Al Giubileo con la Lettera pastorale del Vescovo. E il 29 a Roma le famiglie della Foranìa di Anagni

Circa duecento fedeli, provenienti dalle parrocchie di Tecchiena-Madonna del Carmine, Tecchiena Castello e dall’unità pastorale delle parrocchie in comunione con Maria (Mole Bisleti, Laguccio, Pignano, Basciano e Sant’Emidio) hanno preso parte al pellegrinaggio giubilare interparrocchiale di sabato 8 novembre a Roma, per il Giubileo della speranza. Già nel marzo scorso le stesse comunità si erano ritrovate sui passi di questo pellegrinaggio giubilare, allora in numero anche più cospicuo (circa 350 persone), ma questa volta la giornata romana ha assunto un sapore ancora più particolare, per alcuni aspetti di novità rispetto alla volta precedente. In mattinata, infatti, c’è stata la possibilità di assistere in piazza San Pietro all’udienza con papa Leone XIV, in una giornata segnata anche dal Giubileo dei lavoratori e da quello dei cortei storici. E così i pellegrini delle zone rurali di Alatri, salutati anche pubblicamente prima dell’arrivo del pontefice, si sono ritrovati seduti accanto a centinaia di figuranti in costume provenienti da ogni zona d’Italia. In tanti, poi, telefonini alla mano per foto e video, hanno quindi seguito e ripreso il percorso del pontefice tra gli oltre 40mila fedeli assiepati sotto il bel sole del novembre romano, prima di ascoltarne le parole. Il tempo di un panino e, sempre guidati da don Luca Fanfarillo, i quattro autobus si sono poi diretti di filato verso Santa Maria Maggiore, per rendere omaggio alle spoglie di papa Francesco, in un momento intenso di preghiera e commozione personali. Ma la giornata è stata contrassegnata da un altro momento, non meno importante: sugli autobus è stata infatti distribuita a tutti i partecipanti una copia della prima Lettera pastorale di monsignor Santo Marcianò, arcivescovo di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino, dal titolo “Capii che l’amore è tutto!” e in molti hanno iniziato subito a leggerla, per completarne la lettura a casa. Una Lettera pastorale che proprio don Luca Fanfarillo ha poi deciso di iniziare a leggere e a commentare insieme ai fedeli dalla serata di giovedì 13 novembre, nella chiesa delle Mole. Sempre a proposito di pellegrinaggi, c’è da dire che la Foranìa di Anagni ha organizzato un pellegrinaggio per il Giubileo delle famiglie, per sabato 29 novembre. Ci saranno alcune comunità di Anagni (Sant’Andrea, Sant’Angelo, Santa Maria e San Paolo in San Giacomo) e saranno presenti anche le comunità di Gorga e Morolo con 2 pullman e le suore Cistercensi con le famiglie dei bambini della Scuola dell’Infanzia con altri 2 pullman. Igor Traboni (grazie a Giulia Rossi per le foto di piazza San Pietro)

Azione Cattolica diocesana “verso l’Alto” con Pier Giorgio e Carlo

Nel cuore del Giubileo della Speranza, la canonizzazione congiunta dei beati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis rappresenta un segno profetico, un invito forte e chiaro rivolto alla coscienza del nostro tempo. Due giovani, due laici, due storie diverse ma convergenti, che parlano al presente con la forza di una santità incarnata, concreta, profondamente radicata nell’amore per Dio e per l’umanità. «La canonizzazione di Pier Giorgio rappresenta un momento significativo per tutta l’AC e la sua figura è un esempio per generazioni di laici giovani e adulti impegnati nella Chiesa e nel mondo» Come ha ricordato Papa Leone XIV: «La sua vita, semplice e luminosa, ci ricorda che, come nessuno nasce campione, così nessuno nasce santo». Per l’Azione Cattolica Italiana – di cui fu membro e testimone eloquente – è un momento di grazia e di gratitudine profonda. L’Azione Cattolica Diocesana domenica 7 Settembre 2025 si è avviata verso Roma per condividere in Piazza S.Pietro, la gioia della canonizzazione dei beati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. Due pullman, uno per i giovani e uno per gli adulti, sono partiti di buon mattino, attraversando i paesi della diocesi (Alatri, Trevi Nel Lazio, Fiuggi, Piglio, Anagni con l’aggiunta di alcuni adulti e giovani di Palestrina) per radunare circa 90 partecipanti Arrivati in Via della Conciliazione 1, l’AC Nazionale ci ha consegnato i cappellini e le bandiere ci ha rifornito di bottigliette d’acqua, dopodche con gioia e entusiasmo ci siamo avviati verso la piazza, alle 7,30 eravamo tutti seduti in attesa della celebrazione. Tra le 80mila presenze anche i nostri giovani con il loro entusiasmo, cantando e sventolando le bandiere e esponendo lo striscione dell’AC Diocesana. Le frasi più significative dei due giovani laici venivano riportate sui tantissimi cartelloni e striscioni che riempivano la piazza. Pier Giorgio Frassati “Vivere, non vivacchiare”, Carlo Acutis “Tutti nasciamo come originali”. All’improvviso una bellissima sorpresa, sul sagrato è apparso Papa Leone XIV per un saluto e un ringraziamento rivolto ai tantissimi presenti, il suo saluto si è levato come un abbraccio universale. “Oggi è una festa bellissima per tutta l’Italia, per tutta la Chiesa, per tutto il mondo!”.  Poco dopo è iniziata la solenne celebrazione, concelebrata, tra gli altri, dal cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino; monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano; monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana; monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno. Tra i presenti, anche presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. Un boato di applausi ha inondato la Piazza al momento della proclamazione dei due Santi. Leone XIV nell’omelia, rivolto in particolare ai giovani, ha richiamato la loro testimonianza di vita vissuta, il loro “essere innamorati di Gesù” e la loro incessante volontà di “donare tutto per Lui”. Un amore coltivato attraverso “mezzi semplici, alla portata di tutti”, per vivere autenticamente la “santità della porta accanto”. “Cosa devo fare perché nulla vada perduto?” Il Papa evoca una domanda della Prima Lettura, tratta dal Libro della Sapienza e proclamata da Michele Acutis, fratello di Carlo. Cosa devo fare perché nulla vada perduto? La risposta è la richiesta di un dono più grande: la Sapienza di Dio, per conoscere e aderire ai suoi progetti Chiamati a “buttarci” Leone XIV si è soffermato poi sul Vangelo, dove viene delineato un altro progetto radicale, “a cui aderire fino in fondo”. Quello indicato da Gesù: E quanti altri santi e sante potremmo ricordare! A volte noi li raffiguriamo come grandi personaggi, dimenticando che per loro tutto è cominciato quando, ancora giovani, hanno risposto “sì” a Dio e si sono donati a Lui pienamente, senza tenere nulla per sé. “Frassati Impresa Trasporti” In questa cornice, Leone XIV ripercorre le vite di Frassati e Acutis. Del primo sottolinea l’impegno nella scuola, nei gruppi ecclesiali – Azione Cattolica, Conferenze di San Vincenzo, FUCI (Federazione universitaria cattolica italiana) e Terz’Ordine domenicano. La sua fede si esprime nella preghiera, nell’amicizia e nella carità. “Frassati Impresa Trasporti” è il soprannome affettuoso con cui gli amici lo chiamano, vedendolo portare aiuti ai poveri per le strade di Torino. La sua testimonianza è “una luce per la spiritualità laicale ”Per lui la fede non è stata una devozione privata: spinto dalla forza del Vangelo e dall’appartenenza alle associazioni ecclesiali, si è impegnato generosamente nella società, ha dato il suo contributo alla vita politica, si è speso con ardore al servizio dei poveri Preghiera, sport, studio e carità Di Carlo, il Papa ricorda l’incontro con Gesù attraverso la famiglia – menziona Michele, Francesca, la sorella, e i genitori, Andrea e Antonia, tutti presenti in basilica – e la scuola, ma “soprattutto nei Sacramenti celebrati nella comunità parrocchiale. È cresciuto, così, integrando naturalmente nelle sue giornate di bambino e di ragazzo preghiera, sport, studio e carità “Non sciupare la vita” I nuovi santi diventano così un “invito”, rivolto specialmente ai giovani, “a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro”. Diceva Pier Giorgio: Se avrai Dio per centro di ogni tua azione, allora arriverai fino alla fine E Carlo: Non io, ma Dio San PierGiorgio Frassati e San Carlo Acutis invitano a non sciupare la vita ma a orientarla verso l’alto. Un “bivio della vita” si apre davanti a ogni giovane: il rischio più grande è lasciarsi sfuggire il tempo. Ma c’è “un’avventura” che chiama, invitando a gettarsi “senza esitazioni”, a spogliarsi di sé, delle “cose”, delle “idee” che ci tengono prigionieri. Basta alzare lo sguardo verso il cielo, assaporare ogni respiro della propria esistenza e camminare “incontro al Signore, nella festa eterna del Cielo”. Un grazie speciale al nostro Vescovo uscente S.E. Ambrogio Spreafico che ha sostenuto insieme all’Azione Cattolica Diocesana questa iniziativa, permettendo ai ragazzi e alle famiglie di aderire con una quota minima. A cura dell’Azione Cattolica Diocesi Anagni-Alatri

La diocesi si unisce all’invito del Papa: giornata di preghiera e digiuno per la pace

La diocesi di Anagni-Alatri si unisce oggi all’invito di Papa Leone per “una giornata di digiuno e preghiera per supplicare il Signore che conceda pace e giustizia e asciughi le lacrime di coloro che soffrono a causa dei conflitti armati in corso in Terra Santa, in Ucraina e in molte altre regioni del mondo”. Maria Regina invocata come Regina della pace interceda perché il mondo trovi la via della pace e della fraternità ovunque.

Nonni e anziani: una Giornata di gratitudine tutta per loro

Beato chi non ha perduto la sua speranza è il titolo del messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si celebra domenica 27 luglio, pienamente inserita nel contesto di fede del Giubileo della Speranza 2025. Ed ecco dunque che il Pontefice invita a riconoscere gli anziani non solo come destinatari di attenzione pastorale, ma come testimoni di speranza. A questo link potete leggere il Messaggio del Papa: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/7/10/messaggio-nonni-anziani.html Nella nostra diocesi, come da locandina, la Giornata viene celebrata nelle chiese dell’unita pastorale delle “parrocchie in comunione con Maria”. La settimana prossima, inoltre, i volontari del Gruppo San Camillo e gli altri operatori pastorali di queste parrocchie delle campagne tra Tecchiena e Alatri, affidate alla cura pastorale di don Luca Fanfarillo, andranno nelle case degli anziani per visitarli.

Leone XIV è il nuovo Papa!

Il Conclave ha eletto 267.mo Vescovo di Roma il cardinale Robert Francis Prevost. Prende il nome di Leone XIV. Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam!, “Vi annuncio una grande gioia: abbiamo il Papa!”. Dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro il cardinale protodiacono Dominique Mamberti ha pronunciato l’attesa formula latina, comunicando a Roma e al mondo il nome del nuovo Successore di Pietro: “Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Robertum Franciscum, Sanctæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalem Prevost, qui sibi nomen imposuit Leone XIV.