Si è svolta venerdì 22 maggio la XXX edizione del Forum interdisciplinare di Teologia, promosso dall’Istituto Teologico Leoniano di Anagni. “La teologia aiuta a ripensare il pensiero. Per una formazione teologica del popolo di Dio”: è stato questo il titolo dell’edizione 2026.
Dopo l’introduzione dei lavori, da parte del direttore dell’Istituto teologico, Walter Fratticci, si sono alternati gli interventi del vescovo di Verona, Domenico Pompili, che proprio trent’anni fa diede vita al primo Forum dell’istituto, quindi dell’economista Luigi Bruni, del professore Emilio Baccarini e del sindaco di Rignano Flaminio, Vincenzo Marcorelli. A moderare il dibattito Marco Ronconi.
Può la teologia essere un sapere capace di dialogare con il mondo? È stato questo il tema centrale, ripreso più volte durante il suo intervento dall’economista Luigino Bruni, e se sì, come la teologia può assolvere a questo compito? Molte volte, infatti, sembra che le teologia discuta di questioni che appaiono distanti dalle cose della gente comune. Molte volte i saperi che entrano nel dibattito sociale nascono soprattutto dalla psicologia, dalla scienza, dalla medicina, dall’economia, mentre la teologia appare come qualcosa che tratta solo di temi dogmatici lontani dalle esigenze e dalla domanda della gente. Tuttavia, la domanda teologica è sempre antropologica; ragion per cui la teologia non può esimersi dal non offrire un contributo, perché la teologia, cioè la cultura teologica, ha offerto nel tempo un contributo al mondo sotto diversi piani: quello artistico, musicale, letterario.
In realtà, come ha ricordato il vescovo Domenico Pompili, non si tratta nemmeno tanto di far dialogare la teologia con il mondo, ma di essere dentro il mondo con una prospettiva teologica, spirituale, e quindi antropologica. “Ne aut- aut” ne “et – et” ma “in”. Una teologia potremmo dire che in- con- tra il mondo. Cioè che è nel mondo, con il mondo, tra il mondo.
È stata poi, a pensarci bene e in ultima analisi, proprio questa la sfida della costituzione conciliare Gaudium et Spes. Interessante è stata, in questa prospettiva, la lettura offerta dal filosofo Beccarini ( ex docente al pari di Pompili dell’Istituto Teologico di Anagni) attraverso l’interpretazione di alcuni miti greci che esprimono bene la realtà nella quale viviamo, per arrivare alla figura di Abramo come homo viator che attraversa il mondo in una prospettiva teologica. Questa presenza teologica è traducibile poi nella vita, nella polis, come ha ricordato il sindaco Marcorelli. L’azione amministrativa infatti, può e deve per un cristiano ispirarsi ad una lettura teologica capace di interpretare la realtà con scelte amministrative che si ispirino ai valori del Vangelo e della carità. Una continuità, quindi, tra piazza e campanile.
L’edizione di questo Forum lascia, quindi, questa consapevolezza cioè che la teologia non è solo una disciplina dogmatica che disquisisce sulle questioni teologiche, come se queste non avessero nulla da offrire all’uomo moderno, anzi: può e deve offrire una lettura del mondo, attraversandolo e interpretarlo alla luce del Vangelo, della identità e della proposta cristiana, senza contaminarsi ma immergendosi dentro la realtà, consapevoli che la parola di Dio è in fondo una parola per l’uomo.
L’Istituto Teologico Leoniano si appresta ora a vivere un’altra importante iniziativa, dal 29 giugno al 2 luglio prossimi, con la nuova edizione della Settimana Biblica, organizzata in collaborazione con l’Associazione biblica italiana. Il tema scientifico e pastorale scelto per l’anno 2026 si basa sul passo evangelico: «Perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome». Il corso offre diverse opzioni di riconoscimento formativo e professionale. Per tutte le informazioni utili per partecipare e conseguire anche i crediti formativi per insegnanti e iscritti, è possibile consultare il sito dell’istituto.
di Gabriele Ritarossi
(da Avvenire Lazio Sette di domenica 31 maggio 2026)