa, venendo celebrata ad anni alterni ad Alatri e ad Anagni. Si tratta di un’occasione preziosa di condivisione delle esperienze e delle emozioni vissute nel corso dell’anno da tutte le persone che hanno preso parte ai viaggi organizzati. È un momento di riflessione e di festa, aperto a tutti i pellegrini, amici e parenti, celebrato a ridosso delle festività natalizie. Proprio questa sua particolare collocazione, ha fatto sì che nuclei familiari si ritrovino in questa occasione dal clima veramente unico».

Assieme al vescovo Loppa, ci sarà anche don Edoardo Pomponi, assistente spirituale dei pellegrinaggi e una delegazione dell’Unitalsi. «Abbiamo iniziato a collaborare in maniera fruttuosa – ha aggiunto Calicchia – così come con diverse parrocchie che richiedono il nostro intervento. Il modo di fare pellegrinaggi è cambiato molto da quando, negli anni Ottanta, ho iniziato ad organizzarli nella mia parrocchia. Allora erano una specie di epopee, soprattutto se si sceglieva di andare in treno, oggi invece c’è la possibilità di variarli molto e di renderli più confacenti alle esigenze dei pellegrini, con vari mezzi di trasporto. Come diocesi, organizziamo i pellegrinaggi a Lourdes, a Fatima e, ad anni alterni, in Terra Santa. Il prossimo, già in programma e quindi quanti lo desiderano possono già contattarci, sarà proprio a Fatima, dal 2 al 5 luglio del 2018, e sarà guidato dal vescovo Loppa. Quest’anno abbiamo deciso di non andare in Portogallo perché c’erano già tante prenotazioni per il centenario delle apparizioni, ma il prossimo, come detto, torneremo di nuovo a Fatima».

Oltre al modo di viaggiare e quindi di procedere all’organizzazione, Calicchia riferisce anche di un momento di stasi nei pellegrinaggi: «Sì, c’è stato di recente e molto probabilmente per la crisi economica che pesa su tante famiglie. Andare in pellegrinaggio ha i suoi costi e non tutti possono permetterselo. Purtroppo è una situazione che pesa soprattutto sui giovani, che magari non lavorano. Quelli che studiano, invece, in estate, che è il momento più forte per i pellegrinaggi, preferiscono fare altro. Però guardiamo avanti, non ci possiamo di certo fermare, anche perché ci sono dei ragazzi che ci danno una mano e questo fa ben sperare».



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