Il Museo della Cattedrale di Anagni: 10 anni di cultura, restauri, sostegno al patrimonio

Il Museo della Cattedrale di Anagni (MuCA) celebra i suoi primi dieci anni. Un decennio di mostre, restauri, prestiti e iniziative che hanno portato il nome della città oltre i confini nazionali. Non solo custode del patrimonio artistico e religioso della Cattedrale, il MuCA si è imposto come motore culturale capace di rinnovarsi anno dopo anno. Dal 2015 ad oggi, il museo ha proposto al pubblico esposizioni che hanno saputo coniugare ricerca storica e divulgazione: dalle rassegne dedicate a Bonifacio VIII e alla Chiesa medievale, fino alle mostre su Innocenzo III, sul Corpus Iuris Civilis, sul preziosissimo libro d’Ore della Biblioteca capitolare e la mostra fotografica sui 25 anni dai restauri della Cripta. Ad attrarre un pubblico sempre più vasto sono state anche le aperture straordinarie di ambienti solitamente inaccessibili come i cosiddetti Grottoni della Cattedrale o la Cisterna, ma anche le esposizioni temporanee di volumi e oggetti non sempre visibili. Parallelamente, non sono mancati i prestiti di opere a istituzioni prestigiose, come la Fondazione Prada, Palazzo Braschi e l’Università La Sapienza, segno di un dialogo costante con la comunità scientifica e culturale. Accanto alle grandi mostre, il MuCA ha saputo creare appuntamenti ormai identitari. Ogni settembre la rievocazione dello “Schiaffo di Anagni”, organizzata con la collaborazione dell’Associazione Interparrocchiale Anagni Medievale (AIAM) e del Gruppo Medievale Colle Sant’Angelo, riporta in vita un episodio chiave della storia europea, unendo spettacolo e approfondimento storico. Ogni dicembre, invece, le Giornate di San Thomas Becket celebrano il martirio del santo inglese con conferenze, spettacoli e incontri. Due iniziative che da oltre dieci anni animano il calendario culturale cittadino. Molte sono state in questi anni le TV locali, nazionali ed estere che si sono interessate al monumento e che hanno contribuito ad ampliare la sua notorietà, facendolo conoscere a un pubblico sempre più vasto. I restauri: un decennio di rinascita Un capitolo fondamentale nella storia del MuCA è rappresentato dai restauri, che in questi dieci anni hanno interessato opere di straordinaria importanza. Si è trattato di interventi capaci di restituire nuova vita al patrimonio, ma al tempo stesso di affrontare sfide tecniche ed economiche considerevoli. Tra questi spicca il complesso restauro dell’Icona del Salvatore, che ha messo a dura prova i restauratori ma ha consentito di riportare alla luce un capolavoro di inestimabile valore e rara bellezza. Le principali tappe: 2016: restauro dell’Icona della Vergine con Bambino e Rainaldo presbitero di Lello de Urbe (CEI); 2017: restauro della Via Crucis della Cattedrale, oggi esposta negli ambienti delle Sagrestie; 2018-2022: restauro dell’Icona del Salvatore, con il sostegno economico della CEI, dell’O.M.R. e di BancAnagni; 2020: intervento di pulitura sugli affreschi della Cripta (BancAnagni); pulitura e consolidamento della Loggia delle Benedizioni, del pavimento della chiesa e restauro degli affreschi del criptoportico (SABAP); 2021: restauro della Madonna della Cintola proveniente da Trivigliano (CEI), del Flagellazione di Gesù attribuito a Carlo Maratta (CEI) e del Battesimo di Gesù proveniente dalla chiesa di Sant’Andrea; sistemazione e allestimento della Pinacoteca negli ambienti dell’Archivio Capitolare (CEI); 2022: interventi di pulitura sugli affreschi dell’Ambulacro; restauro degli affreschi nell’Oratorio di San Thomas Becket (SABAP); restauro della tela proveniente dalla chiesa di San Lorenzo (CEI); 2023: restauro di due tele mariane provenienti dalla chiesa dei Santi Filippo e Giacomo (CEI); sistemazione del tetto della Sala Capitolare; completo rifacimento della copertura del sottotetto del Tesoro Antico; 2024: lavori imponenti sulla facciata della Cattedrale, realizzati grazie al contributo determinante di BancAnagni e con il supporto fondamentale della società Sices di Rodolfo Lanzi per la messa in opera dei ponteggi; restauro dei tessuti del Tesoro finanziato dalla SABAP e della statua lignea di sant’Antonio abate, attualmente ricoverata presso i laboratori l’università della Tuscia come oggetto del corso di restauro. 2025: restauro di due lettighe funebri, di un antifonario e di un lezionario, a conferma dell’attenzione alla conservazione del patrimonio librario e materiale. Si tratta di interventi che hanno richiesto competenze tecniche, risorse economiche e una forte rete di collaborazioni tra enti ecclesiastici, istituzioni pubbliche e fondazioni private. Ogni restauro non è stato solo un atto conservativo, ma anche occasione di studio, confronto scientifico e restituzione alla comunità di beni che rischiavano di andare perduti. Ad esempio, dopo quattro anni di lavori, in occasione del ritorno ad Anagni dell’Icona del Salvatore e dei suoi due sportelli dipinti, è stata organizzata una tavola rotonda con studiosi e ospiti di fama internazionale ai quali sono stati presentati gli ultimi studi sull’opera e le recentissime scoperte d’archivio. Contemporaneamente il MuCA ha reso possibile l’uscita di volumi significativi, come le ultime due pubblicazioni del professor Lorenzo Proscio (“il Bestiario della Cattedrale di Anagni” e “Lo Schiaffo di Anagni. La storia, i luoghi, le leggende”) e la nuova guida storico artistica del Museo della Cattedrale, scritta da Claudia Coladarci, curatrice del MuCA, e Davide Angelucci, docente di storia dell’arte. A venticinque anni dalla prima pubblicazione, nel 2019, è stato ristampato il volume sui restauri, edito a cura dell’Istituto Centrale per il Restauro. Il contributo di BancaAnagni, SABAP, CEI e privati cittadini Dietro ogni mostra, restauro ed evento si nasconde un aspetto spesso invisibile al pubblico: i costi. Gestire una realtà come il MuCA significa affrontare spese ingenti, dalle esigenze quotidiane di manutenzione fino agli interventi straordinari. In questo contesto, il sostegno di BancaAnagni si è rivelato determinante: dal restauro della Cripta a quello della facciata, fino ad altri interventi cruciali, la banca locale ha dimostrato come un istituto radicato sul territorio possa fare la differenza. Non semplici sponsorizzazioni, ma veri e propri investimenti nella memoria collettiva e nell’identità di Anagni. Lo stesso si può dire della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina: in questi anni è intervenuta con professionalità e competenza, in accordo con la direzione scientifica del museo, per restaurare a proprie spese diverse parti del monumento, restituendole alla comunità in tutto il loro splendore. La Conferenza Episcopale Italiana, invece, con il contributo proveniente dall’8×1000, ha accettato le richieste di contributo per il restauro di tele,
Lo “schiaffo” di Anagni rivive grazie al Museo della Cattedrale

Come ogni anno, nella settimana della ricorrenza dello storico Schiaffo ricevuto da papa Bonifacio VIII negli ambienti adiacenti alla Cattedrale di Anagni, il MuCA – Museo della Cattedrale di Anagni – organizza una serie di eventi dedicati.Il 5 settembre il museo aprirà le sue porte e i suoi tesori ai visitatori eccezionalmente di sera. In una cornice di gran fascino, con le fiaccole e le luci scenografiche a sottolineare l’incantevole monumentalità del più importante edificio sacro di Anagni, sarà possibile effettuare uno speciale tour lungo le sale del complesso architettonico, accompagnato da figuranti delle contrade anagnine vestiti con abiti medievali.Persino la Cripta di San Magno, opera pregevole e capolavoro indiscusso dell’arte italiana del Duecento, si ammanterà di maggiore e irresistibile bellezza grazie alla visita guidata serale.A conclusione del tour, i visitatori potranno godere della fresca brezza di fine estate nel chiostro della Cattedrale, solitamente chiuso al pubblico, allietati dalle note di un piccolo e inedito concerto di musiche ispirate al Medioevo, assolutamente esclusivo, sotto il cielo stellato.Una serata imperdibile per salutare insieme l’estate e apprezzare la ricchezza dell’arte e della storia della nostra terra.I turni di visita disponibili saranno alle 19:00 – 19:30 – 20:00 – 20:30 – 21:00 – 21:30.Il costo del biglietto d’ingresso sarà di 12 euro, ridotto a 6 euro per ragazzi tra 7 e 18 anni e gratuito per bambini sotto i 6 anni di età.Non sono previste ulteriori riduzioni o gratuità; le promozioni in corso non sono valide per i biglietti dell’evento.Per coinvolgere ancora di più i visitatori in questo affascinante viaggio nel tempo alla scoperta delle vicende che hanno reso così famosi questi luoghi, il MuCA aprirà al pubblico l’orto dei Canonici e i cosiddetti “Grottoni” della Cattedrale, le sostruzioni dell’antica canonica e dell’episcopio.Le visite guidate ci saranno sabato 6 settembre alle ore 11:00 e alle ore 16:00 e domenica 7 settembre alle ore 11:30.Il costo del biglietto d’ingresso sarà di 5 euro, ridotto a 3 euro per i ragazzi tra i 6 e i 18 anni. Per motivi di sicurezza la visita ai Grottoni non è consentita ai minori di 6 anni.Non sono previste ulteriori riduzioni o gratuità; le promozioni in corso non sono valide per i biglietti dell’evento.Per gli eventi del weekend, la prenotazione è obbligatoria.Per info e prenotazioni si può contattare il Museo al numero 0775.728374 (dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00) o inviando una mail a museo@cattedraledianagni.it, oppure scrivendo un messaggio privato alla pagina Facebook del Museo.A causa della necessità di contingentare il numero degli ingressi nei vari turni disponibili, si richiede la collaborazione dei signori visitatori nel segnalare per tempo eventuali cambiamenti nelle prenotazioni effettuate, di rispettare l’orario scelto e di attenersi alle indicazioni date dal personale.Il MuCA ringrazia l’A.I.A.M. per la gentile collaborazione all’evento.
Anagni: uno spettacolo per conoscere Pietro e Magno e riflettere su santità e memoria

Chi erano Pietro e Magno, i due patroni della città di Anagni, prima di essere proclamati santi? Cosa sappiamo davvero delle loro vite, al di là delle reliquie, delle leggende e delle tradizioni che ne hanno tramandato il culto nei secoli?Il Capitolo della Cattedrale di Anagni presenta un evento gratuito, aperto alla cittadinanza e ai visitatori, per offrire un’occasione di riflessione sul significato della santità e sulla trasmissione della memoria.Mercoledì 20 agosto 2025, alle ore 21, nel suggestivo chiostro della Cattedrale di Anagni, sarà proposto lo spettacolo “Storia di San Pietro e San Magno. Tra memoria e oblio”, un racconto teatrale per voce e musica che accompagna lo spettatore lungo le vicende umane e spirituali di Pietro da Salerno e Magno di Trani.La narrazione è affidata ad Alice Salvoldi, storyteller, attrice e autrice, che condurrà il pubblico attraverso letture e riflessioni capaci di rendere vivi due cammini diversi verso la santità.Ad accompagnarla, le musiche dal vivo di David Tagliaboschi, che contribuiranno a costruire un’atmosfera intensa, dove il racconto si intreccia con il suono per evocare emozioni e domande ancora attuali.Lo spettacolo nasce da un testo originale dell’autrice, che riportiamo integralmente:“Nell’anno 250 d.C. l’imperatore Decio scatena una violenta persecuzione contro i Cristiani. Fra gli uccisi, la giovane Secondina e il vescovo che l’ha battezzata, Magno di Trani. I sopravvissuti conservano i suoi resti, che diventano preziose reliquie. Ma poi il tempo passa, e se ne perde traccia, si dimentica. Secoli dopo, Pietro da Salerno le ritrova e rilancia il culto di San Magno.Quello di San Magno non è certo l’unico caso: nel corso dei secoli le reliquie dei santi sono state spesso dimenticate, poi ritrovate, traslate, nuovamente perse, magari vendute, ritrovate in un’alternanza tra memoria e oblio.Perché si dimentica, perché si ricorda? Che cosa hanno da dirci oggi le storie di Pietro e Magno? Ha senso ricordarle? In questa serata, la narrazione delle vicende legate ai due santi aiuta lo spettatore a immaginare ciò che può essere stato, alternando lettura e musica dal vivo.Poiché però non serve fare memoria se non la si rapporta al presente, il testo vuole farci immaginare Pietro e Magno quando davanti al loro nome non c’era ancora “San” e a pensarli come persone, che si sono lasciate guidare da Dio. Nella vita dei due santi possiamo forse riflettere sulla nostra, su ciò che è materiale e ciò che è spirituale, e guardare con occhi nuovi ciò che rimane di loro nel patrimonio della città”.Lo spettacolo invita il pubblico a ripensare i santi non come figure idealizzate e remote, ma come uomini concreti, che hanno attraversato le fragilità del loro tempo.Attraverso il dialogo tra storia, fede e attualità, il racconto offre una riflessione sul senso del ricordo, sull’identità spirituale e sul patrimonio immateriale che ancora oggi ci interpella.Un’occasione speciale per vivere un momento di cultura e spiritualità, immersi nel silenzio suggestivo di un chiostro romanico. Informazioni utili📍 Luogo: Chiostro della Cattedrale di Anagni📅 Data e ora: 20 agosto 2025 – ore 21:00🎟 Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria – posti limitati📞 Per info e prenotazioni: 0775 728374
Anagni si illumina con “La notte bianca delle chiese”

Venerdì 16 maggio 2025, dalle ore 20 alle ore 23, Anagni si illuminerà di cultura, spiritualità e tradizione con “La notte bianca delle chiese di Anagni”, un evento straordinario che regalerà a cittadini e turisti un’esperienza unica nel suo genere. L’iniziativa, promossa dal Museo della Cattedrale di Anagni in collaborazione con l’Associazione Interparrocchiale Anagni Medievale (AIAM), prevede l’apertura straordinaria di dieci chiese del centro storico, alcune delle quali solitamente non accessibili al pubblico. Un’occasione preziosa per scoprire o riscoprire veri e propri scrigni d’arte sacra, spesso celati alla vista quotidiana, ma custodi di memorie profonde, bellezza artistica e spiritualità. A rendere ancora più coinvolgente il percorso saranno i figuranti in costume medievale dell’AIAM, che accoglieranno i visitatori all’interno delle varie chiese, animando l’atmosfera con la loro presenza. Ma “La notte bianca delle chiese” non sarà solo un evento culturale: sarà anche un’esperienza da vivere con tutti i sensi. Lungo il percorso, i ristoratori dell’associazione “Anagni, Borgo Ospitale” offriranno una selezione di piatti tipici della tradizione locale, pensati per essere gustati tra una visita e l’altra. Un invito a rallentare, assaporare e condividere in armonia una serata piacevole tra arte e gusto. Questo evento è un’occasione per restituire luce e attenzione a luoghi spesso dimenticati, e per rinsaldare il legame tra la comunità e le proprie radici. Gli organizzatori desiderano ringraziare calorosamente tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa: i figuranti dell’AIAM per la loro instancabile dedizione; i ristoratori aderenti per la disponibilità e la creatività culinaria; i padri Caracciolini e le Clarisse per l’accoglienza generosa e il supporto spirituale e la pasticceria Colone per la partecipazione entusiasta. “La notte bianca delle chiese di Anagni” è un invito aperto a tutti: a lasciarsi sorprendere, a ritrovare bellezza nella propria città, a riscoprire il valore della lentezza e dell’incontro. Una serata per camminare, osservare, ascoltare e gustare — immersi nella storia, nella fede e nella vita pulsante del centro storico. Per informazioni potete consultare il sito internet della Cattedrale e tutte le pagine social degli organizzatori.
Anagni: la Biblioteca Mariana scrigno di fede e cultura

Disinfestazione delle librerie lignee, sanificazione del materiale librario, trattamento di criodisinfestazione, depolveratura e disinfezione topica; installazione di un avanzato impianto di ventilazione meccanica e purificazione dell’aria: sono questi gli interventi realizzati negli ultimi mesi nella Biblioteca Mariana di Anagni, uno dei gioielli del patrimonio storico-artistico-culturale della diocesi, collocata nei locali inferiori dell’ex seminario minore e resi possibili grazie ai fondi dell’8×1000 alla Chiesa cattolica e al contributo del Segretariato regionale per il Lazio del Ministero della Cultura, eseguiti da ditte altamente specializzate e seguiti passo passo da Federica Romiti, responsabile dell’Ufficio diocesano per i beni culturali e l’edilizia di culto, su impulso del vescovo Ambrogio Spreafico, sempre attento al connubio fede-cultura, con la vigilanza della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Lazio. La biblioteca conserva oltre 25.000 volumi, tra cui alcune cinquecentine e seicentine. La maggior parte dei libri è arrivata grazie alla donazione di Onorato Capo, anagnino, filantropo dell’Ottocento, che a seguito della dispersione dei patrimoni librari monastici, dopo l’Unità d’Italia, comprò moltissimi volumi sui mercati antiquari e li donò al Seminario vescovile della città. Ma un’ampia dotazione arrivò anche da Leone XIII; il papa della “Rerum Novarum” ma anche dalla fortissima impronta mariana, tanto che scrisse le encicliche “Magnae dei matris” sul culto alla Vergine, e “Augistissimae Virginis” sulla preghiera del Rosario. E quindi potrebbe aver intitolato a Maria anche la biblioteca – mancano però conferme a questa ipotesi – cui peraltro si accede proprio da via Leone XIII e con la sala grande di conservazione contrassegnata dalla presenza di un suo busto. La biblioteca, come il Seminario, subì dei bombardamenti nel 1944 e venne danneggiata anche dallo scoppio di alcune mine; buona parte dei libri venne comunque ricoverata per tempo in Vaticano e tornò ad Anagni alla fine della guerra. Il canonico Vincenzo Fenicchia ne iniziò la compilazione del catalogo a schede, terminandolo nel 1976 e poi proseguito da don Angelo Pilozzi. Diretta da monsignor Claudio Pietrobono, aderisce al Polo PBE (https://beweb.chiesacattolica.it/benilibrari/). Con il vicino archivio, con quello di Alatri e con il museo diocesano inaugurato di recente in quest’ultima città, la Biblioteca Mariana va insomma a costituire un tassello pregiato di questo immenso patrimonio culturale diocesano. È inoltre inserita nei circuiti di valorizzazione promossi dal progetto DUC IN LATIUM (https://www.ducinlatium.it/). Per info su giorni e orari di apertura si può consultare la pagina dedicata alla biblioteca su BEWEB (https://www.beweb.chiesacattolica.it/istituticulturali/istituto/3418/Anagni+%7C+Biblioteca+Mariana).
Il Museo della Cattedrale di Anagni festeggia i suoi primi 10 anni

Il Museo della Cattedrale di Anagni, inaugurato nel 1975, ha subito un significativo rinnovamento nel febbraio del 2015, per volontà dell’allora vescovo Mons. Lorenzo Loppa, del prevosto del Capitolo don Marcello Coretti e del direttore don Massimiliano Floridi. Il nuovo allestimento del percorso museale era volto a valorizzare l’intero patrimonio storico e artistico della Cattedrale e per la prima volta furono aperti al pubblico ambienti di grande rilevanza e bellezza solitamente inaccessibili; il Tesoro della Cattedrale e l’Oratorio di San Thomas Becket, visitabili solo su richiesta o in occasioni particolari durante l’anno, venivano inseriti stabilmente nel percorso museale insieme alla Cripta di San Magno, che custodisce uno dei cicli pittorici più importanti dell’Occidente medievale.Questo cambiamento, insieme a tutta una serie di scelte mirate e di innovazionitecnologiche e gestionali, ha permesso al Museo di crescere costantemente, anche nelnumero di visitatori: un primo traguardo significativo è stato raggiunto nell’ottobre del 2023,quando il museo ha accolto il suo 30.000° visitatore dall’inizio dell’anno. Un risultato senzaprecedenti nella sua storia, tuttavia prontamente superato nel novembre dell’annosuccessivo, quando il 40.000° visitatore ha varcato la soglia d’ingresso del MuCA.Questo incremento testimonia l’interesse crescente per il patrimonio culturale di Anagni el’efficacia delle iniziative promosse dal Museo per attrarre un pubblico sempre più ampio:molti sono stati i programmi televisivi che hanno deciso, in questi anni, di affascinare ilproprio pubblico con le meraviglie conservate al suo interno.Oltre all’incremento dei visitatori, il museo ha ampliato la propria offerta culturaleattraverso la pubblicazione di una guida storico-artistica, concepita per approfondire laconoscenza delle opere e degli spazi espositivi e la promozione di altri volumi a caratterescientifico e divulgativo. Queste iniziative, insieme all’organizzazione di eventi, convegni emostre temporanee, ha contribuito a consolidare il ruolo del museo come uno dei centriculturali di riferimento nell’area a sud di Roma. Anche monsignor Ambrogio Spreafico, fin da quando è stato nominato vescovo pure di Anagni-Alatri, ha sempre mostrato grande attenzione verso il museo.Un ruolo fondamentale in questo sviluppo è stato svolto dal Capitolo della Cattedrale di Anagni, che ha guidato con grande competenza e dedizione il processo di rinnovamento. Grazie alla sua gestione attenta e lungimirante, il museo ha potuto migliorare la propria offerta, rendendosi sempre più accessibile e attrattivo per studiosi, turisti e appassionatid’arte. Grande attenzione è stata posta, fin da subito, all’accessibilità di tutti gli ambienti. Unascensore, un montascale mobile per coloro che hanno difficoltà di deambulazione,un’app con tracce anche in LIS e tracce dedicate ai più piccoli, l’organizzazione di visiteguidate per ciechi e ipovedenti, hanno permesso di abbattere, almeno in larga parte, letante barriere architettoniche e sensoriali. La strada da percorrere è ancora molta e lenuove tecnologie potranno aiutare sempre di più il Capitolo in questo cammino costante diinclusione. L’attenzione alla cura del patrimonio storico-artistico è diventata sempre più frequente esistematica negli ultimi anni, anche grazie al contributo di benefattori: l’intero pavimentodella Cattedrale, la loggia delle Benedizioni, la Cripta, l’Oratorio di San Thomas Becket, lafacciata, gli affreschi del Criptoportico, i tessuti medievali, le icone, i reliquiari, i volumiantichi, sono stati oggetto di restauro, cosicché l’intero patrimonio che il Capitolocustodisce si presenta oggi al visitatore in ottimo stato e si prevede, negli anni a venire, unampliamento dell’offerta e un costante lavoro di monitoraggio e manutenzione. Per questoil Capitolo intende ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile il raggiungimento di untale obiettivo: BancAnagni e il suo presidente, il dottor Stefano Marzioli, sempre vicini alleesigenze del monumento; la Soprintendenza e i suoi attenti funzionari, che hanno sempreun occhio di riguardo per la tutela di un patrimonio così eccezionale; la Regione Lazio, conuna serie di finanziamenti utili anche al restauro di beni mobili e la Sices di Rodolfo Lanzi,che ha realizzato e contribuito al restauro della facciata della Cattedrale. Altri importanti aiuti sono arrivati da diversi atenei della regione che per motivi di studio e di ricercastanno ancora oggi provvedendo al restauro di tele e sculture lignee. Alcuni importantirestauri sono stati eseguiti anche a seguito di richieste di prestito per importanti mostre difama nazionale e internazionale come “Dante. La visione dell’arte”, tenutasi nel 2021 neiMusei di san Domenico a Forlì; “Recycling Beauty” nel 2022 alla Fondazione Prada diMilano; “Roma Medievale. Il volto perduto della città”, sempre nel 2022 presso palazzoBraschi a Roma.In questi dieci anni di importanti cambiamenti il MuCA si è trasformato e, da piccola realtà di provincia, è diventato in un esempio per molti musei del Basso Lazio e una certezza per l’accoglienza turistica della regione.
“A Sua immagine” ad Anagni. Guarda la puntata

“A Sua immagine”, la trasmissione di Rai Uno condotta da Lorena Bianchetti, ha dedicato la puntata di domenica 2 marzo ad Anagni, con un viaggio nel primo Giubileo della storia, voluto dall’anagnino Bonifacio VIII. A questo link potete guardare la trasmissione https://www.raiplay.it/video/2025/02/A-Sua-Immagine-Viaggio-nel-Giubileo—Puntata-del-02032025-a7b031e5-265b-4316-be15-498168b6954b.html
Bonifacio VIII e il primo Giubileo: il Museo della Cattedrale di Anagni organizza una serie di eventi

Il 22 febbraio del 1300 papa Bonifacio VIII emanava la Bolla Antiquorum habet, con laquale istituiva il primo Giubileo. Per tutti coloro che durante quell’anno si fossero recati aRoma in visita alle tombe dei principi degli apostoli Pietro e Paolo ed essendosi ancheconfessati e pentiti, era concessa l’indulgenza plenaria, ossia il perdono di tutti i peccaticommessi. Il primo Giubileo aveva caratteristiche proprie rispetto alle numeroseindulgenze parziali e plenarie istituite da alcuni suoi predecessori e ancora oggi èconsiderato un evento memorabile che sposta masse di pellegrini provenienti da tutto ilmondo alla volta di Roma, capitale della cristianità.La famiglia Caetani era originaria di Anagni e proprio nella sua città natale Bonifacio VIIIvolle creare la sua roccaforte. Centri nevralgici di questo quartiere erano la Cattedrale diSanta Maria e tutti gli edifici annessi ad essa, a cominciare dall’Episcopio e dallaCanonica, purtroppo oggi non più esistenti. È quindi naturale conseguenza decidere diinaugurare un anno ricco di eventi legati al Giubileo della Speranza proprio nellaCattedrale di Anagni, perfetta emanazione del potere del papa e della Chiesa in queidifficili anni.L’appuntamento è quindi presso la Cattedrale di Santa Maria Annunziata il 22 febbraio alleore 17. Saranno presenti i moderatori, professori Davide Angelucci e Lorenzo Proscio,e i relatori Emiliano Bultrini, storico medievista, Giulia Cesetti e Fabio Mari, storici dell’ArteMedievale.Tutti e tre si sono occupati a più riprese delle vicende legate al pontificato di Bonifacio VIIIe alle sue committenze artistiche. Sarà un importante momento di condivisione dei lorostudi, delle loro ricerche, delle novità emerse e un’occasione di approfondimento per tuttigli appassionati e per tutti coloro che vogliono conoscere ancora meglio le vicende legatealla nascita del primo Giubileo.Alla fine della conferenza sarà possibile visitare, insieme ai relatori, le cappelle Caetani eLauri, legate alla committenza della famiglia del papa. Sarà altresì presentato ilprogramma degli eventi organizzati per il 2025.Per informazioni ulteriori potete contattare direttamente il Museo della Cattedrale diAnagni.
Cattedrale di Anagni: conferenza sul Natale nel Medioevo, dal “Sol Invictus” a Santa Claus

Il Natale è certamente uno dei momenti più importanti e iconici dell’anno. Sebbene da molto tempo non sia più una festa prettamente religiosa, il suo valore non è diminuito, ma, anzi, è forse aumentato, trasformandosi, sicuramente per i più piccoli, nel periodo più spensierato dell’anno tra regali, dolci e riunioni di famiglia. Tuttavia, il Natale che noi conosciamo oggi non è sempre stato così. A differenza delle altre feste religiose maggiori, il Natale ha subito una lunghissima “gestazione” arricchendosi di valori e significati diversi nel corso dei secoli. Dai timori legati alla “morte” del sole durante il Solstizio d’Inverno, ai culti salvifici ed escatologici del tardo impero, dal primo presepe di San Francesco sino alla Festa dei Folli del Basso Medioevo, il dott. Emiliano Bultrini, ricercatore medievista e curatore della conferenza, illustrerà come è arrivata a definirsi l’attuale festa del Natale. La conferenza che si terrà domenica 29 dicembre alle ore 18:00 con ingresso libero presso la Cattedrale di Santa Maria ad Anagni è stata voluta dal Capitolo della Basilica Cattedrale di Anagni che, in coincidenza con l’apertura della Porta Santa, prevista per la mattina dello stesso giorno alle 11:30, ha voluto arricchire la giornata anche di un momento culturale in cui si farà luce su una delle feste indubbiamente più sentite dell’anno, ma le cui origini spesso si perdono nella notte dei tempi, si ammantano di leggenda e si mescolano con le più svariate tradizioni.
Nonni-giovani e la memoria del patrimonio culturale diocesano con il Progetto Mab

Anche il 2024 ha visto l’Ufficio diocesano per i Beni culturali e l’Edilizia di culto portare a termine un progetto integrato Mab (Musei archivi biblioteche), soffermandosi sullo specifico del titolo “Memoria, responsabilità, creatività. L’8×1000 per proteggere e valorizzare il patrimonio culturale diocesano”.Un percorso le cui tappe sono state scandite anche da vari incontri, con realtà diverse del territorio – dai giovani studenti di una classe del Liceo classico di Anagni agli utenti del Centro anziani di Anagni – e che l’Ufficio diocesano ha reso ancora più esplicativi e fruibili, anche da chi non ha partecipato direttamente, con una serie di video, ora disponibili sul canale Youtube della diocesi di Anagni-Alatri.Impossibile riportare, per motivi di spazio, la cronaca degli incontri susseguitisi da settembre ad oggi ma, senza nulla togliere agli altri, ci piace ricordare qui quello del 24 settembre, quando gli studenti hanno incontrato 16 anziani; incontro introdotto da Federica Romiti, direttrice dell’Ufficio diocesano, da Alice Popoli, responsabile dei progetti per la Pastorale degli anziani nella diocesi di Frosinone- Veroli-Ferentino e da Giuseppe Viti, presidente del Centro anziani di Anagni. Mediante un abbinamento casuale per estrazione, sono state create le coppie “studente- nonno” e ciascun ragazzo ha raccolto in un’apposita scheda le informazioni e i ricordi collegati a libri/fotografie/ cartoline selezionati dagli anziani per l’attività di restauro. Al termine delle interviste, sia i ragazzi che gli anziani hanno sintetizzato l’esperienza in una frase o parola chiave.E poi, il 13 novembre, Federica Romiti ha restituito ai ragazzi e agli anziani una sintesi del progetto MAB, articolato sulle parole chiave “memoria”, “responsabilità”, “creatività”, mostrando anche i reels realizzati; mettendo in evidenza la risonanza delle parole chiave lasciate dai partecipanti al primo incontro e le connessioni del progetto con l’impiego delle risorse 8×1000 per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. Alessandro De Cupis ha spiegato il metodo e la curaimpiegati dai ragazzi nel restauro dei documenti loro affidati. A seguire, ciascun ragazzo ha illustrato le schede, l’apparato fotografico e gli interventi effettuati, restituendo personalmente il documentoal “nonno” proprietario. Il progetto ha così raggiunto l’obiettivo, che poteva sembrare ambizioso ma che è stato realizzato proprio grazie alla predisposizione dei partecipanti, di attivare una significativaesperienza intergenerazionale. (nella foto, uno degli incontri-laboratorio con i giovani del Classico di Anagni e gli utenti del Centro anziani di Anagni)
