Anagni: verso il matrimonio con lo sguardo sulla famiglia di Nazareth

Il 16 gennaio, dalle ore 21, ripartirà nella parrocchia di San Giovanni De Duce ad Anagni il percorso di preparazione al matrimonio per l’anno 2026. Accogliamo coppie che scelgono di fare il percorso e che si mostrano ben motivate e molto interessate ad approfondire le tematiche proposte. Il matrimonio non è punto di arrivo di un percorso ma il punto di partenza di una nuova dimensione: quella familiare. Purtroppo le famiglie oggi vengono fagocitate da un quotidiano che corre sempre più veloce senza fermarsi mai e genera notevoli difficoltà nel prendersi cura del loro rapporto coniugale, in particolare quando arrivano i figli. Noi facilitatori di questo percorso insieme al parroco abbiamo pensato che è molto importante esserci anche dopo, infatti per noi è prioritario seguitare a curare le relazioni, tenere i contatti, incontrarsi, confrontarsi, sanno che noi ci siamo e che possono contare su di noi. Chiaramente non tutte le coppie sono disponibili a proseguire ma una buona parte è presente con una certa regolarità. Il 12 dicembre scorso ci siamo visti in parrocchia con tante famiglie e tanti bambini, famiglie che si sono sposate circa dieci anni fa e famiglie di nuova costituzione, per parlare del Natale e sul come oggi le famiglie vivono questo periodo così importante. In tanti ci hanno detto che il Natale dell’attesa, della venuta di Gesù Bambino, è diventato il Natale del consumo dove sembra non ci sia più alcun freno. Dopo un saluto iniziale, il parroco padre Florent Kasai ha introdotto il tema della serata “Come vivere il Natale in Famiglia”, siamo partiti dal Sinodo delle famiglie rileggendo una frase di papa Francesco: “Nonostante le molte difficoltà che affliggono, oggi le nostre famiglie, le famiglie sono una grande opportunità che dobbiamo curare, proteggere e accompagnare. Sono una benedizione. Quale mondo vogliamo lasciare ai nostri figli, quale società vogliamo per loro? Credo che dobbiamo dire: vogliamo lasciare un mondo di famiglie. È la migliore eredità. Certamente non esiste la famiglia perfetta, non esistono sposi perfetti, genitori perfetti né figli perfetti, ma questo non impedisce che siano la risposta per il domani. Dio ci stimola all’amore e l’amore sempre si impegna con le persone che ama. Dobbiamo aver cura delle nostre famiglie, vere scuole del domani; aver cura delle nostre famiglie, veri spazi di libertà; aver cura delle nostre famiglie, veri centri di umanità”.  Il  Vangelo di Luca 2, 51-52 ci ha proposto l’immagine della famiglia di Nazareth,  ed è l’immagine della famiglia di Nazareth che vogliamo tenere sotto gli occhi in questo Natale. 1. La famiglia come luogo della sosta, del riposo, del dialogo dove vivere l’amore reciproco come stile di vita.  Che la nostra vita sia spesso di corsa e spesso anche affannata, che si faccia fatica a parlarsi, a dialogare …  ne facciamo tutti esperienza. Il ritorno in famiglia, lo stare in famiglia, soprattutto nel tempo del Natale, è il momento in cui tu ti senti al sicuro, riscopri la gioia dello stare insieme, del volersi bene, del dialogare. Il luogo dove fare esperienza dell’amore reciproco come stile di vita. 2. La famiglia come luogo dove vivere la prossimità di Dio. Là dove ci si sono due o tre persone che si amano il Signore è presente. Soprattutto il Signore con il Sacramento del Matrimonio ha deciso di abitare nella vita dell’uomo e della donna: l’uomo e la donna possono fare affidamento su Dio in tutti i momenti della loro vita. 3. La famiglia come luogo della consolazione. La famiglia è il luogo dove ognuno impara a accettare e a vivere la propria vita di ogni giorno. È il luogo dove le situazioni si sdrammatizzano, dove si impara l’arte del sorridere, del non darsi troppa importanza, dell’esprimere gratitudine per ogni attenzione che si riceve. È il luogo dell’incoraggiamento, dove si insegna che ci sono molte ragioni di gratitudine e di bontà. È il luogo dove si impara a guardare la vita dalla parte della speranza. 4. La famiglia come luogo dell’andare contro corrente. E’ il luogo dove impari che vale la pena di lottare e di fare qualche fatica e di sostenere qualche malumore e qualche capriccio per difendere gli spazi dell’intelligenza, la finezza dell’originalità, la priorità di alcuni valori. E’ il luogo dove impari a fare ordine nella vita, a stabilire quali sono le cose che contano, quelle irrinunciabili. 5. La famiglia luogo della bellezza. La grossolanità è uno stile che si diffonde e forse non sempre opponiamo abbastanza resistenza. Se appena si apre la televisione ti si riversano in casa come a cascata parole volgari, insulti offensivi, scene di cattiveria e di violenza; se percorri le strade della città spesso ti accompagnano segni di degrado e di male educazione. Assediati da questo stile, il rischio è quello di arrendersi. È importante non arrendersi. 6. La famiglia luogo della memoria fedele. La famiglia come luogo dove si fa continuamente memoria della propria storia vuole sottolineare l’importanza di prendersi cura delle persone anziane.  La presenza di anziani è una casa abitata dalla fede vissuta, fatta di feste e di battaglie, di fatiche e di lutti è come un riparo. 7. La famiglia luogo della correzione fraterna. Ogni famiglia vive la sua storia, custodisce i suoi segreti, custodisce le scelte delle persone e le accompagna. La famiglia è il luogo dove si possono trovare le parole giuste da dire perché ognuno sia sempre richiamato, corretto, incoraggiato nel suo cammino senza giudicarlo. Tante volte sarà necessario, prima dire qualche parola, guardare il volto di Gesù che non ha condannato nessuno. Su questi punti poi tutti insieme ci siamo confrontati e abbiamo condiviso la nostra esperienza quotidiana dove è apparsa molto chiara la difficoltà per le coppie di ritagliarsi un tempo di qualità, dove nel silenzio e nell’ascolto ci si possa guardare dentro insieme. Abbiamo terminato piccoli e grandi in un’agape fraterna e con un brindisi al Natale e al nuovo anno Padre Florent, Massimo, Concetta, Fausto e Assunta

Al Giubileo con la Lettera pastorale del Vescovo. E il 29 a Roma le famiglie della Foranìa di Anagni

Circa duecento fedeli, provenienti dalle parrocchie di Tecchiena-Madonna del Carmine, Tecchiena Castello e dall’unità pastorale delle parrocchie in comunione con Maria (Mole Bisleti, Laguccio, Pignano, Basciano e Sant’Emidio) hanno preso parte al pellegrinaggio giubilare interparrocchiale di sabato 8 novembre a Roma, per il Giubileo della speranza. Già nel marzo scorso le stesse comunità si erano ritrovate sui passi di questo pellegrinaggio giubilare, allora in numero anche più cospicuo (circa 350 persone), ma questa volta la giornata romana ha assunto un sapore ancora più particolare, per alcuni aspetti di novità rispetto alla volta precedente. In mattinata, infatti, c’è stata la possibilità di assistere in piazza San Pietro all’udienza con papa Leone XIV, in una giornata segnata anche dal Giubileo dei lavoratori e da quello dei cortei storici. E così i pellegrini delle zone rurali di Alatri, salutati anche pubblicamente prima dell’arrivo del pontefice, si sono ritrovati seduti accanto a centinaia di figuranti in costume provenienti da ogni zona d’Italia. In tanti, poi, telefonini alla mano per foto e video, hanno quindi seguito e ripreso il percorso del pontefice tra gli oltre 40mila fedeli assiepati sotto il bel sole del novembre romano, prima di ascoltarne le parole. Il tempo di un panino e, sempre guidati da don Luca Fanfarillo, i quattro autobus si sono poi diretti di filato verso Santa Maria Maggiore, per rendere omaggio alle spoglie di papa Francesco, in un momento intenso di preghiera e commozione personali. Ma la giornata è stata contrassegnata da un altro momento, non meno importante: sugli autobus è stata infatti distribuita a tutti i partecipanti una copia della prima Lettera pastorale di monsignor Santo Marcianò, arcivescovo di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino, dal titolo “Capii che l’amore è tutto!” e in molti hanno iniziato subito a leggerla, per completarne la lettura a casa. Una Lettera pastorale che proprio don Luca Fanfarillo ha poi deciso di iniziare a leggere e a commentare insieme ai fedeli dalla serata di giovedì 13 novembre, nella chiesa delle Mole. Sempre a proposito di pellegrinaggi, c’è da dire che la Foranìa di Anagni ha organizzato un pellegrinaggio per il Giubileo delle famiglie, per sabato 29 novembre. Ci saranno alcune comunità di Anagni (Sant’Andrea, Sant’Angelo, Santa Maria e San Paolo in San Giacomo) e saranno presenti anche le comunità di Gorga e Morolo con 2 pullman e le suore Cistercensi con le famiglie dei bambini della Scuola dell’Infanzia con altri 2 pullman. Igor Traboni (grazie a Giulia Rossi per le foto di piazza San Pietro)

Santa Maria De Mattias: la festa ad Acuto e quell’intenso rapporto con la Vergine

La comunità di Acuto celebra la festa di santa Maria De Mattias, la religiosa fondatrice delle suore Adoratrici del Sangue di Cristo, che proprio da questo paese – dove si spostò dalla natìa Vallecorsa – iniziò la sua opera oggi diffusa in tutto il mondo. Nella locandina trovate tutti i vari appuntamenti della festa, secondo un programma stilato dal parroco don Francesco Frusone, dalle suore, dal comitati e dal Comune di Acuto e che che culminerà il 20 agosto con il ricordo della morte di Maria De Mattias. Da segnalare, sempre il 20 agosto, un incontro che metterà a fuoco il rapporto tra la De Mattias e don Giovanni Merlini, il sacerdote dei Missionari del Preziosissimo Sangue (l’Ordine religioso fondato da san Gaspare Del Bufalo) che le fu particolarmente vicino e che papa Francesco ha beatificato – primo gesto del genere del Giubileo in corso – il 12 gennaio 2025. A Santa Maria De Mattias è dedicato anche un articolo, a firma di Claudio Marcellino, sul settimanale “Maria con te” ora in edicola e che approfondisce il rapporto stretto e particolare tra la fondatrice delle Adoratrici del Sangue di Cristo e la Vergine Maria (igor traboni)

Messa in suffragio di Papa Francesco

Lunedì 28 aprile, alle 18, nella concattedrale San Paolo di Alatri, il vescovo di Anagni-Alatri Ambrogio Spreafico presiederà la celebrazione eucaristica in suffragio di Papa Francesco. Sarà un momento di preghiera comunitario, insieme al Vescovo, per esprimere ancora una volta l’affetto filiale della Chiesa diocesana verso papa Francesco, dopo che nei giorni scorsi è stato già recitato un Rosario nella Cattedrale di Anagni. Altre Messe in suffragio sono state celebrate in varie chiese parrocchiali, così come altre comunità si sono ritrovate per recitare il Rosario o per veglie di preghiera

I giorni e gli orari per rendere omaggio alla salma di Papa Francesco

La Basilica di S. Pietro, così come reso noto ufficialmente dalla sala stampa del Vaticano, resterà aperta ai fedeli che volessero visitare la salma di Papa Francesco mercoledì 23 aprile, dalle ore 11 alle 24; giovedì 24 aprile dalle 7 alle 24; venerdì 25 aprile dalle 7 alle 19. Sono previste lunghe code già a partire dalla notte tra martedì e mercoledì. Per motivi di sicurezza, è stata creata un’area delimitata con accessi obbligati e controlli di borse e zaini. Schierati centinaia di uomini e donne tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del fuoco e Polizia municipale. L’Atac ha predisposto il servizio di potenziamento di tutti i mezzi pubblici diretti verso il Vaticano, compresa la metropolitana linea A in partenza dalla stazione Termini.

Le nostre comunità in preghiera per Papa Francesco

Ecco alcune delle iniziative di preghiera per Papa Francesco prese da varie comunità parrocchiali: MARTEDì 22 APRILE Parrocchia di Filettino: recita del Rosario alle 21, nella chiesa di San Giovanni Parrocchia Santa Maria del Carmine, Tecchiena: Rosario e veglia di preghiera MERCOLEDì 23 APRILE Parrocchia Maria Santissima Regina, Tecchiena Castello: recita del Rosario, alle 21 GIOVEDì 24 APRILE Parrocchia Mole Bisleti, unità pastorale Parrocchie in comunione con Maria: veglia di preghiera, alle 21. Parrocchia Santa Famiglia, Alatri: recita del Rosario, alle 21 (per comunicare altre iniziative, mandare un messaggio scritto – no vocali – ed eventuali locandine al numero whatsapp 347-3551060)

La morte del Papa: alle 21 il Rosario in Cattedrale, ad Anagni

Questa sera, lunedì 21 aprile, la diocesi di Anagni-Alatri si unirà in preghiera per la morte di Papa Francesco con la recita del Rosario, alle 21, nella Cattedrale di Anagni. Guiderà il Rosario monsignor Alberto Ponzi, vicario generale della diocesi.

Il testamento di Papa Francesco

Miserando atque Eligendo Nel Nome della Santissima Trinità. Amen. Sentendo che si avvicina il tramonto della mia vita terrena e con viva speranza nella Vita Eterna, desidero esprimere la mia volontà testamentaria solamente per quanto riguarda il luogo della mia sepoltura. La mia vita e il ministero sacerdotale ed episcopale ho sempre affidato alla Madre del Nostro Signore, Maria Santissima. Perciò, chiedo che le mie spoglie mortali riposino aspettando il giorno della risurrezione nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. Desidero che il mio ultimo viaggio terreno si concluda proprio in questo antichissimo santuario Mariano dove mi recavo per la preghiera all’inizio e al termine di ogni Viaggio Apostolico ad affidare fiduciosamente le mie intenzioni alla Madre Immacolata e ringraziarLa per la docile e materna cura. Chiedo che la mia tomba sia preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della suddetta Basilica Papale come indicato nell’accluso allegato. Il sepolcro deve essere nella terra; semplice, senza particolare decoro e con l’unica iscrizione: Franciscus. Le spese per la preparazione della mia sepoltura saranno coperte con la somma del benefattore che ho disposto, a trasferire alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e di cui ho provveduto dare opportune istruzioni a Mons. Rolandas Makrickas, Commissario Straordinario del Capitolo Liberiano. Il Signore dia la meritata ricompensa a coloro che mi hanno voluto bene continueranno a pregare per me. La sofferenza che si è fatta presente nell’ultima parte della mia vita l’offerta al Signore per la pace nel mondo e la fratellanza tra i popoli. Santa Marta, 29 giugno 2022 FRANCESCO Testamento del Santo Pade Francesco

Papa Francesco è tornato alla Casa del Padre

Alle ore 9:47 di questa mattina, Sua Eminenza, il Cardinale Kevin Joseph Farrell, Camerlengo di Santa Romana Chiesa, ha annunciato con dolore la morte di Papa Francesco, con queste parole: “Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino”. La diocesi di Anagni-Alatri tutta si raccoglie in preghiera e si unisce alla Chiesa universale.