Anagni: l’omelia del vescovo Ambrogio per San Magno

19 Agosto 2025

Anagni: l’omelia del vescovo Ambrogio per San Magno

San Magno (Anagni, 18 agosto 2025)


Sapienza 3,1-9; Giacomo 1,2-4.12; Matteo 10,28-33

Cari fratelli e sorelle, ci ritroviamo anche quest’anno per fare festa per il patrono di questa nostra
città. Siamo di fronte e un uomo che ci troviamo come patrono proprio per aver annunciato il
Vangelo anche qui. La sua testimonianza ha toccato i cuori dei nostri predecessori tanto da
conservarne il ricordo in modo solenne in questa cattedrale eretta da un altro vescovo, San Pietro da
Salerno, che custodisce la memoria di San Magno, come si ammira dalla cripta, tesoro prezioso di
questa città. Vescovo di Trani, fu costretto alla fuga per le persecuzioni dei cristiani, ma non
rinunciò a continuare il suo impegno missionario, che lo portò in molti luoghi del Lazio, tra cui la
nostra città. Cari amici, chi ascolta il Vangelo e si fa toccare dalla parola di Gesù non può non
esserne testimone, comunicando agli altri la forza di una parola che dà vita, speranza, che
arricchisce la nostra umanità.
Vedete, a volte noi cristiani facciamo fatica a vivere la ricchezza della parola di Dio, che, se va
bene, ascoltiamo la domenica alla Messa, ma che poco diventa proposta di un’umanità rinnovata,
migliore, più fraterna e pacifica. In fondo ci accontentiamo di belle cerimonie, ripetiamo anche
momenti importanti delle nostre comunità, come oggi ad esempio. Chiediamoci: come può
l’incontro con il Signore nella sua Parola, che diventa pane di vita con l’Eucaristia, lasciare traccia
nella nostra vita? Ci si abitua a tutto, alle cose belle e anche a quelle brutte, come la guerra, la
violenza, la prepotenza, la mancanza di rispetto, ormai diventate una cultura del vivere e del
convivere. L’importante, molti dicono, che sto bene io, possibilmente facendo il mio interesse, a per
qualcuno anche i propri affari a scapito degli altri.
Con le nostre incertezze e paure oggi siamo qui, perché confidiamo nell’aiuto di Dio per
intercessione di San Magno. “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo…”, ci dice il
Signore. Sì, anche noi abbiamo paura davanti alla forza del male, che appare quasi incontrastabile,
impossibile da fermare. Basta vedere quanto sta succedendo in Ucraina, a Gaza, ma talvolta anche
nella violenza delle nostre città. Eppure, il Signore non ci fa mancare mai la sua protezione se noi
confidiamo in lui. La preghiera è sempre una forza che ci avvicina a Dio e che ci apre agli altri,
all’amicizia e alla solidarietà. Lo ha ricordato molte volte papa Leone in queste settimane, parlando
ai giovani alla GMG e al mondo, invocando la pace.
La lettera di Giacomo ci aiuta a trovare risposte nei tempi difficili e in quei momenti della vita in
cui capita di lasciarsi andare, di rimanere indifferenti, chiudendoci in noi stessi nella tristezza di una
società che sembra non aiutarci a vivere, che lascia spesso soli gli anziani, poco capace di sostenere
chi fatica a tirare avanti o che costruisce muri nei confronti dei poveri invece di ponti di solidarietà. Quanto ha fatto l’Italia accogliendo 114 palestinesi di Gaza, tra cui 31 bambini con le loro famiglie,
per essere curati, è un segno importate in un’Europa che fatica ad accogliere chi fugge da guerre e
calamità naturali. Pensate solo che in un Paese come il Sudan, che ha circa 50 milioni di abitanti, a
causa di una guerra civile ancora in corso, ben 12 milioni sono sfollati, cioè hanno perso tutto e
rimangono nel Paese o nei Paesi limitrofi.
Dice la lettera di Giacomo: “Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di
prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi
l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri…”. Come avere perfetta letizia nella prova?
Difficile. Eppure, ricordate Francesco d’Assisi che si rivolse a frate Leone dicendo che perfetta
letizia è proprio quando gli altri non ti accolgono nel bisogno e non fanno ciò che ti aspetteresti:
questa è perfetta letizia che crea pazienza. Siamo spesso impazienti. L’impazienza e la fretta spesso
dominano la vita. Così non ci si ferma e non ci si ascolta. Vorremmo attenzione, riconoscimenti,
gratitudine, ma non si è mai contenti. Manca sempre qualcosa che gli altri ci dovrebbero. Perfetta
letizia nasce dalla pazienza di un amore che sa dare con generosità, senza calcoli. San Magno,
vescovo e martire, ha resistito al male continuando ad annunciare la forza del vangelo. Resistette
alla tentazione di lasciar perdere, di andarsene senza far niente davanti a chi aveva bisogno del suo
aiuto. Continuò a dire che nel Signore possiamo salvare la nostra vita e quella degli altri. Così
arrivò qui e il vangelo da lui annunciato divenne sorgente di vita, come viene raccontato nei
miracoli descritti nella cripta, dal bimbo caduto in un pozzo alla giovane contadina affetta da
paralisi, guarita dopo lunghe preghiere. Sorelle e fratelli, lasciamoci guidare dalla Parola di Dio, che
può rivestire anche noi di una forza che guarisce e salva, e da soli nessuno avrebbe. Non
rassegniamoci al male. Resistiamo nel bene con la preghiera e l’amore reciproco, così da rendere
ancor più bella e umana questa città e la terra in cui siamo. Lo chiediamo con insistenza al Signore
per intercessione di San Magno, perché aiuti il mondo e noi a ritrovare le ragioni della pace e della
fraternità. Preghiamo perché i colloqui iniziati tra Trump, Putin, Zaleski e i leader europei, siano
l’inizio di un dialogo, che solo potrà portare alla pace. Affidiamo al Signore chi soffre per la
devastazione a Gaza, per gli ostaggi nelle mani di Hamas, perché torni presto la pace e israeliani a
palestinesi possano a vivere insieme. Amen

*******

Ti potrebbe interessare

Patrono dei giornalisti: l’arcivescovo Santo incontra e celebra Messa per tutti gli operatori dell’informazione

Marcianò presidente Commissione per il Clero e la Vita consacrata della Conferenza episcopale laziale

Le Chiese in preghiera per l’unità dei cristiani

A Tecchiena l’incontro per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Alatri: torna la tradizione della reliquia di San Sisto trasportata dalla mula bianca