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Grazie ragazzi. Per averci portato con voi alla Gmg…

8 Agosto 2023

Grazie ragazzi. Per averci portato con voi alla Gmg…

Stupenda, meravigliosa, fantastica. Rientrano tutti nella gamma del “bello”, che poi conduce alla sola Bellezza per cui valga la pena vivere, gli aggettivi che stanno usando i nostri giovani partecipanti alla Gmg per descrivere l’esperienza di Lisbona e l’incontro con Papa Francesco e i suoi inviti a darsi all’amore e con amore («Solo l’amore di Dio è gratis»). Ma anche l’amicizia con decine tra le centinaia di migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo; ma anche l’amicizia rinsaldata tra già chi si conosceva e i nuovi legami stretti tra questi 53 giovani pellegrini provenienti dai posti più diversi delle diocesi di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino. E le lunghe ore sul pullman, stancanti certo, ma sempre con il sorriso sul volto e il “pieno” fatto con le catechesi itineranti curate dai due don Francesco e dai seminaristi.

Abbiamo provato a seguirli a distanza e, soprattutto su alcuni social più in voga tra i giovani, anche passo passo, grazie alle foto, ai video, alle parole che ci hanno inviato strada facendo, attenti però a non disturbarli troppo e a non farli stare sempre “appiccicati” ai telefonini, in questa Gmg che è una esperienza di incontri, di volti, di persone guardate in faccia: tutte quelle “cose” autentiche che riempiono la vita, come spesso ama ripetere il nostro vescovo Ambrogio.

E di tante foto già pubblicate, abbiamo ora deciso di prenderne solo due, che però ci sembrano un po’ riassumere il senso di questo pellegrinaggio. E del pellegrinaggio della vita che questi giovani, possibilmente e auspicabilmente con accanto noi adulti, continueranno a fare. Nella prima foto questi ragazzi vanno incontro al sole, alla vita, uno accanto all’altro. Nella seconda foto, invece, alcuni di loro portano i cestini del pranzo a sacco anche per i loro amici: servizio e gratuità! E non importa se in queste due immagini non li vediamo in faccia: quello che conta è guardarsi nei cuori. E questi giovani “manutentori di sogni”, come ha ricordato il Papa, sanno farlo.

Più di qualcuno, anche un po’ polemicamente e ingiustamente, si è chiesto dove sono poi nelle chiese, sempre un po’ più vuote, questo milione e mezzo di ragazzi presenti a Lisbona, compresi i 65mila italiani. A ben vedere, e a contare meglio, sono nella vita delle parrocchie, nei movimenti, nelle associazioni, sotto il sole a preparare i Grest, nelle aule fredde d’inverno del catechismo. Proprio come i nostri “magnifici 53”: sulla strada, incontro al sole e alla vita; oppure a caricarsi i sacchi (le fatiche, le delusioni, ma anche le gioie e le speranze) dei loro amici.

di Igor Traboni

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