Santuario della Santissima verso la chiusura con le Messe di tre Vescovi

Domenica 19 ottobre l’arcivescovo Santo Marcianò salirà per la prima volta al santuario della Santissima Trinità di Vallepietra dove, una volta accolto dal rettore monsignor Alberto Ponzi, celebrerà Messa alle 11, davanti alle numerose compagnie di fedeli che continuano a salire al santuario. Domenica 12 ottobre, sempre alle 11, la Messa verrà invece celebrata dal vescovo emerito Ambrogio Spreafico. Domenica 26 ottobre l’altro emerito, monsignor Lorenzo Loppa, celebrerà Messa, sempre alle 11. Sabato 1 novembre le Messe verranno celebrate ogni ora, dalle 9 alle 12. Domenica 2 novembre, prima della lunga pausa invernale, chiusura del santuario, con la Messa alle 10.30. La riapertura è prevista, come da calendario di ogni anno, per il 1° maggio del prossimo anno.

Termina il Giubileo dei Caracciolini per i 300 anni di presenza ad Anagni

Tre secoli di presenza ad Anagni: una bella e lunga storia di Fede e vicinanza spirituale – e non solo – alla comunità in tutte le sue componenti. I padri Caracciolini hanno celebrato questo Giubileo dei 300 anni e nel fine settimana si preparano a chiudere queste celebrazioni, con alcuni appuntamenti che trovate nella locandina.

Riapre il santuario della Santissima Trinità, anche come chiesa giubilare

Giovedì 1° maggio riapre ai fedeli il santuario diocesano della Santissima Trinità di Vallepietra, dopo la lunga pausa invernale iniziata il 2 novembre 2024, necessaria -come ogni anno – perché accedere al sacro speco nei mesi più freddi è difficile e pericoloso a causa della strada spesso innevata e di frequente ghiacciata. Questa stagione di fede al santuario di Vallepietra, uno dei pochi in Italia e in tutta Europa dedicato alla Santissima Trinità, si caratterizza per un’importante novità: sarà infatti chiesa giubilare, nell’ambito del Giubileo 2025, così come fortemente voluto e reso noto nei mesi scorsi dal vescovo Ambrogio Spreafico. Lo stesso vescovo Spreafico, impossibilitato a partecipare alla celebrazione per la riapertura per altri impegni pastorali, ha comunque assicurato la sua presenza alla festa della Santissima Trinità, nel mese di giugno. Per quanto riguarda in particolare la giornata del primo maggio, il programma prevede la cerimonia di apertura del Giubileo al santuario alle 9.30, presieduta da monsignor Lorenzo Loppa, vescovo emerito di Anagni-Alatri: a seguire, alle 10.30, la solenne celebrazione eucaristica, concelebrata dal vescovo Loppa con il vicario diocesano generale, monsignor Alberto Ponzi, e da alcuni dei sacerdoti e religiosi che si alterneranno al santuario per tutti i mesi estivi per accogliere i pellegrini, celebrare le Messe e il sacramento della Riconciliazione. Alle 11.45 verrà poi celebrata un’altra Messa. Per tutto il mese di maggio sono poi previste Messe festive alle 9-10.30 e 12, con possibilità di confessarsi nelle stesse mattinate. Il santuario resterà aperto dalle 8 alle 16. A giugno, invece, il santuario resterà aperto ogni giorno fino alle 17 e verrà celebrata anche una Messa feriale, alle 10.30, mentre le Messe festive sono previste ogni ora, dalle 8 alle 12 e al pomeriggio alle 15.30. I confessori saranno a disposizione dei fedeli sia nei giorni feriali che alla domenica. Si raccomanda ai fedeli di seguire sempre le indicazioni per la sicurezza, con i percorsi ben tracciati e con l’area di sicurezza estesa anche alla zona delle attività commerciali oltre la grande chiesa all’aperto. Il rettore mons. Alberto Ponzi, durante la riunione con i capi Compagnie tenutasi il il 27 aprile scorso a Fiuggi, ha dato una serie di comunicazioni, dando dapprima la parola al vicepresidente dell’associazione di Ara Antica che ha presentato il progetto “Restare per Raccontare” condiviso con l’associazione don Salvatore Mercuri e l’Oasi Felice di Vallepietra: il progetto ha lo scopo di far riscoprire i segni del pellegrinaggio a piedi al Santuario. Quest’anno per motivi di sicurezza non sarà possibile dormire al Santuario né nei giorni normali e soprattutto nei giorni della festa della Santissima Trinità e di Sant’Anna. Dal 1° maggio sarà disponibile la navetta per i disabili e le persone in difficoltà e quest’anno il servizio verrà gestito dalla cooperativa del Comune di Vallepietra; si raccomanda di avere pazienza soprattutto nei giorni festivi, il sabato e la domenica in quanto ci può essere maggior afflusso di pellegrini su al santuario. Sono state comunicate le date dei raduni delle Compagnie del 2025: 11 maggio Forcella di Pescosolido; 6 luglio Vallecorsa; 24 agosto Trasacco; 6 settembre Paliano; 13 settembre Rocca Sinibalda.

Il Museo della Cattedrale di Anagni festeggia i suoi primi 10 anni

Il Museo della Cattedrale di Anagni, inaugurato nel 1975, ha subito un significativo rinnovamento nel febbraio del 2015, per volontà dell’allora vescovo Mons. Lorenzo Loppa, del prevosto del Capitolo don Marcello Coretti e del direttore don Massimiliano Floridi. Il nuovo allestimento del percorso museale era volto a valorizzare l’intero patrimonio storico e artistico della Cattedrale e per la prima volta furono aperti al pubblico ambienti di grande rilevanza e bellezza solitamente inaccessibili; il Tesoro della Cattedrale e l’Oratorio di San Thomas Becket, visitabili solo su richiesta o in occasioni particolari durante l’anno, venivano inseriti stabilmente nel percorso museale insieme alla Cripta di San Magno, che custodisce uno dei cicli pittorici più importanti dell’Occidente medievale.Questo cambiamento, insieme a tutta una serie di scelte mirate e di innovazionitecnologiche e gestionali, ha permesso al Museo di crescere costantemente, anche nelnumero di visitatori: un primo traguardo significativo è stato raggiunto nell’ottobre del 2023,quando il museo ha accolto il suo 30.000° visitatore dall’inizio dell’anno. Un risultato senzaprecedenti nella sua storia, tuttavia prontamente superato nel novembre dell’annosuccessivo, quando il 40.000° visitatore ha varcato la soglia d’ingresso del MuCA.Questo incremento testimonia l’interesse crescente per il patrimonio culturale di Anagni el’efficacia delle iniziative promosse dal Museo per attrarre un pubblico sempre più ampio:molti sono stati i programmi televisivi che hanno deciso, in questi anni, di affascinare ilproprio pubblico con le meraviglie conservate al suo interno.Oltre all’incremento dei visitatori, il museo ha ampliato la propria offerta culturaleattraverso la pubblicazione di una guida storico-artistica, concepita per approfondire laconoscenza delle opere e degli spazi espositivi e la promozione di altri volumi a caratterescientifico e divulgativo. Queste iniziative, insieme all’organizzazione di eventi, convegni emostre temporanee, ha contribuito a consolidare il ruolo del museo come uno dei centriculturali di riferimento nell’area a sud di Roma. Anche monsignor Ambrogio Spreafico, fin da quando è stato nominato vescovo pure di Anagni-Alatri, ha sempre mostrato grande attenzione verso il museo.Un ruolo fondamentale in questo sviluppo è stato svolto dal Capitolo della Cattedrale di Anagni, che ha guidato con grande competenza e dedizione il processo di rinnovamento. Grazie alla sua gestione attenta e lungimirante, il museo ha potuto migliorare la propria offerta, rendendosi sempre più accessibile e attrattivo per studiosi, turisti e appassionatid’arte. Grande attenzione è stata posta, fin da subito, all’accessibilità di tutti gli ambienti. Unascensore, un montascale mobile per coloro che hanno difficoltà di deambulazione,un’app con tracce anche in LIS e tracce dedicate ai più piccoli, l’organizzazione di visiteguidate per ciechi e ipovedenti, hanno permesso di abbattere, almeno in larga parte, letante barriere architettoniche e sensoriali. La strada da percorrere è ancora molta e lenuove tecnologie potranno aiutare sempre di più il Capitolo in questo cammino costante diinclusione. L’attenzione alla cura del patrimonio storico-artistico è diventata sempre più frequente esistematica negli ultimi anni, anche grazie al contributo di benefattori: l’intero pavimentodella Cattedrale, la loggia delle Benedizioni, la Cripta, l’Oratorio di San Thomas Becket, lafacciata, gli affreschi del Criptoportico, i tessuti medievali, le icone, i reliquiari, i volumiantichi, sono stati oggetto di restauro, cosicché l’intero patrimonio che il Capitolocustodisce si presenta oggi al visitatore in ottimo stato e si prevede, negli anni a venire, unampliamento dell’offerta e un costante lavoro di monitoraggio e manutenzione. Per questoil Capitolo intende ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile il raggiungimento di untale obiettivo: BancAnagni e il suo presidente, il dottor Stefano Marzioli, sempre vicini alleesigenze del monumento; la Soprintendenza e i suoi attenti funzionari, che hanno sempreun occhio di riguardo per la tutela di un patrimonio così eccezionale; la Regione Lazio, conuna serie di finanziamenti utili anche al restauro di beni mobili e la Sices di Rodolfo Lanzi,che ha realizzato e contribuito al restauro della facciata della Cattedrale. Altri importanti aiuti sono arrivati da diversi atenei della regione che per motivi di studio e di ricercastanno ancora oggi provvedendo al restauro di tele e sculture lignee. Alcuni importantirestauri sono stati eseguiti anche a seguito di richieste di prestito per importanti mostre difama nazionale e internazionale come “Dante. La visione dell’arte”, tenutasi nel 2021 neiMusei di san Domenico a Forlì; “Recycling Beauty” nel 2022 alla Fondazione Prada diMilano; “Roma Medievale. Il volto perduto della città”, sempre nel 2022 presso palazzoBraschi a Roma.In questi dieci anni di importanti cambiamenti il MuCA si è trasformato e, da piccola realtà di provincia, è diventato in un esempio per molti musei del Basso Lazio e una certezza per l’accoglienza turistica della regione.

Il San Sisto I del Cavalier d’Arpino rivive anche in un libro

Matematico, astronomo, cosmografo: studi e conoscenze che gli valsero il giusto appellativo di “vescovo scienziato”, Ignazio Danti, fu consacrato vescovo di Alatri nel 1583, e qui morì il 19 ottobre 1586, dopo essersi speso totalmente per la sua gente, con una particolare sollecitudine per i poveri ma senza dimenticare i suoi interessi culturali, compreso quello per la pittura, tanto che volle commissionare all’allora giovane Giuseppe Cesari, poi divenuto famoso in tutto il mondo con il nome di “Cavalier d’Arpino”, un ritratto di San Sisto I, conservato per l’appunto ad Alatri.Il dipinto è stato poi fatto restaurare dall’Associazione Gottifredo e restituito così in tutta la sua bellezza in una magnifica serata del luglio di 4 anni fa, all’Acropoli.Questa premessa è indispensabile per dire che ora, peraltro proprio nell’anniversario della morte di Danti, esce un volume dal titolo “Il San Sisto del Cavalier d’Arpino, l’affresco restaurato”, curatoda Mario Ritarossi, il docente del liceo artistico di Frosinone che tanta parte ha avuto in questa riscoperta. Il libro, prefato dal vescovo Ambrogio Spreafico e con una presentazione del presidente dell’associazione ed edizioni Gottifredo, Tarcisio Tarquini, si avvale di alcuni preziosi contributi critici dello stesso Ritarossi, di Maria Letizia Molinari e di Francesco Petrucci, ad introdurre gli appassionati – o anche i semplici curiosi che vogliano così avvicinarsi all’opera e a tutto il genio del Cavalier d’Arpino e di converso all’operato del vescovo Ignazio Danti – alle tecniche del restauro, alla precocità dell’arte di Giuseppe Cesari e alla sontuosità di un emblema encomiastico di antica e armoniosa bellezza.Scrive tra l’altro il vescovo Spreafico nella prefazione, riferendosi al dipinto: «Era un capolavoro che avevamo sotto gli occhi da secoli ma che non aveva mai ricevuto fino ai giorni nostri l’attenzione che meritava. Va reso merito a chi ha voluto richiamare questa attenzione con un’iniziativa che ha incontrato subito il favore del nostro predecessore, monsignor Lorenzo Loppa, e la collaborazione dell’Ufficio diocesano dei Beni culturali e l’Edilizia di culto e della sua responsabile Federica Romiti». Spreafico preannuncia inoltre questa importante novità: «Il San Sisto del Cavalier D’Arpino, sarà una delle bellezze che faranno parte del costituendo Museo diocesano di Alatri; in un certo senso, rappresenterà uno dei suoi beni più prestigiosi e ammirati».Igor Traboni

Professione di una novizia al Carmelo di Carpineto

Grande festa al Carmelo di Carpineto Romano, uno dei tre monasteri di clausura della nostra diocesi, dove sabato 2 settembre la novizia Stefania emetterà i primi voti semplici. La cerimonia si terrà nella chiesa di San Giovanni, sempre al Carmelo, alle 16 e sarà officiata dal vescovo emerito Lorenzo Loppa. Nata a Cagliari 56 anni fa, prima di 4 sorelle, e rimasta poi vedova con un figlio, la novizia ha ripreso il cammino cristiano nel tempo, dopo averlo un po’ “tralasciato”, inserendosi anche nel terz’Ordine Carmelitano di Sassari, città in cui nel frattempo si era trasferita. Arrivata al Carmelo di Carpineto per fare un’esperienza, è poi tornata a casa, ma il richiamo della vita di consacrazione è stato così forte che Stefania si è poi licenziata ed è tornata a Carpineto per l’aspirantato, quindi il postulandato e ora il noviziato. A questa cerimonia dei voti semplici saranno presenti la mamma, il figlio e le sorelle della novizia.

Il saluto di benvenuto di Loppa a Spreafico

Il saluto di benvenuto di Loppa a Spreafico Ingresso di S. E. Mons. Ambrogio Spreafico 15 gennaio 2023 SALUTO DI BENVENUTO Cara Eccellenza, Caro Don Ambrogio, Sii benvenuto in questa Chiesa straordinaria per storia, tradizione di fede e pietà popolare, cultura, arte e ospitalità in cui avrai la gioia di poter toccare con mano la forza e l’efficacia dello Spirito in tanti tesori di bene che la Grazia di Dio suscita nel Suo popolo attraverso il lavoro di tanti presbiteri e diaconi, religiosi e laici. Troverai una Chiesa in cammino e molte e belle responsabilità al lavoro. Ti accolgono come pastore che li guiderà sui sentieri della giustizia nel nome del Signore. Ringraziamo Dio che continua a condurre la Sua Chiesa sulla strada del Regno attraverso pastori secondo il Suo cuore. Nel giorno in cui è stata resa pubblica la tua nomina hai chiesto giustamente “pazienza, lavoro, comprensione, amore”… Sono questi i “materiali” di prima scelta, essenziali per edificare il mondo come Dio lo sogna e che la Bibbia chiama “Regno di Dio”. Siamo in una stagione in cui molti nuvoloni neri si addensano sul nostro cielo. Ma siamo cristiani! La nostra speranza è affidabile, perché è ancorata alla roccia della promessa di Dio e del Suo amore. Abbiamo celebrato da pochi giorni il Natale, che è la prima tappa della Pasqua, e che è un colpo di maglio alla morte! La Parola che sentiamo proclamare oggi ci invita ad attraversare una “soglia”, non contenti del “troppo poco” che siamo, che abbiamo e che facciamo (I lettura): passare dal Cristo “conosciuto” delle devozioni, delle pratiche, delle consuetudini al Cristo che ancora non conosciamo, che è il Signore della vita e della storia, il tesoro irrinunciabile della nostra esistenza. Siamo chiamati a passare dal mondo del compromesso, dell’indifferenza che uccide, del ripiegamento su noi stessi e della paura del diverso al mondo sognato da Dio, costruito con una umanità più filiale e fraterna nella disponibilità mite e serena della nostra esistenza. “L’agnello” e “la colomba” che saranno evocati dal Battista nella lettura evangelica – così miti nel porsi e così generosi nel darsi – indicano l’abisso dell’amore trinitario in cui siamo immersi dal giorno del Battesimo e che ci chiama al dono di noi stessi per la vita e la felicità degli altri. Trasformo, allora, queste parole in un augurio caldo e affettuoso: che non manchi mai a te la docilità e la disponibilità responsabile del gregge; e che non manchi mai al gregge la tua cordiale sollecitudine di pastore. Questa splendida Cattedrale, “fiore vivo di pietra che sfida secoli e uragani” (A. Trisinni), da più di nove secoli ha sempre riverberato la luce della testimonianza di una comunità cristiana forte e credibile. Con la tua guida possa continuare a raccontare la storia di un popolo che “Dio ha chiamato dalle tenebre alla Sua ammirabile luce” (1Pt 2,9).