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"Amiamo la scuola!"

Annuario > Vescovo > Interventi del Vescovo > 2016
Lettera alla Comunità cristiana sul bene della Scuola


Carissimi,
molti di noi hanno avuto la gioia e il dono di partecipare all’incontro di Papa Francesco con il mondo della scuola italiana a Roma, in Piazza San Pietro, ormai più di due anni fa, esattamente il 10 maggio 2014. Abbiamo vivo il ricordo di quel pomeriggio, del clima di serietà e serenità che l’ha pervaso quando il Santo Padre, rivolgendosi ai partecipanti, ha riassunto tutto in una grande consegna: Amiamo la scuola! . . . Voi siete qui, noi siamo qui, perché amiamo la scuola . . . e l’amiamo perché è sinonimo di apertura alla realtà . . . perché è un luogo di incontro nel cammino della vita . . . perché ci educa al vero, al bene e al bello . . . perché in essa si imparano abitudini e valori . . . per favore, non lasciamoci rubare l’amore per la scuola!”.

La consegna di Papa Francesco, ‒ che vogliamo fare assolutamente nostra, ‒ deve marcare il cammino della Chiesa nei prossimi anni. Il terzo tempo del decennio di Educare alla vita buona del Vangelo, iniziato con il convegno diocesano del giugno scorso (“La Chiesa per la scuola. In ascolto”), rimette al centro del nostro interesse e del nostro impegno la scuola. Bisogna tornare ad amare la scuola: conoscerla di più, stimarla come merita, servirla nel perseguimento dei suoi obiettivi. È necessario, allora, che alcune domande sorreggano il nostro approccio all’istituzione scolastica: cosa significa per la nostra comunità ecclesiale mettere in atto “«l’uscita» missionaria” di cui parla Papa Francesco e applicarla nell’ambito della scuola? Cosa significa in questo momento mettere a punto un’adeguata ed efficace pastorale della scuola e dell’educazione” (Educare alla vita buona del Vangelo, n. 46)?

Tutto comincia sicuramente con uno sguardo nutrito di maggiore sensibilità, attenzione, vicinanza verso la scuola e verso tutti coloro che la vivono e la abitano: studenti, famiglie, insegnanti, dirigenti, personale ausiliario.


La scuola oggi

All’inizio di un nuovo anno scolastico sento la necessità di riaffermare la speranza che la scuola torni ad essere un’istituzione straordinaria e preziosa nel cuore della comunità cristiana, un bene di tutti e per tutti, decisivo per il futuro degli uomini e delle donne di domani. Nel mondo in cui viviamo si è fatta un po’ l’abitudine al ruolo marginale del sistema d’istruzione pubblico e di tutti coloro che in esso vivono e operano. Dietro la retorica ufficiale delle politiche che si sono succedute in questi anni c’è stata spesso – e forse continua ad esserci – una sostanziale svalutazione della dignità e della fondamentale importanza della scuola e del suo lavoro educativo.

Nella stessa opinione pubblica si è registrato un progressivo misconoscimento del valore di questo impegno, che molti considerano solo da un punto di vista quantitativo, senza rendersi conto della sua delicatezza e della sua logorante difficoltà. Ne è derivata una grande solitudine che ha coinvolto in primo luogo gli insegnanti, ma che riguarda in vario modo tutto il personale scolastico e gli stessi studenti, mentre da parte delle famiglie si è verificato un progressivo allontanamento dall’istituzione scolastica anche con la sistematica diserzione dalle elezioni degli organi collegiali.
Oggi i frutti di questo disinteresse per la scuola sono sotto i nostri occhi. Essa riesce solo con grande fatica a far fronte ai radicali processi di trasformazione che caratterizzano la nostra epoca. Spetta agli educatori interpretare e gestire adeguatamente tali processi se vogliono essere punto di riferimento per le nuove generazioni.
L’emergenza educativa non riguarda tanto i ragazzi e i giovani quanto gli adulti, in difficoltà nel far convergere le loro energie a sostegno dell’istituzione scolastica in una collaborazione scuola-famiglia che integri le reciproche responsabilità.


La società digitale

Pensiamo solo a quello che succede nel campo della comunicazione. Attraverso smartphone, computer, tablet è possibile un grande arricchimento dal punto di vista delle opportunità di comunicazione; ma nello stesso tempo possono essere favorite forme più o meno velate di fuga in un mondo virtuale che non può e non deve sostituire quello reale e il rapporto concreto con gli altri. Fermo restando il ruolo della famiglia, spetta alla scuola orientare ad un uso corretto e responsabile dei mezzi di comunicazione. L’istituzione scolastica lo potrà fare non limitandosi a trasmettere saperi o abilità, ma impegnandosi ad educare a pensare, non semplicemente a conoscere; a collegare, cioè, le conoscenze tra di loro e con la propria esperienza esistenziale nella ricerca di un senso. A tal fine la scuola deve avere la priorità all’interno delle nostre preoccupazioni, deve essere sostenuta e posta in condizione di assolvere questo suo compito enorme e urgentissimo.

La “nuova alleanza”

La “buona scuola” non può nascere solo da misure legislative e da input che vengono dall’alto. È necessario un impegno che parta dalla società civile e coinvolga in una “nuova alleanza” famiglie, docenti, studenti, dirigenti, personale tecnico e ausiliario, facendo emergere pratiche virtuose all’interno delle nostre comunità scolastiche.

Oggi a noi cristiani è chiesto di dare l’apporto della nostra fantasia, delle nostre idee, del nostro generoso contributo perché la scuola, attraverso una corretta trasmissione dei saperi, sia in grado di rispondere alle sfide che le vengono poste e che, sotto la forma di una crisi, possono nascondere l’opportunità di un grande progresso rispetto al passato.


Cosa fare?

Per “mettere in atto un’adeguata ed efficace pastorale della scuola e dell’educazione” (“Educare alla vita buona del Vangelo, 46) è necessario amare la scuola, riportarla al centro della nostra stima, del nostro interesse, del nostro impegno. La pastorale scolastica, infatti, è servizio alla salvezza dell’uomo che la Chiesa è chiamata a rendere verso tutti coloro che abitano la scuola, la vivono e ne portano avanti le finalità.

Un primo passo, che invito tutte le comunità ecclesiali a fare, è quello di guardare con simpatia cordiale, stima ed apprezzamento il pianeta-scuola, una realtà in movimento, che va capita di più e servita meglio. Condividiamo le finalità educative di essa, ma non abbiamo strumenti per conoscerle a fondo e collaborare al loro raggiungimento. Come cristiani, forse, conosciamo poco la scuola e ancor meno il complesso delle norme che la riguarda. Un approccio alla scuola più puntuale e deciso può e deve far crescere sensibilità, attenzione, vicinanza, informazione. In tale prospettiva non può mancare il rispetto della laicità della scuola, delle sue leggi, dei suoi dinamismi.


Il ruolo della comunità cristiana

Rimettere la scuola al centro dell’attenzione non significa per noi cristiani fare crociate o proselitismo; né ottenere la messa del vescovo o del parroco a Natale . . . ma aiutare i cristiani che “vivono” la scuola a fare bene il loro dovere, ad animare e rinnovare le relazioni, a vivificare il rapporto tra la cultura e la vita.

Un ulteriore passo che chiedo a tutti è quello di qualificare meglio la presenza dei cristiani nella scuola (a cominciare dagli insegnanti, studenti, famiglie . . .). Secondo la “Lettera a Diogneto” – piccola perla preziosa, specchio della fede sapiente delle prime comunità – i cristiani sono l’anima del mondo. E quindi devono essere l’anima della scuola. E allora è importante la formazione a tutti i livelli.

La comunità cristiana ha il grande compito di orientare con maggior vigore i suoi figli a considerare la scuola come un enorme e straordinario bene di tutti, una ricchezza impagabile da un punto di vista umano e culturale. Nei prossimi mesi dobbiamo riaccendere questa passione nel cuore dei credenti: la scuola deve ritornare ad essere un orizzonte fermo di pensiero e di impegno per tutte le comunità ecclesiali.

Stimare e accompagnare di più e meglio le persone che abitano la scuola, significa aiutare la crescita della loro fiducia e della loro speranza. La presenza dei cristiani nella scuola sia seme e lievito; una presenza solida, umile e discreta, ma cosciente della forza irresistibile del seme e dell’efficacia del lievito!


Un grande atto d’amore

Ricordo con forza alla comunità cristiana “che prendersi cura dell’educazione e della scuola è un atto d’amore per l’uomo, e insieme un gesto di fedeltà al Maestro divino che ha dato la sua vita per tutti e vuole incontrare ed accompagnare ciascuno in tutti i momenti significativi dell’esistenza” (Lettera “Per la scuola”, Commissione episcopale CEI per l’educazione cattolica, la scuola e l’università - 1995, n. 15). Noi cristiani in questo mondo non facciamo cose tanto diverse dagli altri. Abbiamo, invece, qualcosa di diverso: viviamo la storia all’interno dell’Alleanza con Dio e abbiamo una Parola-promessa che alimenta e ringiovanisce di continuo la nostra speranza: “Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

Mi avvio alla conclusione non prima di aver formulato un duplice “grazie!”.

Prima di tutto a S.E. Reverendissima Mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno e Presidente della Commissione Episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università, per aver aperto la nostra Assemblea annuale nel giugno scorso con una parola autorevole, competente e ricca di suggestioni per il prosieguo del nostro cammino.

Un saluto riconoscente, infine, va al Prof. Giuseppe Savagnone, insegnante di Storia e Filosofia nei licei statali e collaboratore di numerosi periodici, tra i quali spicca “Avvenire”, per avermi offerto delle prospettive di analisi e valutazione in ordine al rapporto scuola-società con la riconosciuta puntualità, sagacia ed esperienza.

All’inizio dell’anno pastorale e del nuovo anno scolastico auguro ai membri della comunità ecclesiale e ai protagonisti del mondo della scuola di riscoprire il coraggio e il gusto di educare, nella consapevolezza che dalla risposta di noi credenti e di tante persone responsabili dipendono il sistema di valori degli uomini e delle donne di domani e il futuro della nostra società.



Anagni, 18 settembre 2016
I Giornata diocesana della Scuola

† Lorenzo, Vescovo



Interventi del Vescovo

a cura dell'Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali
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