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Testimoni del grande "sì" di Dio all'uomo
Il Decennio di “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”, nelle sue ultime battute, trova continuità nell’Anno sacerdotale e si apre al Decennio in cui ci disponiamo a raccogliere la sfida dell’educazione con slancio rinnovato e, soprattutto, con il coraggio della speranza. Intanto, la nostra Diocesi vede il prosieguo della Visita pastorale nella forania di Alatri, al termine della quale concluderò la Visita in tutte le Parrocchie.
La Visita apostolica di Benedetto XVI, che avremo la fortuna di accogliere nella città di Carpineto Romano il 5 settembre p.v., in occasione del secondo centenario della nascita di Leone XIII (2 marzo 1810), ci confermerà nella fede e darà ulteriore vigore alla nostra missione di testimoni del Vangelo.
1. Il tratto di strada decennale che giunge a conclusione è quello del rinnovamento della pastorale in senso missionario. Abbiamo capito che non è più scontato che sia conosciuto il Vangelo di Gesù Cristo e che la parrocchia deve essere casa accogliente in ascolto di paure e speranze, domande e attese della gente, offrendo un annuncio credibile e una testimonianza coraggiosa della verità che è Gesù Cristo. La parrocchia missionaria deve “rinnovare gli itinerari formativi, per renderli più adatti al tempo presente, con una nuova attenzione per gli adulti” (Nota dopo Verona, n. 17). Per rinnovarsi e rinnovare la propria missione di evangelizzare la Parrocchia deve rimettere al centro della sua esistenza la Parola di Dio, la Domenica e la Persona, da generare e rigenerare in Cristo (secondo una logica catecumenale), da formare, da responsabilizzare nell’ottica della comunione, da attrezzare per una testimonianza coerente sui territori del vissuto. La Comunità parrocchiale, inoltre, per rispondere a tutte queste esigenze, non può più agire da sola, non può pretendere di essere autosufficiente: deve aprirsi alle altre parrocchie, con forme diverse a seconda delle situazioni, valorizzando la vita consacrata e le aggregazioni laicali. E ciò soprattutto per quanto riguarda i cammini formativi di giovani e adulti, a cominciare dalla famiglia.
2. Uno speciale “Anno Sacerdotale” (19 giugno 2009, Solennità del Sacro Cuore di Gesù – 19 giugno 2010) è stato indetto da Benedetto XVI in occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney (4 agosto 1859) proprio “per favorire la tensione dei sacerdoti verso la perfezione spirituale dalla quale soprattutto dipende l’efficacia del loro ministero” (Benedetto XVI). Nell’esprimere profonda gratitudine a tutti i nostri parroci e presbiteri che lavorano in Diocesi e nelle parrocchie, ribadisco come il loro ruolo, soprattutto quello del parroco, sia importante per il rinnovamento missionario della parrocchia. “I sacerdoti dovranno vedersi sempre più all’interno di un presbiterio e dentro una sinfonia di ministeri e iniziative: nella parrocchia, nella diocesi e nelle sue articolazioni. Il parroco sarà meno l’uomo del fare e dell’intervento diretto e più l’uomo della comunione: e perciò avrà cura di promuovere vocazioni, ministeri e carismi. La sua passione sarà far passare i carismi dalla collaborazione alla corresponsabilità, da figure che danno una mano a presenze che pensano insieme e camminano dentro un comune progetto pastorale” (“Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia”, 12). Nel guardare al prossimo futuro e alla stagione pastorale che sarà caratterizzata da un impegno più globale e condiviso in ordine all’educazione alla fede delle giovani generazioni (2010-
È, soprattutto, il momento di rimettere a nuovo esperienza, competenza e coerenza, per ritrovare autorevolezza, qualità e bellezza nella testimonianza e in una dedizione sempre più limpida e generosa per la crescita e la vita di tutti, a cominciare dai ragazzi e dai giovani.
3. La Visita pastorale
4. La Visita apostolica di Papa Benedetto XVI a Carpineto Romano il 5 settembre p.v., un momento di grazia non solo per la cittadina lepina, ma per tutta la Diocesi, certamente ci aiuterà nel cammino di rinnovamento personale e comunitario e ci metterà in grado di rispondere meglio e con più autenticità evangelica alla sfida che “il mondo che cambia” ci propone e soprattutto alla sfida educativa per la formazione delle giovani generazioni alla luce del Vangelo. Il Papa verrà a confermarci nella fede, a incoraggiare la nostra speranza, rendere più vivace la nostra carità vissuta. Ci stiamo preparando all’incontro con Papa Bendetto soprattutto con le iniziative proposte nell’ambito dell’Anno Leoniano (2 marzo 2010 – 2 marzo 2011). Ma la preparazione più bella e più importante è che ognuno di noi, pastori e fedeli, si incammini decisamente sulla strada della conversione e del rinnovamento della vita con l’ascolto della Parola; con la preghiera e con la celebrazione dei sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia; con una esistenza coerente con il Vangelo, in cui la qualità e la bellezza della testimonianza esercitino un fascino contagioso per tutti, ma, in modo particolare, per i ragazzi e giovani a cui sarà dedicato in modo particolare il prossimo segmento di cammino di tutte le Chiese che sono in Italia.
Anagni, 1 giugno 2010
+ Lorenzo Loppa