Diocesi di Anagni-Alatri

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Il primato del dono

Vescovo > Bollettino Diocesano > 2010
 
31 marzo 2010

Il primato del dono
Annuario 2010

Carissimi,

ricordo a me e a Voi le ultime battute della sequenza della Messa nella solennità del Corpo e del Sangue di Cristo: “Ecco il pane degli Angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli …
Tu (Buon Pastore) che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo nella gioia dei tuoi santi
”.
Sono parole belle, straordinarie che indicano nell’Eucaristia il pane per i il nostro viaggio. Perchè la vita è un viaggio, la fede è un viaggio custodito dall’Alleanza del Signore con noi. E il sacramento della Nuova Alleanza, insieme alla Parola, ci viene offerto come cibo e bevanda di cui non possiamo fare a meno: dal fonte battesimale alla mensa celeste, attraverso un’esistenza resa sempre più conviviale dalla Cena  del Signore celebrata e vissuta. L’Eucaristia è il dono dei doni, è la sorgente e l’epifania della Chiesa come servizio e come comunione; è principio e progetto della vita cristiana come testimonianza e missione. E’ la presenza più alta del Risorto, è la grazia straordinaria della Pasqua messa nelle nostre mani. Nella notte in cui viene tradito, Gesù Cristo anticipa sacramentalmente il dono della sua esistenza spezzata per la vita del mondo. Ma lo fa prima che venga tradito. Cristo si dona e l’uomo tradisce. Ma il dono è prima, molto prima del tradimento…

Nella celebrazione eucaristica, c’è un elemento rituale abbastanza importante – tant’è vero che anticamente dava il nome a tutta la celebrazione (“fractio panis”) - che, però, nella prassi odierna viene un po’ mortificato e, forse, sottovalutato: la frazione del pane, un gesto ricco di senso e così qualificante il banchetto. Esso affonda le radici in una tradizione particolare, consegnataci dalla storia, in funzione della comunione tra il vescovo di Roma e quelli delle Chiese suburbicarie. Ma rivela una molteplicità di significati, tra cui il più evidente è quello di ordine ecclesiale. Così si esprimono le Premesse del Messale: “Il gesto della frazione del pane, compiuto da Cristo nell’ultima Cena, che sin dal tempo apostolico ha dato il nome a tutta l’azione eucaristica, significa che i molti fedeli, nella Comunione dall’unico pane di vita, che è il Cristo morto e risorto per la salvezza del mondo, costituiscono un solo corpo
(1 Cor 10,17)” (n. 83). Oltre a questo significato ecclesiale, mi sembra assolutamente importante cogliere un significato di ordine personale ed esistenziale: la comunione è frutto di un servizio che si radica nella piena e cordiale dedizione di sé alla vita e alla felicità degli altri, come quella di Cristo. E’ nello spezzare la propria vita, nella condivisione grata e gratuita di ciò che siamo e di ciò che abbiamo, che si nasconde il segreto di un cammino di Chiesa in cui la responsabilità di tutti possa fiorire nel dono della comunione; e in cui il dono della comunione si trasformi in compagnia, ricca di umanità e attenzione, verso i più deboli, le persone in difficoltà, le vittime di ogni emergenza caratterizzata dall’assenza di pane o di valori. Partecipare al convito eucaristico significa essere associati al destino di Cristo, essere coinvolti nella Sua passione, nella Sua morte, nella Sua Pasqua, di cui l’Eucaristia costituisce un’anticipazione e una spiegazione. Partecipare alla Messa rappresenta un preciso impegno ad essere presenti ovunque l’uomo soffra. L’Eucaristia non è tanto “stare con Lui”, ma “lasciarsi portare”. Non è “tenere”, ma “darsi”. E’ “perdere la propria vita” per trovarla comunicando con la sofferenza del mondo.

E’ questo l’augurio che faccio a me e a tutti Voi, ma in modo particolare ai membri del presbiterio diocesano (diaconi compresi) per questo Anno Sacerdotale. E’ l’augurio che faccio a tutti gli adulti che si rendono disponibili a porre mano a quel capolavoro della speranza costituito dalla formazione delle giovani generazioni. E’ l’augurio che formulo a tutti i responsabili dell’educazione alla fede, soprattutto ai genitori giovani per la crescita umana e cristiana dei loro piccoli.

L’Annuario 2010 viene consegnato in occasione della Messa Crismale, come umile e discreto compagno di viaggio per un cammino ecclesiale che – grazie alle sue puntuali indicazioni – acquisti in umanità e in qualità di relazioni, di iniziative, di progetti e adempimenti.

Nei racconti di Pasqua colpisce il fatto che Gesù mostri le Sue ferite e si metta a tavola con i Suoi. Convertirsi, allora, e fare Pasqua ogni giorno significa lasciarsi sorprendere da Lui, dal Signore Risorto, che entra nel nostro presente, lo libera e lo esorcizza dai fantasmi inquietanti del passato e ci consegna un avvenire diverso, reso possibile dalla forza del Suo Amore e dalla comunione di vita con Lui.

Buona Pasqua!

+ Lorenzo, vescovo

 
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