Menu principale:
Toccati da Dio. Uomini e donne per una rinnovata coscienza vocazionale
Introduzione all'Assemblea Pastorale 2008
1. L’Assemblea di quest’anno – appuntamento reso significativo e solido da una robusta tradizione – si colloca in un contesto ricco, più del solito, di iniziative, suggestioni e sollecitazioni. A far diventare variegato lo spazio del nostro cammino di Chiesa non sono solo i ricorsi, gli appuntamenti e le urgenze del mese di settembre e dell’inizio di un nuovo anno pastorale, come pure l’impegno delle nostre comunità cristiane a sintonizzarsi di più con il “metodo di Verona” e gli in-
In questo momento sta entrando nel vivo l’Anno Paolino, iniziato il 28 giugno scorso ai Primi Vespri della solennità dei Santi Pietro e Paolo, indetto felicemente dal Santo Padre per la ricorrenza bimillenaria della nascita dell’ “Apostolo delle genti”. Tra pochi giorni, inoltre, avrà inizio il Sinodo dei Vescovi (XII Assemblea ordinaria), che metterà a tema “La Parola di Dio nella vita e nella missione ella Chiesa” e che ci aiuterà a fare un lucido esame di coscienza sul nostro rapporto con la Parola a 43 anni della “Dei Verbum
2. Nel frattempo, dopo la bella esperienza della GMG vissuta a Sidney, una “settimana davvero memorabile”, in cui i giovani sono stati aiutati a riscoprire la Persona dimenticata della SS. Trinità, lo Spirito Santo, e sono stati invitati da Benedetto XVI a “trovare le parole adatte per annunciare Dio ai loro coetanei nei luoghi di studio, di lavoro, di divertimento” (Benedetto XVI a Parigi, 12.09.08), siamo entrati nel terzo anno dell’ “Agorà dei giovani italiani”. Il percorso triennale, proposto dalla CEI per il rilancio, il sostegno e il rinvigorimento della Pastorale Giovanile nelle Diocesi, vedrà a Pentecoste il suo culmine nel coinvolgimento di tutte le Chiese locali.
Nell’Assemblea del 2007 (“I giovani, talento da valorizzare e profezia da accogliere”) la nostra Chiesa si è messa in ascolto dei giovani. Vogliamo camminare insieme con loro. Ci stiamo attrezzando a farlo meglio: il corso per animatori della Pastorale giovanile, tenuto dai Salesiani, ne è un chiaro segno. Ma dobbiamo investire di più in questa avventura. Le ricorrenti puntualizzazioni del S. Padre su “l’emergenza educativa” sono uno stimolo e un invito ad un impegno più puntuale e preciso.
3. Tra le istanze e sfide emerse dal Convegno di Verona, spicca quella dell’educazione e della formazione di tutti, ma specialmente delle giovani generazioni (cfr il triplice orientamento dell’impegno formativo, sotteso alla riconsegna del Convegno di Verona alla Regione ecclesiale del Lazio, al Divino Amore nel giugno 2007).
Tutti, non solo i giovani, abbiamo bisogno di ragioni di vita e di speranza. Non è la storia a darcele, ma la fede, che ci offre le motivazioni per stare dentro “questa” storia. Non c’è, comunque, vero rapporto educativo con i giovani che non esiga anche il cambiamento degli adulti. Anzi, è palese che oggi il vero problema siamo noi adulti. E un adulto significativo, quando si pone in ascolto dei giovani e quando si rende disponibile con la vita, soprattutto con una quota alta di umanità, è capace di far scattare la molla del dialogo educativo. Trasmettere la fede alle giovani generazioni significa trasmettere sapienza per vivere bene in questo mondo. Oggi, i giovani non hanno bisogno di essere portati in un altro mondo, ma di sapienza che insegni loro a vivere in questo mondo, che insegni a noi e a loro la strada della umanizzazione, la strada del Vangelo. Il Vangelo va offerto come sapienza sulla vita. E Gesù Cristo è il detentore di questa sapienza, il Maestro che ci insegna a vivere. Ora, vivere bene significa scoprire il proprio posto nella vita e nella Chiesa, la propria strada d’amore all’interno del progetto di Dio.
4. In tale ottica l’Assemblea di quest’anno si pone in chiara continuità con quella del 2007. Nel tema (“Toccati da Dio. Uomini e donne per una rinnovata coscienza vocazionale”) possiamo ritrovare: da una parte un nugolo di testimoni che vivono nella gioia il loro essere dono, perché si lasciano bagnare il volto dalla luce del Risorto; e dall’altra i nostri ragazzi, adolescenti e giovani, che fanno esperienza del volto umano di Gesù Cristo e della sua mediazione sacramentale che è la Chiesa, e che colgono la possibilità e la responsabilità di umanizzarsi, entrando nell’avventura e nella fatica della libertà. Affermava il card. Ratzinger a Subiaco pochi giorni prima di diventare Benedetto XVI: “Abbiamo bisogno di uomini che tengano lo sguardo dritto verso Dio, imparando da lì la vera umanità. Abbiamo bisogno di uomini il cui intelletto sia illuminato dalla luce di Dio e a cui Dio apre il cuore, in modo che il loro intelletto possa parlare all’intelletto degli altri e il loro cuore possa aprire il cuore degli altri. Soltanto attraverso uomini toccati da Dio, Dio può far ritorno presso gli uomini”.
La capacità di camminare verso il futuro per una Chiesa dipende dalla speranza che sa custodire nel cuore dei suoi figli e dal volto umano di questa speranza. E’ fondamentale far germogliare una pastorale vocazionale facendole percorrere sentieri comuni con la pastorale giovanile e la pastorale familiare. E’ importante che una Chiesa come la nostra cresca in questa coscienza per una solida e chiara capacità di proposta vocazionale, affinché tante persone, soprattutto giovani, possano “vedere” e “toccare” Gesù.
5. Un saluto affettuoso e cordiale vada a tutti e a ciascuno di Voi. Vorrei salutare e ringraziare tutti coloro, e sono tanti, che, in ogni modo e sotto qualsiasi aspetto, hanno pensato, progettato e organizzato quest’incontro, e che lavorano per una sua felice riuscita. Grazie, in modo particolare, a don Maurizio Mariani e al Centro diocesano Vocazioni. Grazie di cuore a “Fiuggi Terme” e ai suoi responsabili (a tutti i livelli) per la disponibilità aperta e generosa con cui ci mettono ogni anno a disposizione la struttura e i locali del “Teatro delle Fonti”. Un saluto cordiale alla Città di Fiuggi, alle sue parrocchie, all’Amministrazione comunale e al Sindaco, Dott. Virginio Bonanni. Ringrazio e saluto con affetto Don Jesus Manuel Garcia SDB, Direttore dell’Istituto di Teologia Spirituale dell’Università Pontificia Salesiana, e don Domenico Dal Molin, Direttore del Centro Nazionale Vocazioni, per le parole e la competenza che ci metteranno a disposizione. Ringrazio don Franco Mastrolonardo e i giovani del “Punto Giovane di Riccione”, come pure don Andrea Brugnoli e Chiara Facci delle “Sentinelle del mattino” di Verona, per il racconto della loro esperienza. Grazie a don Domenico Pompili, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI, che modererà la tavola rotonda di domani. Grazie agli alunni e insegnanti del Liceo Classico “Leoniano” e ad Angelo Maiello che animeranno le nostre serate. Grazie, infine, al Coro diocesano.
6. Il Vangelo di Matteo sta dettando il passo a tutte le comunità cristiane nell’anno liturgico in corso. La liturgia eucaristica di domenica scorsa (25^ del T. O.) e quella di domenica prossima (26^ del T. O.), con due di quelle che sono conosciute come “parabole di rottura”, perché esprimono il confronto decisivo di Gesù con il Giudaismo, ci offrono delle luci e delle suggestioni per nulla trascurabili all’inizio dei nostri lavori. La parabola dei lavoratori ingaggiati in diverse ore della giornata (cfr Mt 20, 1-
La parabola dei due figli pentiti (cfr Mt 21, 28-
+ Lorenzo Loppa