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QUARESIMA 2012
Il cuore della vita cristiana
La lettera del Vescovo Lorenzo
“Prestiamo attenzione gli uni agli altri,
per stimolarci a vicenda nella carità
e nelle opere buone” (Eb 10,24)
Al Popolo santo di Dio
che è in Anagni-
Carissimi,
puntuale e discreta – come ogni anno – la Quaresima ritorna a prenderci per mano e condurci sulla strada del rinnovamento personale e comunitario, animato dalla volontà di lasciarsi alle spalle ciò che si credeva indispensabile a vantaggio di ciò che veramente conta. Lo scopo di questa stagione dell’Anno Liturgico, “primavera dello spirito” – secondo una felice intuizione del teologo ortodosso Olivier Clément – è “il risveglio dal sonnambulismo quotidiano”.
L’austero rito delle Ceneri, nella sua potente semplicità e nel suo chiaro rimando alla nostra grata e umile coscienza di creature, ci introduce ad un itinerario di “rinunce” che liberano e che non hanno niente di mutilante.
La preghiera avrà il compito di conservare il loro orientamento soprannaturale e la loro apertura alla Grazia.
La carità le preserverà dal ripiegamento su sé stesse e dal formalismo. E proprio sulla carità che è “il cuore della vita cristiana”, ci vuole aiutare a riflettere e operare il messaggio di S. S. Benendetto XVI per la Quaresima di quest’anno. Il testo scelto dal S. Padre come riferimento biblico è un breve passaggio della Lettera agli Ebrei: “Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone” (Eb 10,24).
Lo scrittore sacro esorta a confidare in Gesù Cristo come sommo sacerdote che, con il suo “unico” sacrificio, ci ha ottenuto il perdono e l’accesso a Dio. Di conseguenza esorta i destinatari della sua omelia a vivere una vita che si dispieghi nella pienezza della fede (10,22), nella saldezza della speranza (10,23) e nell’impegno attento e costante ad esercitare la carità e le opere buone (10,24).
Il messaggio di Papa Benedetto insiste molto sulla responsabilità verso i fratelli, sul “prestar loro attenzione”, sull’essere “custodi” degli altri, contrariamente a Caino (cfr Gen 4,9), sulla premura reciproca, sull’attenzione al bene dell’altro, ma “sotto tutti gli aspetti: fisico, morale, spirituale”.
Il Papa ricorda, soprattutto, che la Parola di Dio “mette in guardia da una sorta di «anestesia spirituale» che rende ciechi alle sofferenze altrui”. E porta come esempi di questa indifferenza cieca alcuni personaggi di due parabole dell’evangelista Luca: il sacerdote e il levita che “passano oltre” (Parabola del Buon Samaritano: cfr Lc 10,30-
Nel rispondere alla sfida dell’educazione, abbiamo messo sotto la lente la Famiglia e l’educazione alla fede dei piccolissimi, a partire dal Battesimo. “La cura delle radici” è importantissima … Ma non dobbiamo trascurare la prospettiva generale del Decennio e la formazione dei ragazzi, adolescenti e giovani, che sono gli uomini e le donne di domani.
A partire, allora dal messaggio di Papa Benedetto, formulo una proposta precisa per singoli e comunità cristiane riprendendo, per certi versi, quanto avevo modo di scrivere nel mio messaggio quaresimale del 2011.
La carità è “il cuore della vita cristiana”. Dobbiamo misurare le nostre preghiere, le nostre liturgie, le nostre iniziative con l’essere umano in carne e ossa. “Alla fine della vita saremo giudicati sull’amore”, diceva S. Giovanni della Croce.
Allora, soprattutto in un momento di crisi e di difficoltà quale quello che stiamo vivendo, propongo, come l’anno passato, che ogni Famiglia, che lo voglia e sia in grado di farlo, “adotti” un’altra Famiglia in difficoltà, in maniera discreta
* o materialmente (in continuità con quanto proponevamo nel 2011);
* o a livello educativo: condividendo magari situazioni problematiche connesse alla presenza di ragazzi, adolescenti e giovani, facendosi carico di “accompagnarli” verso persone o istituzioni competenti e significative.
Nel primo Decennio del Terzo Millennio abbiamo capito come fosse la comunità cristiana a doversi convertire diventando più “missionaria”. Nel Decennio attuale chi deve convertirsi è l’adulto come tale, ma nel senso della dedizione educativa, per un investimento sul futuro a cui deve regalare cittadini più attenti e cristiani più maturi.
“Adotta una Famiglia” e “Adotta un ragazzo e un giovane per regalarlo al futuro”: potremmo riassumere così l’impegno quaresimale tipico di quest’anno.
Per quanto riguarda, infine, la “Quaresima della carità”, il frutto della generosità di tutte le comunità cristiane sarà messo a disposizione della Caritas diocesana per un aiuto più concreto e puntuale ad alcune Famiglie in particolare difficoltà, nell’ambito di ogni Forania.
Che la Quaresima ci liberi dalla pigrizia del cuore; dalla superficialità e dalla indifferenza nei riguardi degli altri; da ogni stanchezza, soprattutto dalla stanchezza della speranza.
Buon cammino verso la Veglia pasquale con la benedizione del Signore.
Anagni, 22 febbraio 2012
Mercoledì delle Ceneri
+ Lorenzo Loppa
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