Don Angelo Conti e i suoi anni da padre spirituale dei seminaristi: «Un servizio nella gioia»

Don Angelo Conti, nominato dall’arcivescovo Santo Marcianò vicario generale della diocesi di Frosinone, si appresta a lasciare l’incarico di servizio, ricoperto per quasi 10 anni, di padre spirituale del Pontificio Collegio Leoniano, il seminario regionale di Anagni. Con lui tracciamo un bilancio di questa esperienza, parlando ovviamente soprattutto di vocazioni. In sintesi, cosa vuol dire essere un padre spirituale? «Vuol dire interrogarsi, assieme ai giovani del seminario, circa la bontà e la verità del loro cammino vocazionale; aiutarli a discernere, nella concretezza della loro vita, i segni della chiamata del Signore alla vita presbiterale. Il padre spirituale è anche un amico di questi giovani? «Il padre spirituale deve essere padre spirituale. Le amicizie no, nell’accezione classica del termine: nel rapporto di direzione spirituale si preferisce non invadere questa sfera». Hai avuto un osservatorio privilegiato, in questi anni, dell’universo giovanile: sono cambiati, stanno cambiando questi giovani? «Certo, i giovani cambiano come cambia la società, con un ritmo abbastanza rapido, accelerato, perché la società impone questi ritmi. Però i punti fondamentali del cammino spirituale rimangono sempre quelli». La crisi della vocazioni è un “fenomeno” in atto: da cosa dipende? «E’ dovuta a tanti fattori, ma non stiamo qui ad elencarli tutti perché il discorso sarebbe troppo lungo. Diciamo però una cosa: certamente c’è nella società attuale la difficoltà del trovare spazi di silenzio interiore, ed anche esteriori, per porsi all’ascolto del Signore, della Sua volontà, perché la frenesia della vita attuale cospira contro questi momenti di silenzio, di calma». Quindi, la scelta che poi un giovane fa di entrare in seminario è ben ponderata? «Certo, è ponderata. E prevede un percorso di vari anni e soprattutto il contributo di altri formatori, non solo del padre spirituale ma anche di altri formatori che hanno a cuore la crescita e il cammino vocazionale dei seminaristi». Un luogo comune, retaggio del passato, vuole i seminari come posti oscuri, inaccessibili, ma sappiamo che oggi non è così… «Ma no! Il seminario è un luogo dove si vive e si vivono determinati valori e dove ci si impegna ad assumere stili di vita evangelici. E questo significa sempre vivere appieno la vita. C’è gioia nel cammino del seminario, non ci sono ombre o zone d’ombra». Quella gioia è stata anche la tua in questi anni al Leoniano? «Sì, la mia gioia è stata grande! Anzitutto perché ho vissuto nel Leoniano che è stato il mio seminario, Ma gioia anche per aver contribuito al cammino vocazionale di tanti giovani, per aver dato il mio apporto alla loro maturazione spirituale. E tanta gioia perché anche io, con i giovani, mi sono messo all’ascolto della Parola del Signore. E’ stato un cammino di verità, da entrambe le parti». L’arcivescovo Marcianò fin dal suo arrivo nelle due diocesi ha iniziato a curare in maniera particolare la pastorale giovanile e vocazionale, attraverso la “rivoluzione dell’amore”: è questa la chiave di volta per un nuovo impulso? «Sì, ed è la chiave di volta giusta, perché rivoluzione dell’amore significa mettere al centro della propria esperienza di vita innanzitutto l’amore di Dio. E quindi saper mettere in gioco anche il nostro amore di risposta. Amore che poi si manifesta per coloro che il Signore ci mette accanto». di Igor Traboni
“Avvocati per la solidarietà” e Caritas insieme per i diritti

Avvocati per la solidarietà: è questo il nome di un gruppo di 15 legali del Foro di Frosinone che hanno deciso di mettere le loro professionalità, ma anche tanta umanità e vicinanza umana e cristiana, a disposizione dei meno fortunati, di persone con varie problematiche – anche per l’appunto di natura legale – già presi in carico dalla Caritas interdiocesana. Non si tratta di una nuova associazione, ma di un movimento spontaneo di questi professionisti che, con un cuore grande così, daranno ascolto e consigli legali, muovendosi in tutti gli ambiti della professione e dunque delle necessità di persone spesso vittime di violenze o i cui diritti civili sono stati violati: penale, civile, amministrativo, diritto del lavoro, della famiglia, bullismo, cyber bullismo e altro. Il tutto, come detto, raccogliendo le segnalazioni della Caritas interdiocesana, il cui direttore, don Onofrio Cannato, e i vari operatori e volontari (altri cuori grandi così…) nella mattinata di giovedì 21 maggio hanno presentato gli avvocati al vescovo Santo Marcianò. «Devo dirvi subito un grande “grazie” e il fatto che per me è un onore conoscervi – ha detto il presule – perché non è affatto scontato che professionisti come voi, si dedichino a questa vera e propria forma di carità, avvicinandosi al mondo dei poveri, di quelli che hanno bisogno. Il vostro gesto mi commuove – ha aggiunto Marcianò, che ha poi voluto conoscere uno ad uno i legali presenti – e alimenta in me tanta speranza. E anche la speranza che, grazie a persone come voi, è davvero possibile realizzare quella “rivoluzione dell’amore” di cui ho parlato fin dal mio arrivo in queste diocesi». Un incontro tanto significativo quanto semplice, e poi, subito al “lavoro”, cioè “al servizio”, con alcuni legali che hanno già affrontato i primi due casi segnalati dalla Caritas. di Igor Traboni
Il Vescovo Marcianò ha incontrato il delegato Cei per la Pastorale cinese: presto una missione anche nelle due diocesi

Nella mattinata di martedì 19 maggio 2026, presso la Curia Vescovile di Frosinone, l’arcivescovo Santo Marcianò ha ricevuto don Paolo Kong, incaricato nazionale della CEI per la pastorale cinese, accompagnato dal delegato diocesano per l’Ufficio Migrantes. Si è trattato di un incontro molto cordiale per gettare le basi per una missione alla numerosa comunità cinese presente in vari centri delle diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri. Monsignor Marcianò ha esortato don Paolo Kong a iniziare questa missione quanto prima; presto ci saranno altri incontri per la definizione operativa della missione.
“Pietra, fede e culto”: Giornata di Studi sulla Cattedrale di Anagni

Si terrà ad Anagni venerdì 19 giugno 2026 dalle ore 10 una Giornata di Studi sulla Cattedrale di Santa Maria Annunziata, intitolata “Pietra, fede e culto” e dedicata alle “Narrazioni architettoniche” del luogo sacro più importante della diocesi di Anagni Alatri. L’iniziativa, voluta dall’arcivescovo Santo Marcianò, apre una rinnovata stagione di ricerca e di approfondimento non solo sul complesso monumentale, ma anche sul contesto storico e geografico di cui è simbolo e punto di riferimento da secoli, con uno sguardo sul passato più remoto e le sue preesistenze e uno sul futuro, per tenere insieme il lungo corso della storia, il genius loci e le istanze di una profonda, profetica ed esemplare risignificazione dei luoghi liturgici della Cattedrale. La Giornata è organizzata in collaborazione con il Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo di Roma ed è curata dalla Commissione diocesana per l’adeguamento liturgico della Cattedrale, presieduta da padre Giuseppe Midili, Ocarm., docente di Liturgia presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo e la Pontificia Università Gregoriana. Dopo i saluti istituzionali, introdurrà i lavori il Vescovo Marcianò. Nella sessione mattutina interverranno il prof. Pierluigi Magistri, docente di geografia presso l’Università di Roma Tor Vergata e studioso del rapporto tra geografia e cristianesimo nella organizzazione sociale dei territori, il prof. Andrea Averna, archeologo docente all’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” che da ultimo ha studiato i templi e le terrecotte architettoniche dell’antica acropoli anagnina, il dott. Cristiano Mengarelli, archeologo medievista esperto della fasi altomedievali della Cattedrale, la prof.ssa Donatella Fiorani, ordinario di restauro presso la Sapienza che ha condotto studi fondamentali sulle tecniche e sul linguaggio architettonico della fabbrica anagnina. Nella sessione pomeridiana porteranno il loro contributo la prof.ssa Elisabetta Scirocco della Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte e la prof.ssa Manuela Gianandrea, docente di storia dell’arte medievale presso la Sapienza, che da anni condividono ricerche sui temi dell’arredo liturgico medievale e degli adeguamenti liturgici coevi. Concluderà la Giornata un momento di dibattito e confronto. È stato richiesto al Consiglio Nazionale degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori (CNAPPC) il riconoscimento dei CFP per i professionisti che vorranno partecipare. Le relazioni si potranno seguire in presenza, direttamente immersi nello spazio bellissimo dell’aula liturgica della Cattedrale di Anagni, oppure da remoto sui canali social della Diocesi di Anagni Alatri, compilando in entrambi i casi il modulo di iscrizione a questo link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeafhZXNIQv_ddKnlqeJk8WE-00-CaUGe7THn2NUjKmMNuknQ/viewform?usp=header
Tutela dei minori: concluso il corso di aggiornamento per insegnanti di religione

Si è concluso sabato 9 maggio 2026, presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, il corso di aggiornamento per insegnanti di religione sulla tutela dei minori e delle persone vulnerabili, iniziato a febbraio con una serie di incontri online. Il percorso formativo, articolato in diversi appuntamenti a distanza, ha affrontato temi fondamentali legati alla prevenzione degli abusi, alla promozione di ambienti sicuri e alla responsabilità educativa delle istituzioni ecclesiali e formative. Gli incontri hanno visto la partecipazione di esperti in ambito giuridico, psicologico, pedagogico e pastorale, offrendo ai partecipanti strumenti concreti di approfondimento e confronto. La giornata conclusiva in presenza, ospitata dalla Lateranense, ha rappresentato un importante momento di sintesi dell’esperienza maturata nei mesi di formazione. Ad aprire l’incontro è stato il cardinale Baldo Reina, vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma, che ha rivolto il proprio saluto a tutti i presenti, sottolineando l’importanza dell’impegno condiviso nella promozione della cultura della tutela e della prevenzione. Nel corso della giornata sono intervenuti diversi relatori che hanno approfondito aspetti centrali del tema. Mons. Michele Di Tolve ha affrontato il tema dell’identità dell’insegnante di religione cattolica e della tutela dei minori, evidenziando il ruolo educativo e formativo degli insegnanti nel creare ambienti sicuri e attenti alla crescita integrale delle nuove generazioni. Don Gianluca Marchetti, sottosegretario della CEI, ha invece presentato progetti di prevenzione e buone prassi già avviate in ambito ecclesiale, richiamando l’importanza di percorsi condivisi e strutturati per contrastare ogni forma di abuso e vulnerabilità. Emanuela Vinai, coordinatrice del Servizio Nazionale Tutela dei Minori, ha posto l’attenzione sulla necessità di una formazione continua e competente, capace di coinvolgere operatori pastorali, educatori e comunità ecclesiali in un’azione concreta di prevenzione e accompagnamento. Chiara Griffini ha invece approfondito il tema della responsabilità dell’intera comunità cristiana verso i minori, ribadendo come la tutela non rappresenti soltanto un obbligo normativo, ma una responsabilità morale ed educativa che coinvolge tutta la Chiesa. A concludere l’incontro è stato il prof. Erasmo Di Giuseppe, responsabile della Commissione Pastorale e IRC del Lazio, che ha salutato i partecipanti ringraziando relatori e organizzatori per il contributo offerto durante il percorso formativo. Nel corso dell’incontro finale è stata ribadita la necessità di una formazione continua e condivisa per rafforzare la cultura della tutela e della prevenzione. Particolare attenzione è stata dedicata al valore dell’ascolto, alla protezione delle persone più fragili e alla costruzione di contesti educativi capaci di garantire sicurezza, rispetto e trasparenza. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Chiesa e del mondo accademico nel promuovere percorsi di sensibilizzazione e aggiornamento su un tema sempre più centrale nel dibattito sociale ed ecclesiale. La significativa partecipazione, registrata durante il corso, conferma l’attenzione crescente verso la formazione di figure preparate e consapevoli nella prevenzione e nella tutela dei minori. di Emanuela Sabellico
Un lavoro dignitoso al centro della veglia interdiocesana del Movimento Lavoratori di Ac

Lo scorso mercoledì 29 aprile le diocesi di Anagni Alatri e quella di Frosinone Veroli Ferentino, hanno pregato insieme nella veglia che il Movimento Lavoratori di Azione Cattolica organizza in occasione della festività di San Giuseppe Artigiano. Quest’anno il tema proposto è stato: “Un lavoro dignitoso per custodire il creato e coltivare la pace”. Con l’Azione Cattolica della diocesi di Anagni Alatri, è stata individuata la parrocchia di San Giuseppe situata in Anagni ove, in zona Osteria della Fontana, c’è una chiesa dedicata proprio al Santo Artigiano; qui il parroco, don Gianluigi Corriere, dopo aver parlato col comitato dei festeggiamenti del loro santo patrono, ci ha inserito nel programma e fatto fare la veglia. E così per la prima volta le due diocesi hanno potuto fare la veglia insieme alla presenza dei due presidenti diocesani, Giovanni Vasta, per Frosinone, e Concetta Coppotelli per Anagni-Alatri. Dai ringraziamenti al parroco ed alla comunità parrocchiale, per la cortese ospitalità e la possibilità di celebrare la veglia per il Santo patrono del lavoro, della Chiesa universale e anche della parrocchia, si è dato inizio alla funzione officiata da don Giovanni Ferrarelli, assistente all’Azione Cattolica della diocesi di Frosinone Veroli Ferentino, con l’esposizione del Santissimo Sacramento e la lettura dei brani delle sacre scritture, seguiti dalle preghiere e dai commenti dei papi. Il “Lavoro dignitoso” è stato anche il tema del più noto concerto del 1° maggio ma per l’Azione Cattolica la festa è la preghiera. Una preghiera che vuole anche essere azione, interessamento e informazione riguardo ai problemi, non ultimo quello degli incidenti e delle morti sul lavoro. Abbiamo ribadito che noi dell’AC “vogliamo essere parte attivama anche mantenere sempre viva la fiamma dell’amore di Cristo nei nostri cuori e conseguentemente nei nostri gesti”. Abbiamo pregato per il lavoro e la pace, con l’impegno di attuare il tema della veglia nella cui locandina non a caso c’era un altare–banco di lavoro, con alcuni attrezzi e la scritta “Work in progress”, ovvero “lavori in corso”, a significare la nostra necessaria premura ad attuare quanto indicato dai vari Pontefici che hanno donato alla Chiesa dei documenti sul lavoro a partire da Leone XIII fino d arrivare a Leone XIV. di Giuseppe Zambon Delegato regionale MLAC Lazio
Raduno dei Ministranti, il vescovo Santo: «Gesù ci chiede la bellezza del cuore»

La parrocchia di Mole Bisleti ha ospitato, nella giornata di domenica 26 aprile, il secondo raduno interdiocesano dei Ministranti, con il vescovo Santo Marcianò che ha presieduto la Messa, concelebrata dal parroco don Luca Fanfarillo, da don Pierluigi Nardi, parroco a Trevi e responsabile assieme a don Luca della Pastorale giovanile e vocazionale, a don Alessandro Fraci, parroco di Vallecorsa, a don Santino Battaglia, segretario del vescovo, presente anche il diacono Giovanni Straccamore e i seminaristi delle due diocesi e animata ottimamente dal coro parrocchiale. Il vescovo ha dapprima voluto conoscere la provenienza dei ministranti, arrivati da Fumone, Filettino, Trevi nel Lazio, alcune parrocchie di Ferentino, quelle dell’unità pastorale delle “parrocchie in comunione con Maria” e da Tecchiena Castello. Rifacendosi subito alla domenica del Buon Pastore, il vescovo Santo ha conversato soprattutto con i chierichetti, nel corso dell’omelia, ma ovviamente anche con i fedeli più grandi, sottolineando come «il termine “buono” si accompagna anche al “bello”. Ma la bellezza non intesa come qualcosa di estetico o dell’andare in palestra, anche se del proprio corpo è comunque giusto prendersi cura perché è un dono di Dio, ma di quella bellezza che è soprattutto “la bellezza del cuore”. Perché è così che Gesù ci conduce sulla strada della bellezza, della verità, di quel paradiso che possiamo vivere già su questa terra», ha aggiunto il presule, che ha trovato un… aiutante d’eccezione nel piccolo Elia, della parrocchia di Fumone, tanto simpatico quanto preparato nell’interloquire con il vescovo, che poi, con corrisposta simpatia, lo ha insignito dello zucchetto! Simpatia travolgente anche in tutti gli altri ministranti, così come nei bambini della parrocchia… aspiranti chierichetti. Certo, i partecipanti non sono stati tantissimi, e il vescovo non lo ha sottaciuto, ricordando come bisogna ancora lavorare, a livello di presbiterio e di laici, per creare una Chiesa sempre più comunità. Ma non di meno la giornata è stata bellissima, proseguita poi con il pranzo e con dei giochi al pomeriggio e di certo saranno proprio i piccoli grandi partecipanti a coinvolgere altri amichetti per la prossima edizione di una Giornata, organizzata dalle Pastorali giovanili e vocazionali delle due diocesi, coincisa peraltro con quella mondiale di preghiera per le vocazioni. E proprio una preghiera per tutte le vocazioni, composta dal vescovo Santo, è stata poi letta al termine della Messa di Igor Traboni
Costituita la Commissione per il dialogo ecumenico

Le Chiese cristiane presenti nel territorio frusinate hanno deciso, nella mattinata di martedì 21 aprile 2026, di costituire una Commissione stabile per incontrarsi, conoscersi reciprocamente, condividere iniziative, studiare insieme la scrittura. L’incontro si è svolto nel Palazzo vescovile di Frosinone per iniziativa dell’arcivescovo Santo Marcianò, che ha voluto così dare un primo segnale di condivisione e concretezza al Patto tra le Chiese cristiane, firmato a Bari nello scorso gennaio. Oltre all’arcivescovo, erano presenti il pastore valdese Massimo Aquilanti, l’evangelico Stefano Cacciatore, il pope Florentin Militelu, della Chiesa ortodossa rumena, tutte confessioni firmatarie del Patto La via italiana del dialogo. Proprio il dialogo e la conoscenza reciproca, con la costruzione di una solida amicizia tra i pastori e i fedeli, costituiscono la strada privilegiata per una collaborazione che proseguirà nei prossimi mesi. Ogni chiesa infatti indicherà alcuni dei suoi membri per costituire la commissione ecumenica in vista della creazione di un vero e proprio tavolo delle chiesa cristiane del frusinate. Il prossimo incontro è stato fissato per l’8 giugno. (La preghiera ecumenica del gennaio scorso, a Tecchiena)
I Consultori di ispirazione cristiana del Lazio pronti per nuove sfide

L’assemblea ordinaria della Federazione Lazio dei Consultori, aderente alla Confederazione Italiana dei Consultori di ispirazione cristiana, ha costituito l’occasione propizia per tracciare il bilancio e per ripensare l’attività svolta nell’arco dei cinquant’anni trascorsi dall’approvazione della legge 405/75, istitutiva dei consultori.Nello stesso tempo, i rappresentanti presenti in assemblea, tenutasi l’11 aprile scorso a Roma, nei locali della parrocchia di San Luigi di Monfort, hanno colto l’opportunità di impostare le iniziative dirette a rilanciare il ruolo e la funzione di questa importante componente organizzativa della realtà ecclesiale, ormai stabilmente innervata nel tessuto sociale del Paese. I Consultori di Albano, Anagni-Fiuggi, Carpineto Romano, Fondi (che il 13 giugno festeggerà il 50° della sua istituzione), Frosinone, Latina, Palestrina, Roma Est, Rieti, Viterbo, sotto la guida della presidente regionale, Ida Mascoli Nestola, hanno affrontato sia le questioni logistiche e organizzative (in alcuni casi, le criticità sono emerse a seguito della significativa rimodulazione degli interventi attuata dalla Regione Lazio nel mese di dicembre dello scorso anno, che ha determinato effetti di particolare rilievo sulla composita e articolata realtà del Terzo Settore); sia le problematiche che scaturiscono dall’ampliamento della loro attività operativa.Ascoltata la relazione finanziaria del tesoriere Vincenzo Serra ed approvato il bilancio consuntivo della Federazione regionale, i responsabili del Consultori hanno illustrato le iniziative poste in essere ed i progetti che essi intendono realizzare nell’immediato futuro. Ne è emersa una discussione vivace ed appassionata, da cui è scaturita la volontà di proseguire – anche intervenendo in nuovi settori –un’attività fondamentale per restituire dignità e speranza a tante persone fragili ed a coppie in difficoltà.Dall’intenso dibattito è uscita, rafforzata, la necessità di rinsaldare i legami di rete tra le diverse realtà territoriali, nonché l’impegno a prestare reciproca assistenza, valorizzando le esperienze maturate e le professionalità acquisite sul campo, se e quando ciò dovesse essere utile per affrontare e risolvere questioni nuove che vengono proposte all’attenzione dei consultori.Su un punto tutti i partecipanti si sono trovati d’accordo: il bisogno di dare maggiore visibilità al ruolo dei consultori di ispirazione cristiana attraverso contatti più stretti – anche mediante la stipula di convenzioni – con le realtà amministrative locali e di promuovere incontri, anche nelle scuole, per far conoscere l’importanza della consulenza alle famiglie, dell’affido e dell’adozione che possono costituire altrettanti momenti ed occasioni per rinvigorire il vincolo affettivo che costituisce il perno attorno a cui ruota la vita dellefamiglie.Ultima, ma non per importanza, questione discussa è stata la scelta del tema del convegno annuale che si terrà in autunno e che saràdedicato agli interventi ed alle misure di sostegno alla genitorialità. di Mario Vinciguerra
Imparare aiutando: la 3^ B di Trivigliano all’Emporio Caritas

Non solo teoria, ma esperienza concreta di cittadinanza attiva e solidarietà. Nella giornata del 10 aprile 2026, gli alunni della classe 3B della Scuola Secondaria di I grado di Trivigliano hanno vissuto un significativo momento di volontariato presso l’Emporio solidale della Caritas, di Torre Cajetani, al confine con Fiuggi, nell’ambito del progetto “Educare alla carità”. L’iniziativa, ideata dal professore di religione Gabriele Ritarossi e condivisa con convinzione dalla professoressa di Lettere, Valentina Cardinale, rappresenta uno dei momenti centrali di un percorso educativo più ampio, volto a promuovere nei ragazzi il valore della gratuità, dell’impegno civico e dell’attenzione verso gli altri. Presenti anche i docenti di sostegno Maria Guardiani e Francesco Tomei, che hanno partecipato con interesse e dedizione, accompagnando gli studenti in questa esperienza. Dopo un primo incontro formativo svolto lo scorso 6 marzo, durante il quale i ragazzi avevano ascoltato le testimonianze di volontari dell’UNITALSI, ora gli studenti hanno potuto “toccare con mano” cosa significa aiutare concretamente il prossimo. Presso il Centro diocesano Caritas “L’altra spesa” gli alunni si sono occupati della sistemazione degli scaffali e dell’organizzazione dei prodotti alimentari, affiancando i volontari. L’Emporio solidale rappresenta una risposta concreta ai bisogni delle famiglie in difficoltà: attraverso un sistema a punti e una tessera dedicata, le persone possono accedere ai beni di prima necessità in modo dignitoso, scegliendo ciò di cui hanno bisogno. «È un modello che educa non solo all’aiuto, ma anche al rispetto e alla responsabilità», ha spiegato Michela, la volontaria che ha accolto gli studenti e li ha guidati. Durante l’attività, i ragazzi hanno avuto modo di confrontarsi con operatori, volontari e giovani del Servizio Civile, comprendendo più a fondo il valore del dono e del tempo dedicato agli altri. L’esperienza si è rivelata particolarmente coinvolgente: al termine delle due ore, molti studenti hanno espresso il desiderio di tornare anche durante il periodo estivo per continuare a dare una mano. «È fondamentale far uscire i ragazzi dalle aule e metterli a contatto diretto con queste realtà – sottolineano i docenti – perché è proprio così che si costruisce una vera educazione civica: attraverso l’esperienza concreta». All’ingresso dell’Emporio una frase accoglie volontari e visitatori: “Se ci diamo una mano i miracoli si fanno e il giorno di Natale sarà tutto l’anno”. Un messaggio semplice ma potente, che gli studenti della 3B hanno contribuito a rendere realtà, diventando testimoni di un piccolo, grande miracolo quotidiano. Un sentito ringraziamento va alla Dirigente Scolastica, professoressa Stefania Giammaria, che sostiene e promuove con sensibilità queste iniziative, rendendo la scuola sempre più aperta al territorio e attenta alla formazione umana degli studenti.
