Dall’introduzione della Lettera Enciclica Magnifica Humanitas del Santo Padre Leone XIV:
“La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme. Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto. Là dove l’umanità corre il pericolo di smarrire il proprio volto, noi cristiani alziamo gli occhi verso il Dio che si è fatto carne, sapendo che «solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo». Questa magnifica umanità in Gesù Cristo diventa la Via, la Verità e la Vita, aprendo per ciascuno di noi la strada per crescere verso la pienezza.”
Le coordinate che il Papa ha iniziato a disegnare per il suo ministero sono preziose e ci incoraggiano ad abitare questo tempo consapevoli che sarà migliore nella misura di quanto ciascuno di noi, e tutti noi insieme, sapremo amare, assumendoci sino in fondo le domande delle persone, le fatiche e i drammi che agitano la storia, giudicandole con amore e nell’amore. La missione dell’Azione Cattolica si fonda sull’evangelizzazione, sulla promozione della pace e sulla formazione dei laici. Il magistero di Papa Leone XIV valorizza questa vocazione incoraggiando l’associazione a essere fermento di unità e ad abitare il servizio con spirito missionario.
E’ bello ritrovarsi ogni anno in questa giornata di preghiera, confronto e fraternità! Una giornata che mette insieme adultissimi, adulti, giovani e bambini di tutta la Diocesi. Il titolo scelto quest’anno per la giornata ci ricorda ancora una volta che la nostra Associazione è chiamata ad esercitare un impegno missionario deciso, coinvolto e sinodale per “generare” nuove forme e nuove pratiche di crescita umana e sociale. Il metodo Vita–Parola–Vita diventa lo strumento per leggere l’esperienza concreta, lasciarsi illuminare dal Vangelo e tornare alla realtà con occhi nuovi. “Smuoviti” richiama l’urgenza di una fede che non resta ferma, ma si traduce in scelte, relazioni, responsabilità condivise. La missione parte da ciascuno e si compie nella vita dell’associazione, chiamata a essere segno concreto di presenza e testimonianza. Quest’anno, proveniente da tante parti della nostra Diocesi, ci siamo incontrati ad Anagni presso il giardino del Vescovado, una location verde e spaziosa, gentilmente concessa dal nostro Arcivescovo Santo Marcianò, dove di buon mattino, il nostro assistente unitario don Rosario Vitagliano ha celebrato Messa accompagnato da padre Alberto. Nell’omelia, partendo dal Vangelo Matteo 10,7-15 e richiamando l’enciclica del Papa, il nostro assistente ha insistito fortemente sul tema della giornata “Smuoviti siamo missione”. Al termine della messa i partecipanti, dopo una buona colazione si sono suddivisi in piccoli gruppi per approfondire e confrontarsi.
Obiettivo dell’incontro- Far sperimentare che:
- la missione riguarda tutti;
- Dio ci chiama a metterci in movimento;
- ciascuno può essere missione nella vita quotidiana
Nello spazio adibito al confronto e suddiviso in tre tempi, tutti si sono messi in gioco senza limiti di età.
- “COSA TI TIENE FERMO?” Tutti, a volte, restiamo fermi. Per paura, stanchezza, abitudine o perché pensiamo di non essere abbastanza.
- “SIAMO MISSIONE” Chiamati alla missione come testimoni credibili
- “SMUOVITI” Ne usciamo con un passo concreto
ACR: Camminare insieme nei “luoghi della vita” dei bambini e ragazzi per scoprire che anche loro possono essere missione, ogni giorno, con piccoli gesti di amicizia, aiuto, ascolto e gioia.
Obiettivo dell’incontro- Aiutare bambini e ragazzi a riconoscere i luoghi dove vivono ogni giorno:
- la missione riguarda tutti;
- le persone che hanno bisogno di attenzione;
- i piccoli gesti con cui possono portare il bene;
- che essere missione significa voler bene concretamente.
“Essere missione non vuol dire andare lontano. Vuol dire portare l’amore di Gesù nei posti dove viviamo ogni giorno!”
Alcune riflessioni dei gruppi adulti/giovani:
Ci si sente spesso in minoranza “come pecore in mezzo ai lupi” ma occorre dare testimonianza della propria identità cristiana con maturità e forza, vincendo ogni paura. Cercando di essere” contagiosi” e presenti nella vita delle persone che incontriamo, riscoprendo il nostro sacerdozio battesimale.
Bisogna cercare il buio per illuminarlo, vivendo controcorrente, non stando alla finestra quindi restando fermi. Il bene non è solo una reazione a ciò che accade ma è una scelta attiva di vita quotidiana.
Chiamati, quindi, alla missione come testimoni credibili, cercando sempre più di diventare, una comunità con al centro l’amore.
Al termine del pranzo al sacco, nel primo pomeriggio divisi in tre gruppi, abbiamo visitato la splendida Cripta della Cattedrale di Anagni e il Palazzo Bonifacio VIII.
Alle 16,30 dopo la consegna di un gadget in ricordo della giornata i saluti e gli abbracci hanno chiuso una bella giornata di confronto e di formazione senza tralasciare l’aspetto storico- culturale.
a cura della Presidenza Diocesana AC


