Parrocchia, Anno della Fede e Iniziazione cristiana dei bambini - Diocesi di Anagni-Alatri

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Parrocchia, Anno della Fede e Iniziazione cristiana dei bambini

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Lettera di Natale 2010

 
Parrocchia, Anno della Fede e
Iniziazione cristiana dei bambini
 
Al Popolo Santo di Dio
che è in Anagni-Alatri
 
 
Carissimi,
 
l’Anno della Fede, ormai più che avviato, “per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l’entusiasmo nel comunicare la fede” (“Porta Fidei”, n. 7) ci vede particolarmente attenti e impegnati nel favorire un’alleanza sempre più stretta e feconda tra la Comunità Cristiana e la Famiglia soprattutto per “trasmettere alle generazioni future la fede di sempre” (“Porta Fidei”, n. 8).
 
Nella prima parte del Decennio, dedicato in modo particolare a raccogliere la sfida dell’educazione “alla vita buona del Vangelo”, abbiamo messo sotto la lente del nostro lavoro di Chiesa la Famiglia come primo e fondamentale soggetto educativo. Stiamo cercando di porre in maggiore rilievo la missione della Famiglia nell’educazione alla fede dei piccolissimi e di sostenerla con maggiore continuità: “La cura delle radici” cristiane, il favorire il respiro della fede nei primissimi anni di vita è fondamentale per la maturità cristiana degli adulti di domani. La forza di iniziazione alla fede che ha l’esperienza di vita familiare è insostituibile, perché è la pratica diuturna, continua, ordinaria il terreno in cui piccoli e grandi si incontrano. Qualche anno fa, ne “Il sogno del discepolo”, portavo come specchio esemplare della crisi del modello tradizionale nel comunicare la fede, e nel “fare” i cristiani, non solo i problemi connessi al “dopo-Cresima”, ma anche quelli legati al “dopo-Matrimonio” e al “dopo-Battesimo” (cfr p. 7). E aggiungevo che l’impianto tradizionale di iniziazione alla fede di bambini e ragazzi, ma anche di giovani e adulti, mostra la corda e si rivela insufficiente, perché “inizia ai sacramenti”, ma non “inizia attraverso i sacramenti alla vita”.
 
Questa insufficienza, inoltre, è aggravata in molti casi dalla debolezza della famiglia e dalla evanescenza della comunità cristiana (cfr pp. 8-9). In questa prima parte del Decennio, allora, vogliamo aiutare di più le Famiglie e la Comunità cristiana a camminare insieme, a superare la loro debolezza educativa, ad integrarsi maggiormente, a dare uno spessore più alto e concreto alla loro alleanza, a partire dal Battesimo dei bambini.
 
Il terreno su cui stiamo lavorando e sul quale dovremo spenderci di più è l’Iniziazione cristiana dei piccolissimi. La fase più delicata, quella che vede consumarsi tante “lontananze”, tanti “distacchi” e “abbandoni” è quella del dopo-Battesimo fino all’età della catechesi parrocchiale. Dobbiamo essere in grado di seguire di più le Famiglie con la pastorale post-battesimale, in un momento sicuramente delicato e ancora soggetto in Italia più che altro a tentativi e iniziative non proprio compiute e soddisfacenti. Il Convegno diocesano del 2011 ci ha permesso di sostare di più sul versante della Famiglia. Quello di quest’anno ha voluto mettere in congruo risalto il ruolo della Parrocchia nell’accompagnamento della Famiglia nella sua avventura educativa: “La comunità cristiana, grembo fecondo della Famiglia”. La Comunità cristiana ha bisogno della Famiglia e la  Famiglia ha bisogno della Comunità cristiana. La parola d’ordine dopo il Battesimo è: “Non perdersi di vista”!
 
Sicuramente sta salendo e deve salire di più una ritrovata sensibilità ecclesiale verso il Battesimo dei bambini, un autentico tesoro e una ricchezza incalcolabile di cui non ci renderemo mai abbastanza conto. Anche i genitori, non tutti s’intende, cominciano a pensare al Battesimo non come un “fine corsa”, ma come l’inizio di un percorso, che richiama una costanza e una continuità che solo un “grembo” più vasto, come quello della comunità parrocchiale, può garantire. E’ un fatto provvidenziale, la proposta di una sfida che dobbiamo raccogliere al volo. E allora?
 
Rimando alla II^ parte della Lettera di Natale 2011 (“I percorsi”, specialmente da pag. 25 alla fine) per quanto riguarda gli obiettivi da condividere con le attenzioni da offrire e i passi da compiere per accompagnare le Famiglie.
 
Dalla celebrazione del Battesimo fino agli anni della catechesi parrocchiale e del completamento dell’Iniziazione cristiana siano previsti almeno tre incontri comunitari l’anno (Festa del Battesimo del Signore al Giordano, Giornata della Vita, festa patronale, II Domenica di Pasqua). E’ conveniente, poi, tenere delle riunione periodiche con i genitori (almeno 6/8 l’anno) sul “Catechismo dei Bambini” (“Lasciate che i bambini vengano a me”), con schede preparate dagli Uffici pastorali. Gli appuntamenti potrebbero essere animati da Operatori di pastorale familiare (soprattutto da Catechisti battesimali) e da persone formate negli incontri periodici in parrocchia.
 
Si suggerisce, infine, di invitare i battezzati dell’anno e le loro Famiglie per una celebrazione comunitaria di ringraziamento.
 
 
Presento, inoltre, con piacere, quale discreto compagno di questa  mia lettera un DVD in cui è possibile prendere visione di interviste, suggestioni, iniziative e buone pratiche messe in atto sull’accompagnamento delle Famiglie nella loro missione educativa. E per questo ringrazio l’Ufficio diocesano per la Pastorale Familiare e il Sig. Elio Huller che l’hanno approntato.

Stiamo vivendo l’inizio di un nuovo Anno Liturgico. Le celebrazioni che lo punteggiano alimentano la vita spirituale dei credenti nutrendoli “del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo” (DV, 21). L’Avvento, poi, ritorna come un amico fedele che non ci abbandona, nonostante le nostre distrazioni e la nostra trascuratezza. Viene a prenderci per mano e a collocare la nostra esistenza sotto il segno della speranza. Ci aiuta a ritrovare, come il sapore del pane buono, i termini di una fede attenta e vigilante che significa:
 
fedeltà a Dio e al Suo progetto di salvezza, al Suo proposito di vita e di felicità sull’uomo; certezza che il Signore agisce nella storia e che questa è intimamente annodata all’alleanza con Lui;
 
discernimento per vedere la gemma che nasce e il fuoco che brucia (cfr Ger 1,11-13), i segni che promuovono il Regno e ciò che ritarda la sua crescita;
 
scelta e compromissione diretta per non stare alla finestra e così anticipare nel tempo “il mondo che verrà” nella carità attenta e responsabile che si fa custodia e compagnia di vita.
 
Ci lasciamo guidare da Maria, Vergine dell’Avvento che di fede se ne intende e che ci può essere maestra di disponibilità e di obbedienza cordiale e creativa alla Parola di Dio; che ci riconduce all’essenzialità e alla sobrietà con il suo silenzio luminoso, con la sua straordinaria capacità di ricevere, con la sua sublime passività. E’ Lei, questa creatura non ingombrata dalle cose né da sé stessa, che ci aiuterà  a fare un Buon Natale, in cui non manchi Lui, il Signore, e in cui non dobbiamo mancare soprattutto noi.
 
Buon cammino nell’Anno della Fede e Buon Natale a tutti, soprattutto alle nostre Famiglie, in modo particolare alle Famiglie in sofferenza per la mancanza di casa, di pane e di lavoro, di salute e di armonia. Buon Natale con la gioia nel cuore di essere figli amati; con la luce negli occhi, che sa scorgere anche l’alba nelle notti più buie; con una parola di disponibilità e, soprattutto, con un sorriso sulle labbra.
 
Un abbraccio a tutti con l’espressione più viva del mio augurio e della mia preghiera!
 
Buon Natale!
 
Anagni, 2 dicembre 2012
1^ Domenica di Avvento
 
+ Lorenzo, vescovo
a cura dell'Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali
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