Una nuova primavera - Diocesi di Anagni-Alatri

Anagni Alatri
Diocesi di Anagni-Alatri
Diocesi
-
di
i nostri social
Vai ai contenuti

Menu principale:

Una nuova primavera

Annuario > Vescovo
Prefazione Annuario 2018



 
Il 2018 è un anno speciale. Sarà ricordato in futuro come una stagione benedetta in cui in tanti ci siamo concentrati – attraverso la preghiera, la riflessione e il discernimento – su tutti i giovani, nessuno escluso. E’ l’anno del Sinodo dei giovani, e sicuramente l’inizio di una nuova primavera nella Chiesa, come quella vissuta durante il Concilio e negli anni immediatamente successivi al Vaticano II. Di questa primavera, che vedrà come protagonisti gli stessi giovani, beneficeremo tutti.

Dobbiamo riconoscere che stiamo vivendo un momento di grazia particolare e stiamo percorrendo un tratto di strada eccezionalmente favorevole alla pastorale giovanile soprattutto in prospettiva vocazionale. La grazia che ci viene offerta comporta un’occasione di crescita da non sottovalutare e non trascurare. Sarebbe imperdonabile lasciarsi sfuggire questo momento favorevole.
Sono molti i giovani attorno a noi. Parecchi adolescenti sono coinvolti in iniziative di volontariato e nella vita delle nostre comunità ecclesiali. Ma rischiamo di non vederli e di non percepire la loro presenza. La Scuola, poi, ne mette insieme tantissimi ogni giorno. Li abbiamo davanti a noi mentre facciamo il nostro dovere di insegnanti, o di operatori scolastici. Vivono nelle nostre famiglie. Circolano per le nostre strade. Ma difficilmente li guardiamo con quello sguardo di simpatia, di affetto e di prossimità con cui li guarderebbe il Cristo. I giovani sono un popolo invisibile alla nostra fretta, alla nostra superficialità e al nostro pressappochismo fatto di luoghi comuni. Mi viene in mente un episodio della vita dell’apostolo Paolo in un momento difficile della sua missione a Corinto e le parole di incoraggiamento e di speranza che ebbe dal Signore durante una visione notturna: “Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso” (At 18,9-10).
Gli adolescenti e i giovani che vivono attorno a noi aspettano una chiamata, un cenno, un volto amico, una comunità che li accompagni alla ricerca e alla scoperta del sogno di Dio su di loro.

Tra le risposte al questionario che le Diocesi hanno inviato alla segreteria del Sinodo, ne emerge una interessante. Alla domanda: “Che cosa chiedono i giovani alla Chiesa oggi?”, gli stessi rispondono con concretezza e chiedono che sia una Chiesa autenticamente madre; una Chiesa che sia più familiare e accogliente, più sobria e trasparente; più capace di accompagnare e rinnovarsi nel linguaggio, esperta in umanità e prossima verso gli ultimi. I giovani invocano una Chiesa con meno segni e strutture di potere e più “casa che accoglie”!  
In un momento in cui la comunità ecclesiale è chiamata a rinnovarsi, ad attuare la svolta missionaria per entrare in maggiore sintonia con il nostro tempo, a trovare le forme della sua fedeltà al Vangelo, i giovani possono e devono essere una straordinaria risorsa. Senza di loro la Chiesa non può incamminarsi verso il futuro.

A pensarci bene abbiamo bisogno dei giovani, anche delle loro perplessità e delle loro critiche sul clima che si respira nelle nostre comunità e sul loro stile di vita. Molti si chiedono a cosa serve la Chiesa e che cosa c’entri con la loro fede. Pensano che la Messa della Domenica sia un rito troppo distante dal loro mondo. Considerano il catechismo a cui hanno partecipato da bambini un reperto archeologico inutile alla vita. Non accettano di diventare come tanti cristiani adulti con la faccia da funerale … Hanno ragione! La Chiesa, però, ha bisogno di loro per cambiare, per rinnovarsi, per ringiovanire! Ha bisogno, soprattutto, del loro pensiero, della loro riflessione, dei loro sogni capaci di trasformarsi in progetti. In questo senso potranno essere una grande risorsa.

Non lasciatevi rubare l’entusiasmo giovanile”, ricordava loro qualche tempo fa Papa Francesco.
Non lasciamoci rubare i nostri giovani”, dico a me e a tutti. Sono un tesoro prezioso.
Del loro entusiasmo hanno bisogno le nostre comunità. E di una bella primavera abbiamo bisogno tutti. E’ alla portata nostra. E’ a disposizione delle nostre parrocchie e delle nostre aggregazioni. Si chiama pastorale giovanile in forte prospettiva vocazionale. Si chiama capacità di ascolto, di dialogo, di accompagnamento paziente, di conversione, di disponibilità da parte di noi adulti. Viviamo su un campo dentro il quale – nonostante i rigori dell’inverno – è nascosto un tesoro. Cosa aspettiamo a cercarlo e trovarlo?

Buona Pasqua a tutti in compagnia dei nostri giovani

Anagni, 28 marzo 2018
Mercoledì Santo

+ Lorenzo, vescovo





a cura dell'Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali
Torna ai contenuti | Torna al menu