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Il primato del dono
Annuario 2010
Carissimi,
ricordo a me e a Voi le ultime battute della sequenza della Messa nella solennità del Corpo e del Sangue di Cristo: “Ecco il pane degli Angeli, pane dei pellegrini, vero pane dei figli …
Tu (Buon Pastore) che tutto sai e puoi, che ci nutri sulla terra, conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo nella gioia dei tuoi santi”.
Sono parole belle, straordinarie che indicano nell’Eucaristia il pane per i il nostro viaggio. Perchè la vita è un viaggio, la fede è un viaggio custodito dall’Alleanza del Signore con noi. E il sacramento della Nuova Alleanza, insieme alla Parola, ci viene offerto come cibo e bevanda di cui non possiamo fare a meno: dal fonte battesimale alla mensa celeste, attraverso un’esistenza resa sempre più conviviale dalla Cena del Signore celebrata e vissuta. L’Eucaristia è il dono dei doni, è la sorgente e l’epifania della Chiesa come servizio e come comunione; è principio e progetto della vita cristiana come testimonianza e missione. E’ la presenza più alta del Risorto, è la grazia straordinaria della Pasqua messa nelle nostre mani. Nella notte in cui viene tradito, Gesù Cristo anticipa sacramentalmente il dono della sua esistenza spezzata per la vita del mondo. Ma lo fa prima che venga tradito. Cristo si dona e l’uomo tradisce. Ma il dono è prima, molto prima del tradimento…
Nella celebrazione eucaristica, c’è un elemento rituale abbastanza importante – tant’è vero che anticamente dava il nome a tutta la celebrazione (“fractio panis”) -
E’ questo l’augurio che faccio a me e a tutti Voi, ma in modo particolare ai membri del presbiterio diocesano (diaconi compresi) per questo Anno Sacerdotale. E’ l’augurio che faccio a tutti gli adulti che si rendono disponibili a porre mano a quel capolavoro della speranza costituito dalla formazione delle giovani generazioni. E’ l’augurio che formulo a tutti i responsabili dell’educazione alla fede, soprattutto ai genitori giovani per la crescita umana e cristiana dei loro piccoli.
L’Annuario 2010 viene consegnato in occasione della Messa Crismale, come umile e discreto compagno di viaggio per un cammino ecclesiale che – grazie alle sue puntuali indicazioni – acquisti in umanità e in qualità di relazioni, di iniziative, di progetti e adempimenti.
Nei racconti di Pasqua colpisce il fatto che Gesù mostri le Sue ferite e si metta a tavola con i Suoi. Convertirsi, allora, e fare Pasqua ogni giorno significa lasciarsi sorprendere da Lui, dal Signore Risorto, che entra nel nostro presente, lo libera e lo esorcizza dai fantasmi inquietanti del passato e ci consegna un avvenire diverso, reso possibile dalla forza del Suo Amore e dalla comunione di vita con Lui.
Buona Pasqua!
+ Lorenzo, vescovo