Sabato 20 giugno è stato presentato a Palazzo Bacchetti ad Anagni, davanti ad un pubblico numeroso e con gli interventi moderati da Gaetano D’Onofrio, il libro “Il cielo d’Etiopia”, scritto da Consiglia Marino, Daniele Imperia e Mattia Imperia.
Tra le figure centrali di questa storia missionaria di un’intera famiglia (gli Autori sono infatti marito, moglie e un figlio e il sottotitolo del libro non a caso recita “Un viaggio di fede, famiglia e incontro”) c’è quella di don Giuseppe Ghirelli, per tutti “don Peppe”, a lungo fidei donum proprio in Etiopia, prima di rientrare in diocesi, morto 4 anni fa. Presenti anche, e visibilmente commosse, Marisa e Gustava, sorelle di don Peppe. La terra d’Etiopia, ma soprattutto il suo cielo con tutti i significati che questa immagine niente affatto retorica racchiude, si è fatta ancor più presente nel corso dell’incontro grazie ai videomessaggi di don Stefano Ferraretto e don Nicola De Guio, sacerdoti missionari in quel lembo d’Africa e che pure rappresentano figure centrali della vicenda narrata nel libro, così come la testimonianza di Ilaria Scocco, mentre Veronica Giuliani ha letto alcune pagine del libro. Gli Autori hanno inoltre raccontato alcuni particolari della loro esperienza missionaria, di fede e di famiglia. Di una famiglia di Tufano di Anagni che nel 2019, grazie a don Marcello Coretti, ha conosciuto don Giuseppe Ghirelli e da allora ogni anno in estate si reca in Etiopia, “trascorrendo” così le ferie. Ogni anno organizzano anche mercatini di beneficenza, così come il ricavato di questo libro (per acquistarlo è possibile rivolgersi direttamente agli Autori) verrà donato sempre alla missione in Etiopia. Preziose anche le parole di Giorgia e Francesco Imperia, gli altri due figli di Daniele e Consiglia e fratelli di Mattia, che hanno letto un pensiero affettuoso dedicato proprio ai genitori e al fratello.
Don Marcello Coretti, parroco della Cattedrale, autore della prefazione e tra i curatori dell’opera, ha condiviso il significato del progetto editoriale e ha letto i messaggi inviati dal vescovo Santo Marcianò e dal vescovo emerito Lorenzo Loppa, impossibilitati a essere presenti ma desiderosi di esprimere la propria vicinanza agli autori e ai partecipanti. Messaggi che qui di seguito riportiamo:
Cari amici, desidero far giungere il mio saluto a Daniele Imperia, Consiglia Marino e Mattia Imperia, autori del volume “Il Cielo d’Etiopia”, e con loro a tutti quelli che partecipano alla presentazione di questo libro che racconta un’esperienza umana e cristiana di grande valore. Mi sarebbe piaciuto essere presente, ma le celebrazioni di questo sabato, tra cui la festa di Santi Silverio e Ormisda, Patroni di Frosinone, non mi consentono di essere con voi. Attraverso le pagine scritte a più voci dagli autori emerge la bellezza di una missione che ha saputo coinvolgere una famiglia intera, aprendola all’incontro con un popolo e una Chiesa lontani geograficamente, ma vicini nel comune cammino della fede. La loro testimonianza richiama con gratitudine la figura di don Giuseppe Ghirelli, sacerdote della nostra Chiesa di Anagni, che ha speso tanti anni del suo ministero come missionario fidei donum in Etiopia. Le opere da lui promosse e il bene seminato continuano a parlare attraverso le persone che ha incontrato e coinvolto, e questo libro ne è una significativa conferma. Pur non avendo conosciuto personalmente don Peppe né condiviso direttamente questa esperienza missionaria, ho avuto modo di coglierne il valore attraverso le parole di don Marcello e le pagine di questo libro. Per questo sono lieto che la memoria di un così prezioso servizio alla Chiesa possa essere custodita e trasmessa anche mediante queste pagine. Saluto tutti con tanto affetto e ringrazio gli autori per aver condiviso una testimonianza che certamente aiuterà molti a riscoprire la bellezza del Vangelo vissuto nel dono di sé.
Santo Marcianò
Carissimo Don Marcello e carissimi Amici tutti, mi spiace di non poter condividere con Voi il momento di umanità e di grazia che state vivendo! Ho tra le mani ”Il cielo d’Etiopia”, lo sfoglio, lo giro e lo rigiro. È uno scrigno straordinario che custodisce le perle di un viaggio di fede, di amore, di vita, di relazioni e di incontri. Dio benedica i tre protagonisti di questa avventura, che hanno saputo dare spessore e continuità alla passione e all’entusiasmo del nostro caro Don Giuseppe. Lui occuperà in pianta stabile il cielo d’Etiopia, ma brilla anche sul nostro cielo per ricordarci sempre che il Cielo comincia qui, oggi, ed è possibile portare il Cielo sulla terra. Basterebbe vivere in un altro modo, con maggiore responsabilità e coraggio, con maggiore attenzione per la vita degli altri. Basterebbe guardarsi dentro e scoprire il tesoro di cui siamo portatori: ci scopriamo come figli e figlie, fratelli e sorelle. Alle esequie di Don Giuseppe, quel 23 Agosto del 2022, ebbi modo di affermare che Don Giuseppe d’Etiopia era buono come il pane e solido come una roccia. Era “malato” di dedizione e di disponibilità, portatore di un virus e di un contagio che – se preso – potrebbe cambiare il mondo. Ringrazio il Signore per chi, attraverso lui, s’è fatto contagiare da Gesù e dalla Sua passione per tutti noi. Carissimi Consiglia, Daniele e Mattia grazie e Dio vi benedica!
”Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8)”. La Vostra avventura faccia profumare di pane la vita di tanti altri. Come profuma di pane “Il cielo di Etiopia”. Un abbraccio.
Lorenzo Loppa




Don Peppe Ghirelli in Etiopia