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Fede e tradizione a Tecchiena Castello, dove le donne “incollano” la Donna per eccellenza

19 Dicembre 2023

Fede e tradizione a Tecchiena Castello, dove le donne “incollano” la Donna per eccellenza

Addosso una tunica rosso vermiglio e rigorosamente scalze, con i segni della fatica che si fanno sentire nelle braccia e vedere sui volti dopo diversi chilometri di processione, ma il tutto vissuto con quel sacrificio d’amore che solo le donne sanno offrire. E che in questo caso offrono alla Donna per eccellenza, a Maria, venerata con il titolo di Madonna del Rosario nella chiesa di Tecchiena Castello. In questa parrocchia sono infatti le donne che si “incollano” la Madonna per portarla in processione, con una singolarità che si riscontra in poche altre zone d’Italia e che rende dunque questo antico rito del Castello pressoché unico nel suo genere.

Un rito popolare, dove la fede si unisce amabilmente alla tradizione, e che si perde nella notte dei tempi, ad almeno mezzo secolo fa, quando non esisteva ancora l’attuale chiesa parrocchiale e la Messa veniva celebrata in una cappella all’interno dell’antico castello che si trova proprio di fronte, come ci aiuta a ricostruire, con estrema cortesia e disponibilità e che ringraziamo per questo, Luciano Schietroma, del comitato festeggiamenti: «L’immagine, che io ricordi, l’hanno sempre portata in processione le donne, da almeno mezzo secolo, da quando l’allora parroco don Marino Pietrogiacomi acquistò un quadro della Madonna di Pompei. All’inizio erano le giovani vergini, poi le donne non sposate, mentre poi, con l’evoluzione dei tempi, la possibilità è stata data anche ad altre donne. Molte volte c’è il passaggio del testimone da madre a figlia o da sorella a sorella, e se qualche anno non si arriva a raggiungere il numero necessario per “incollare” la Madonna (in genere almeno 16, ndr) basta spargere un po’ la voce e subito si offrono tante altre donne».

C’è da dire che il quadro della Madonna del Rosario non è purtroppo più quello originario, perché questo venne rubato assieme ad altri arredi, non solo sacri, durante un furto sacrilego al maniero. Per un paio di anni successivi venne utilizzata un’immagine simile, sempre grazie a don Marino, ma poi un suo amico sacerdote di Guarcino volle donarne un’altra «e arrivò proprio da Guarcino – ricorda ancora Luciano Schietroma – e noi tutti andammo ad accoglierla all’incrocio del bivio con Monte San Marino, per portarla processionalmente nella nuova chiesa, tra due ali di fedeli».

Il tutto oltre un quarto di secolo fa, visto che l’attuale chiesa è stata ufficialmente benedetta il 1° maggio del 1995 e dedicata a Maria Santissima Regina, anche se, come detto, la festa patronale è quella del Rosario, vista per l’appunto la presenza dell’immagine sacra della Madonna di Pompei.

La settimana scorsa la parrocchia ha celebrato questa festa, con tutta una serie di appuntamenti religiosi ma anche civili e una straordinaria partecipazione popolare, in un connubio di fede e gioia perfettamente riuscito, grazie proprio alla solerzia dei membri, compresi tanti giovani, del comitato organizzatore. Ma il punto centrale, nel tardo pomeriggio di sabato 26 agosto, è stata indubbiamente la processione guidata dal parroco don Giorgio Tagliaferri e alla presenza tra gli altri del sindaco di Alatri Maurizio Cianfrocca, con le donne scalze a portare – anzi: ad “incollarsi” a spalla – la Donna per eccellenza, Madre di tutti.

Di Igor Traboni

 

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