Adeguamento liturgico della Cattedrale: avviato il cammino

La Cattedrale come chiesa madre della diocesi, capace di abbracciare tutti e donare speranza. Si potrebbe riassumere così il senso ed il significato del percorso voluto dal vescovo Lorenzo Loppa con il coinvolgimento dell’Ufficio per i beni culturali e l‘edilizia di culto, dell’Ufficio liturgico e di altri Uffici diocesani, nell’ambito dell’adeguamento liturgico della Cattedrale, al cui relativo bando nazionale, promosso dalla Cei, la diocesi di Anagni-Alatri ha risposto e sta dunque partecipando. Si tratta di un’occasione unica e di un’importanza straordinaria per la realizzazione di nuove opere d’arte, ma non solo, tese a ri-generare gli spazi liturgici. Il cammino è già iniziato e nei giorni scorsi un incontro, tenutosi ovviamente nella Cattedrale di Anagni, ha riguardato i cori, ritenuti parte integrante dell’assemblea, secondo la nota pastorale diffusa dalla commissione episcopale per la liturgia. All’incontro, curato dall’equipe diocesana che seguirà nello specifico questo progetto, composta da don Maurizio Mariani, don Francesco Frusone e Federica Romiti, hanno partecipato il direttore dell’Ufficio liturgico diocesano don Bruno Durante, la responsabile diocesana per la musica sacra Lucia Giovanna Martini, nonché i direttori dei cori parrocchiali della Cattedrale e di San Giacomo, Loredana Tarquini ed Elisa Fontana, e l’esperto di musica sacra Luigi Brandi.

Tutti i presenti hanno innanzitutto apprezzato questa riflessione complessiva sul ruolo della Cattedrale, capace di coinvolgere vari aspetti della vita diocesana, e si sono quindi concentrati sugli aspetti più propriamente tecnici del canto e della musica nella chiesa madre diocesana, dotata di un’acustica naturale straordinaria, soprattutto nella navata centrale. Nel corso della riunione sono state quindi gettate le basi per risolvere quelle criticità che pure esistono e per riflettere sull’opportunità di una diversa collocazione del coro. Nel frattempo, c’è la massima disponibilità, da parte dei cori ad effettuare delle prove e poi a redigere un documento sintetico sulle esperienze e sugli input da passare ai progettisti, proprio nello spirito di massima collaborazione che dovrebbe permeare questa iniziativa complessiva dell’adeguamento liturgico della Cattedrale e che tutti sono chiamati a recepire.

 

 

 

 

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