Il Vescovo celebra per il Miracolo Eucaristico di Alatri: «Che sia l’inizio di una preghiera intensa»

13 Marzo 2026

Il Vescovo celebra per il Miracolo Eucaristico di Alatri: «Che sia l’inizio di una preghiera intensa»

Omelia alla celebrazione in ricordo del Miracolo Eucaristico
Concattedrale di Alatri, 13 marzo 2026

Carissimi fratelli e sorelle, è festa!

È la Festa del Miracolo Eucaristico di Alatri che ci rimanda all’Eucarestia, cuore di tutta la nostra fede e della nostra vita. In ogni Eucaristia si rafforza la fede, si rinnova la vita. In ogni Eucaristia si rende presente la Vita di Cristo, il Suo Dono per noi, il Suo sacrificio sul Calvario, la Sua gloriosa e gioiosa Risurrezione… si rende presente il Mistero dell’Amore che ci salva.
Nell’Eucaristia di oggi, noi desideriamo ricordare un evento del quale conosciamo i particolari che ci sono stati tramandati e che rimangono incisi nelle pietre di questa nostra città.
Tale Miracolo, a suo tempo riconosciuto dalla Bolla Fraternitatis Tuae di Papa Gregorio IX 1 è un
segno soprannaturale che viene in aiuto alla fede del popolo di Dio, e ci rimanda al valore unico
dell’Eucaristia, che supera ogni altro segno. Vogliamo dunque farne oggi memoria.
Quando si celebra l’Eucarestia si fa memoria della Pasqua di Cristo, la si rende presente (CCC
1264). «Ogni volta che il sacrificio della croce viene celebrato sull’altare, si rinnova l’opera della
nostra redenzione» (L.G. 3)
E l’Eucaristia, che è memoriale del Sacrificio di Gesù, è pure memoria del cammino che il Signore
ci fa fare nella vita: dei tempi di deserto, delle fatiche e delle speranze, della liberazione che viene
da Lui. Del nostro incontro con Lui!
Oggi vogliamo metterci davanti al Signore, davanti a Gesù Eucaristia, la nostra storia, la nostra
quotidianità, i nostri ricordi, quello che ci preoccupa, ci interroga, ci fa soffrire e gioire.
E, davanti a Signore, vogliamo rileggere anche la memoria del Miracolo Eucaristico. Se ci
pensiamo bene, l’Ostia Consacrata, trafugata da quella donna su indicazione della maga per essere
usata in modo sacrilego, si trasforma in modo da “rimanere” e, di fatto, rimane ancora oggi.
L’Eucaristia è memoriale che ci rende contemporanei a Gesù, è certezza della Presenza del Signore
nella Sua Chiesa, nella storia, nell’anima di ciascuno di noi. Sempre. Anche oggi, e mentre siamo
attoniti e impauriti per il clima di violenza, guerra e incertezza intorno a noi, il Miracolo Eucaristico
insegna che, davvero, il Signore non ci abbandona: «Egli mette pace nei tuoi confini e ti sazia con
fiore di frumento.», abbiamo cantato con il Salmista (Samo 147).
Dio ci dà pace e ci sazia. Egli è nutrimento.
Forse ci pensiamo poco ma l’Eucaristia fa questo: ci nutre. Nutre la nostra vita spirituale, allo stesso
modo in cui il cibo materiale nutre la vita fisica. Gesù non abbandona il mondo e non abbandona
questa nostra bella terra; rimane per essere sostegno del nostro cammino; ma noi abbiamo bisogno
di «mangiare» Lui. Senza Lui non viviamo! «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia
di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo», Egli dice
nel Vangelo che abbiamo ascoltato (Gv 6,51-58). Cosa significa?
Per mangiare, anzitutto, bisogna fare spazio, non essere riempiti e saziati da altro.
Ci chiediamo allora: quali cose nutrono le nostre giornate? A cosa dedichiamo il tempo, il
pensiero… a cosa ci affidiamo? Ci sono cibi che ci appesantiscono e talora ci intossicano:
pensiamo, come esempio, all’uso smodato dei social, alle dipendenze, al volere a tutti i costi soddisfare bisogni di ogni genere… è un cibo che ci fa “ingrassare”, per così dire; ci porta ad avere
sempre di più, a volere sempre di più; ma finisce per lasciarci nella solitudine.
Il Miracolo Eucaristico sta lì, segno piccolo e povero, a ricordarci che c’è un altro Cibo, al quale
possiamo fare spazio nelle nostre giornate, nelle nostre vite, e che possiamo «mangiare», lasciando
che diventi parte di noi, ci trasformi. È Amore e ci trasforma in amore!
Amore, comunione: ecco il significato più profondo dell’Eucaristia!
Se ci pensiamo bene, è anche il messaggio centrale del nostro Miracolo Eucaristico. La trasformazione dell’Ostia in Carne avvenne in quel lontano 13 marzo 1228 come risposta a una mancanza di fede.
È dunque l’Amore che sostiene la nostra fede piccola, povera, incredula. È con l’Amore che Dio
colma la nostra incredulità, perdona il peccato, ci accoglie ogni volta che dubitiamo di Lui o persino
Lo rifiutiamo.
Questo Amore che Egli ci dona nell’Eucaristia, e con il quale ci trasforma, diventa amore fraterno,
comunione, nella Chiesa e per il mondo: «Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un
solo corpo», dice Paolo nella seconda Lettura (1 Cor 10, 16-17). Diventa la risposta al male della
guerra, della violenza, dell’ingiustizia; diventa sostegno nelle nostre difficoltà, consolazione nelle
tribolazioni. Diventa senso e stile della nostra vita.
Se non amiamo, vuol dire che non ci lasciamo nutrire dall’Eucaristia; che siamo troppo pieni di noi
stessi, per far spazio a Lui e ai fratelli. Ma se Lo accogliamo anche una sola volta, anche pentiti dal
peccato più grave, come fu per la giovane donna di Alatri; anche soltanto in punto di morte, come il
“buon ladrone”, Egli ci dona nuova vita, ci fa risorgere con Lui!
Davanti a tutto questo Amore, possiamo dire una sola parola: grazie! E rispondere con l’Adorazione.
Sì, cari amici: «l’ora dell’amore è l’ora della preghiera», come vi ho scritto nella mia prima Lettera
Pastorale, dove vi chiedevo: «Come testimoniare la Bellezza dell’Adorazione Eucaristica, via
privilegiata di relazione personale e intima con Gesù, facendo crescere la sensibilità e la
disponibilità per l’Adorazione Eucaristica continua, anche notturna, in una terra toccata dalla
Grazia dei Miracoli Eucaristici di Alatri e Veroli?».

È una domanda che voglio riproporre in questo giorno, in questo luogo, in questa terra benedetta.
Facciamo dunque in modo che la giornata di oggi segni l’inizio di una preghiera intensa, di
un’Adorazione Eucaristica che ci fa crescere nell’amore e nella santità, specchio e dono del Mistero
Eucaristico e ci prepara all’importante anniversario del 2028. Che esso rifulga nella vita e nella
santità di ciascuno di noi!

Santo Marcianò

*******

Ti potrebbe interessare

In preghiera per la pace con Papa Leone

Marcianò ad Alatri: «San Sisto ci incoraggia a fare scelte controcorrente»

Messa di Pasqua, il Vescovo Santo: «Il Suo Amore è per sempre!»

Veglia di Pasqua, l’omelia del Vescovo Santo: «Questa è la Notte in cui ogni notte è vinta!»

…Se la Vita vince! Il messaggio del Vescovo per la Santa Pasqua