Il Vescovo a Mole Bisleti: «Amicizia e comunione, i doni più belli»

23 Gennaio 2026

Il Vescovo a Mole Bisleti: «Amicizia e comunione, i doni più belli»

«Quello dell’amicizia è il dono più grande. Quanto è bello dire: tu sei mio amico, un altro me stesso! Ma ricordiamoci pure che si impara a diventare amici, perché il dono dell’amicizia si accoglie».

Con queste parole – che sono risuonate anche come un ulteriore augurio di proseguire nel cammino già intrapreso – l’arcivescovo Santo Marcianò ha concluso l’omelia della Messa celebrata nel tardo pomeriggio di giovedì 22 gennaio nella chiesa parrocchiale di Mole Bisleti, nell’ambito della sua visita all’unità pastorale delle “Parrocchie in comunione con Maria”, formata anche dalle comunità di Pignano, Laguccio, Sant’Emidio e Basciano, affidate a don Luca Fanfarillo. E non poteva esserci filo conduttore migliore di quello dell’amicizia nell’incontrare delle comunità che in questi ultimi anni hanno saputo unirsi, pastoralmente ma non solo, proprio nel segno di una “comunione” a tutto tondo, dando vita a molteplici attività e con una serenità negli animi che è apparsa evidente anche nella gioia con cui è stato accolto il vescovo, culminata in un bel momento conviviale dopo la celebrazione.

Una Chiesa-comunione che è stato l’elemento ulteriore colto da Marcianò, che ha detto tra l’altro: «Se dovessimo definire la Chiesa, non solo quella di mattoni, parleremmo di una unione di cuori. E qui questo è ancor più vero perché tutti collaborate e la comunione parla più delle parole: testimoniamo Dio attraverso il volerci bene. L’amore è il grido di verità di Dio. Quando due persone si vogliono bene, si alleano per amore. E questa è la vera alleanza di cui oggi c’è bisogno. Nell’amicizia bisogna credere nella misura in cui due cuori sono in uno. In quell’amicizia che scaturisce dall’Amico per eccellenza. Lui che ha dato la vita per i suoi amici, per tutti, senza mai chiamare nessuno “nemico”. Chi ama è una persona libera. E allora, domandiamoci: io come sono un amico, cosa faccio per i miei amici?».

Il vescovo Marcianò, che prima della celebrazione ha visitato la vicina cooperativa che accoglie persone fragili «e sono rimasto incantato dall’amore degli operatori», è stato accolto dal parroco don Luca Fanfarillo, che ha presentato la molteplicità delle iniziative parrocchiali, presenti anche don Rodrigues Muzola Diyamona, sacerdote congolese collaboratore parrocchiale, il diacono Giovanni Straccamore, il sindaco Maurizio Cianfrocca, i seminaristi diocesani Lorenzo Ambrosi e Lorenzo Sabellico.

All’inizio della celebrazione, don Luca Fanfarillo ha illustrato al vescovo le varie attività interparrocchiali: i gruppi liturgici, quello dei catechisti, la Caritas. E poi i gruppi di servizio: dal Santa Marta, che si occupa della pulizia delle chiese, al San Giuseppe, che provvede alla manutenzione ordinaria degli edifici sacri; dal San Camillo, accanto agli anziani al San Lazzaro, vicino alle famiglie nel tempo del lutto. E ancora, i comitati che si occupano delle feste parrocchiali. Insomma, una comunità viva che, anche alla luce della Lettera pastorale del vescovo Santo, ha preso l’impegno di dare ancora più attenzione alla cura delle famiglie, dei giovani, dei bambini, della catechesi. E di lasciare un segno concreto, anche oltre il Giubileo, con l’avvio del progetto di una casa-alloggio per anziani e persone fragili.

«Andate avanti così – ha poi detto il vescovo unendo tutte queste componenti in un solo, grande “grazie” – e mi raccomando, perché io mi aspetto ancora altre grandi cose da voi!».

di Igor Traboni

*******

Ti potrebbe interessare

Il messaggio del vescovo Santo al convegno “Amare non fa male!”: «L’uomo è creato dall’Amore, con Amore, per Amore»

Norme Diocesane per Comitati feste patronali e feste ad esse equiparate

Il vescovo ha incontrato l’Aiam, Associazione interparrocchiale Anagni medievale

Gorga ha abbracciato con gioia il vescovo Santo

Il Vescovo ai consacrati: «Grazie per il vostro essere profezia di amore»