Il commento al Vangelo dell’arcivescovo Santo: «Dio ci vuole testimoni di gioia!»

15 Dicembre 2025

Il commento al Vangelo dell’arcivescovo Santo: «Dio ci vuole testimoni di gioia!»

Quello che segue è il commento al Vangelo della terza domenica di Avvento, scritto da monsignor Santo Marcianò e pubblicato su Avvenire Lazio Sette di domenica 14 dicembre 2025

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È la Domenica della gioia! Essa scandisce l’attesa trepidante del Santo Natale ormai vicino, eppure
il Vangelo (Mt 11,2-11) offre immagini realisticamente dure. La prima è la prigione, ove si trova
Giovanni, provato al punto da chiedere a Gesù se Egli sia o meno il Messia atteso. La seconda è il
deserto, dove Giovanni stesso aveva vissuto, e di cui Gesù chiede alle folle di fare memoria,
interrogandosi circa l’esperienza di incontro con il Battista. Al centro del brano evangelico, il
motivo della gioia, la peculiare beatitudine annunciata dal Cristo: «Beato colui che non si
scandalizza di me»; “chi non inciampa in me come ostacolo”, potremmo tradurre.
Quante prigioni, quanti deserti nella condizione umana!

È lì che il Bambino di Betlemme vuole rinascere. «I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo»; l’attualizzazione della profezia di Isaia (Is 35,1-6a.8a.10), con cui Gesù risponde a Giovanni, esprime la gioia di un deserto che
fiorisce e risuona di canti, dentro cui si apre la strada del riscatto, della liberazione, della vera libertà
che tutti rispetta. Ma noi continuiamo a scandalizzarci di quel Bambino; a pensare che la
rappresentazione di un Presepe o il segno di una Croce siano ostacolo alla libertà, all’inclusione,
alla tolleranza… Così, rimaniamo imprigionati nel deserto e rifiutiamo la gioia che Egli può portare,
se ci riconosciamo e riconosciamo in Lui ogni creatura umana: ogni neonato indifeso e ogni bimbo
nel grembo materno; ogni essere fragile annientato da guerre, affamato da ingiustizie, violato da
abusi, offeso da discriminazioni; ogni persona afflitta da sofferenze, povertà, disabilità o visitata
dalla malattia e dalla morte. Lo scandalo di un Gesù rifiutato, persino nelle immagini e nei segni del
Natale, grida nello scandalo della vita e della dignità umana negata!
Ma, proprio in questo deserto che incatena l’uomo, Dio ci vuole testimoni di gioia, di pace; di una
speranza che, ha detto recentemente Papa Leone, «prende posizione»! Non si tratta di difendere
simboli di un Natale antico ma di lasciare che il Signore che viene ci renda profeti, come il Battista;
«angeli» che annunciano il Mistero del Natale evangelizzando la vita umana alla quale la Vita
Divina si è unita per sempre, perché ogni deserto fiorisca e sprigioni profumi di gioia e di eternità.

Santo Marcianò
Arcivescovo

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