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Primo Piano

Giugno

Non esistono più le mezze stagioni
Tra indifferenza e allarmismo

RAFFAELE TARICE - Dire "riscaldamento globale" e "surriscaldamento climatico" non è la stessa cosa. La prima, infatti, indica il movimento verso l'algto dei termometri per cause naturali, come cicli solari, moti della Terra e variazioni dei gas atmosferici. La seconda invece, chiamata in inglese global warming, è l'innalzamento delle temperature mondiali dovute però all'intervento dell'uomo. A studiare questi mutamenti, naturali e innaturali, è l'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change - Gruppo consulente intergovernativo sul mutamento climatico), formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite: WMO (Organizzazione metereologica mondiale) e UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente). Dal lavoro di questo gruppo di studio è scaturito l'amato/odiato "Protocollo di Kyoto" (presentato nel 1997 e ratificato anche dalla Russia nel 2005). Davanti ai dati che periodicamente vengono diffusi si possono avere due reazioni ben definite: da una parte gli scettici e dall'altra i catastrofisti. I primi si trincerano dietro la loro "faccia di bronzo" affermando che il nostro pianeta gode di ottima salute e che i cambiamenti climatici sono completamente da attribuire a fenomeni naturali. La visione più tantasiosa arriva a immaginare che il riscaldamento sia dovuto all'onda lunga del disgelo dell'ultima glaciazione, chiamata Wurm, terminata però circa 10.000 anni fa: la Terra si starebbe scaldando da allora e prima o poi ricomincerà a raffreddarsi, tanto da portare tutti dentro una nuova "Era glaciale". La visione catastrofista invece afferma che l'uomo è assolutamente colpevole di tutto, arrivando ad affermare che l'umanità si comporta sul pianeta come i virus si comportano nel corpo umano: in altre parole quella umana è un'epidemia su scala mondiale e che porterà il "sistema naturale" al collasso e alla distruzione... quindi l'innalzamento delle temperature sarebbe la "febbre" del pianeta che cerca di sconfiggere la malattia. Non sprechiamo molto tempo a spiegare come entrambe queste visioni siano errate e palesemente fuori dalla realtà. Lo abbiamo detto all'inizio: fattori umani e naturali hanno concorso entrambi a creare la situazione attuale. L'unico problema è che se i fenomeni naturali si integrano automaticamente con il "sistema Terra", anzi sono generati proprio dal nostro pianeta e ne preservano l'equilibrio, quelli antropici, cioè umani, tendono a "squilibrare" il tutto. Concludiamo con una buona notizia: il buco dell'ozono si sta riducendo, e secondo gli esperti si richiuderà completamente entro il 2075. Alla fine qualcosa per salvaguardiare il nostro pianeta possiamo farlo... tutti insieme.

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