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La sfida dell’educazione. Misura della nostra capacità di futuro (Introduzione)

Vescovo > Bollettino Diocesano > 2009

Assemblea Pastorale 2009 - Introduzione
La sfida dell'educazione. Misura della nostra capacità di futuro

1. Il Vangelo di Marco, al cap. 7 (vv. 31-37), racconta di Gesù che guarisce in terra pagana un sordomuto. Si prende cura di lui con alcuni gesti e poi “con un’espressione in lingua aramaica gli dice: «Effatà», cioè «apriti», ridonando a quell’uomo udito e lingua. Possiamo vedere in questo «segno» l’ardente desiderio di Gesù di vincere nell’uomo la solitudine e l’incomunicabilità, creata dall’egoismo, per dare volto a una «nuova umanità», l’umanità dell’ascolto e della parola, del dialogo, della comunicazione, della comunione con Dio. Un’umanità «buona», come buona è tutta la creazione di Dio…”. Così Papa Benedetto XVI durante l’omelia pronunciata a Viterbo domenica 6 settembre u. s.
Questo episodio del Vangelo di Marco si presta in maniera molto vivace ad essere un’icona straordinaria del compito educativo che, nel momento attuale, per una serie di motivi, assume il carattere di “una ineludibile e prioritaria “emergenza”, grande sfida per ogni comunità cristiana e per l’intera società; (un impegno) che è proprio un processo di <<effatà>>, di aprire gli orecchi, sciogliere il nodo della lingua e anche aprire gli occhi”. Ancora il Papa a Viterbo durante la sua Visita pastorale.

2. Carissimi, ho voluto porre all’inizio di questa nostra assemblea l’icona della guarigione del sordomuto perché la Parola di Dio è fonte della nostra speranza e della nostra pace, la sorgente viva della nostra guarigione e l’alimento di qualsiasi nostro impegno. Educare è il capolavoro della speranza. Oggi è diventato tremendamente difficile, per tanti motivi, ma soprattutto per l’atteggiamento di noi adulti. La debolezza educativa che caratterizza la società odierna, comunità cristiana compresa, è determinata, tra l’altro, da un certo smarrimento delle motivazioni fondamentali dell’educazione, da una visione riduttiva di essa, dalla perdita del “baricentro” dell’esperienza formativa, che è una vera sapienza antropologica, e, soprattutto, da una crisi di fiducia nel futuro e nella bontà della vita. Educare un individuo a diventare persona, ad assumere una forma autenticamente umana, oggi è diventata una sfida che è assolutamente necessario raccogliere. Così suggerisce il titolo di un rapporto-proposta a cura del Comitato per il Progetto culturale della CEI, uscito dieci giorni fa, dal titolo “La sfida educativa
”. E tale è il tema di questa nostra Assemblea: “La sfida dell’educazione. Misura della nostra capacità di futuro”.

3. L’assemblea, cui diamo inizio, è l’ultima di una serie bella e solida che ci viene consegnata ormai dalla tradizione. Essa si colloca in forte continuità con le due Assemblee precedenti (“I giovani, talento da valorizzare e profezia da accogliere
” [2007]) e “Toccati da Dio. Uomini e donne per una rinnovata coscienza vocazionale” [2008], in linea con l’ultima Assemblea dei Vescovi italiani (25-29 maggio 2009), che ha messo a tema “la questione educativa”, avviando la riflessione che darà corpo agli Orientamenti per il prossimo decennio.
Il rinnovamento pastorale della Chiesa in Italia, con l’impegno di restituire una quota più alta alla Parola, alla Persona, alla Comunione e alla Testimonianza, s’intreccia con tante emergenze. Due soprattutto: l’emergenza lavoro e l’emergenza educativa, che è la più delicata, perché riguarda il nostro futuro di Chiesa e di Comunità civile e politica. La visita pastorale è testimone dell’impegno delle nostre comunità cristiane, ma anche delle loro difficoltà. Se vogliamo misurare i nostri passi nei riguardi del futuro e, soprattutto, se vogliamo verificare la consistenza della nostra speranza, dobbiamo metterci in gioco e raccogliere con coraggio ed entusiasmo la sfida dell’educazione. Dobbiamo farlo anche con gioia, la gioia di chi semina. Dobbiamo saper e poter me