Pellegrini a Santarem, sede di un Miracolo Eucaristico simile a quello di Alatri

Una quarantina di fedeli dell’unità pastorale “Parrocchie in comunione con Maria” (Laguccio, Mole, Pignano, Sant’Emidio, Basciano) hanno compiuto un pellegrinaggio in Portogallo. Guidati da don Luca Fanfarillo e con la presenza sempre attenta e preziosa di Bruno Calicchia, direttore dell’Ufficio diocesano pellegrinaggi, la comitiva ha dapprima fatto sosta a Lisbona, alla casa natale di Sant’Antonio. Quindi, il cuore del pellegrinaggio mariano, a Fatima, dove «abbiamo accolto ancora una volta il messaggio della Vergine Maria: l’invito alla conversione del cuore, alla penitenza e alla preghiera quotidiana del Rosario, affinché ogni uomo possa ritrovare la pace e lasciarsi guidare verso suo Figlio Gesù», ha commentato don Luca Fanfarillo. Ma questo viaggio della fede ha vissuto anche un momento particolare a Santarem, città sede di un Miracolo Eucaristico, «così simile – argomenta ancora don Fanfarillo – per il suo profondo significato, a quello di Alatri. A Santarém abbiamo potuto toccare con mano quanto un Miracolo Eucaristico possa essere custodito, valorizzato e venerato, diventando una testimonianza viva della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia e una meta di pellegrinaggio per fedeli provenienti da tutto il mondo. Questa esperienza ci ha fatto riflettere ancora di più sul grande dono che il Signore ha affidato alla nostra città: il Miracolo Eucaristico di Alatri. Un tesoro di fede che siamo chiamati non solo a custodire, ma anche a far conoscere e ad amare sempre di più», ha commentato ancora sui social don Luca, che peraltro di recente ha discusso una tesi di licenzia in Teologia Dogmatica, all’Istituto Teologico Leoniano di Anagni, proprio sul miracolo dell’Ostia incarnata di Alatri, offrendo una rilettura teologica di un avvenimento storico. Il Miracolo Eucaristico di Santarem, proprio come quello di Alatri, è compreso tra l’altro anche nella mostra sui Miracoli eucaristici nel mondo, preparata a suo tempo da Carlo Acutis e già ospitata proprio ad Alatri su iniziativa dell’Associazione culturale Radici. di Igor Traboni Alcune immagini del pellegrinaggio dei fedeli delle Parrocchie in comunione con Maria

Pellegrini sui passi di San Giovanni Paolo II, guidati dal vescovo Marcianò

Un pellegrinaggio sulle orme di San Giovanni Paolo II, un viaggio della fede per continuare ad essere pellegrini di speranza anche nelle fatiche quotidiane e lievito per le comunità: questo, in estrema sintesi, il senso del pellegrinaggio che per cinque giorni ha portato un gruppo di fedeli delle diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri in Polonia, con tappe principali a Czestochowa e Cracovia, ma non solo, come diremo meglio tra poco. Sotto la guida dell’arcivescovo Santo Marcianò, al suo primo pellegrinaggio interdiocesano, al viaggio hanno partecipato anche don Mauro Colasanti, parroco a Frosinone e direttore dell’Ufficio diocesano pellegrinaggi, don Santo Battaglia, segretario del vescovo, don Luigi Crescenzi, parroco a Strangolagalli e che nel penultimo giorno del viaggio ha festeggiato anche il nono anniversario di ordinazione sacerdotale; presente nel gruppo di fedeli, provenienti da diverse parrocchie delle due diocesi, anche Bruno Calicchia, direttore dell’Ufficio pellegrinaggi di Anagni-Alatri. Il primo giorno, il 6 luglio, partenza del viaggio, in collaborazione con l’Opera Romana Pellegrinaggi, dall’aeroporto di Roma fino a Cracovia e subito trasferimento in bus a Czestochowa, con la visita al monastero dei padri Paolini (nella foto sotto), dove si trova il miracoloso quadro della Vergine Maria, detta anche la “Madonna nera”, uno dei più importanti e frequentati siti di pellegrinaggi di tutta Europa, con fedeli che arrivano da ogni parte del mondo. Proprio all’altare della Madonna, il vescovo Marcianò ha presieduto la Messa, conclusa con l’atto di affidamento a Maria, dopo averne ricordato lo sguardo e la presenza materna che sempre ci accompagna, in un clima carico di preghiera e commozione. Il secondo giorno del pellegrinaggio è stato dedicato alla visita ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau dove, durante la seconda guerra mondiale e l’occupazione della Polonia, i nazisti internarono e uccisero più di un milione di persone innocenti. I pellegrini hanno visitato tra l’altro le celle dove furono rinchiusi Edith Stein, la monaca carmelitana che Giovanni Paolo II ha poi dichiarato patrona d’Europa, e padre Massimiliano Kolbe (entrambi poi santificati dal pontefice polacco),  il fondatore della Milizia dell’Immacolata che più volte soggiornò anche nel convento francescano di Piglio, ospite del confratello e amico padre Quirico Pignalberi e che proprio nel paesino ciociaro iniziò a buttar giù le fondamenta di quel grande movimento di preghiera oggi presente in tutto il mondo. Nel pomeriggio, trasferimento a Wadowice, la cittadina dove il 18 maggio 1920 nacque Karol Józef Wojtyła, La casa natale del futuro pontefice, in parte trasformata in museo, è stata visitata dalla comitiva ciociara, assieme alla dirimpettaia chiesa parrocchiale dove il piccolo Karol venne battezzato il 20 giugno 1920. La mattinata del terzo giorno è stata interamente dedicata alla visita della città di Cracovia, con la sua Cattedrale, la collina e il castello di Wawel, la città vecchia, il palazzo degli arcivescovi, dove abitò il futuro Giovanni Paolo II da arcivescovo metropolita e poi da cardinale, la chiesa dei francescani, situata proprio difronte, dove Wojtyla si recava spesso a pregare e dove è stato conservato il banco dove era solito inginocchiarsi. Una immersione totale, dunque, nei luoghi del santo polacco e dove tutto parla di lui. Nel pomeriggio, la visita a Lagiewniki, con la visita al santuario della Divina Misericordia dove è conservato il quadro “Gesù, in te confido”; un luogo che Giovanni Paolo II ha proclamato “il centro della Divina Misericordia”, durante la sua visita nel 2002, e che ha poi introdotto questa festa nella Domenica in Albis. Nel santuario, il vescovo Marcianò ha guidato la recita della coroncina alla Divina Misericordia. Il 9 luglio, ultimo giorno effettivo  di questo intenso pellegrinaggio, è proseguita la visita di Cracovia, con tappa anche presso la nuova Basilica dedicata a Giovanni Paolo II, e quindi partenza per Wieliczka, cittadina a 10 km, dove è presente la miniera di sale, una delle più antiche al mondo e ancora operativa (in funzione dal Medioevo), meta incessante di turisti da ogni dove che nel 1978 è entrata nella lista Unesco come patrimonio dell’umanità. La miniera forma una vera e propria città sotterranea, con laghi e tunnel e la più grande cappella sotterranea esistente al mondo, dedicata a Santa Kinga e interamente scolpita nel sale. E proprio qui (nella foto sopra) monsignor Santo Marcianò ha presieduto la Messa, facendo opportuno riferimento al passo di Matteo “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini”, con l’invito ai pellegrini presenti, da estendere alle comunità di provenienza, ad esser per l’appunto sale di testimonianza e di speranza, ad avere sempre «il gusto della fede», facendolo assaporare anche agli altri nella vita di tutti i giorni, con una sempre più spiccata vita comunitaria anche tra le due Chiese diocesane di Frosinone e Anagni. Prima di preparare i bagagli per il viaggio di ritorno del mattino dopo, c’è stato anche un bel momento di svago serale in un locale tipico polacco, con danze e canti di quella tradizione. Il prossimo pellegrinaggio interdiocesano, sempre guidato dal vescovo, si terrà a Lourdes dal 2 al 5 ottobre e ci si può ancora iscrivere. (Tutte le info e i contatti nel manifesto qui sopra) di Igor Traboni

Oltre 350 pellegrini al Giubileo delle famiglie della Forania di Anagni

Nella giornata di sabato 29 novembre 2025 un gruppo di ben 350 fedeli delle parrocchie di Gorga, Sgurgola e di Anagni hanno partecipato al pellegrinaggio del Giubileo delle famiglie a Roma, sotto la guida dei rispettivi parroci. La partenza dai luoghi di origine è avvenuta di buon mattino, mentre  ancora “…lucean le stelle…”, ma all’arrivo nella città eterna il caldo abbraccio del sole ed un cielo sgombro da ogni nuvola hanno accolto i pellegrini. I pellegrini della Forania di Anagni si sono quindi diretti verso via della Conciliazione ed hanno pazientemente atteso per prendere in consegna la Croce giubilare ed iniziare il pellegrinaggio verso la Porta Santa. Unitamente ad altri gruppi di fedeli, sono stati recitati alcuni Salmi e Litanie dei Santi, secondo quanto ben organizzato dall’Ufficio diocesano pellegrinaggi. L’ attraversamento della Porta Santa e l’accesso alla Basilica di San Pietro, dopo i controlli di sicurezza, hanno rappresentato un momento molto emozionante e significativo. Dopo la professione di fede sulla tomba dell’Apostolo Pietro, i pellegrini hanno avuto modo di partecipare alla celebrazione della Messa e, successivamente, soffermarsi ad ammirare alcune delle opere d’arte più celebri al mondo. Grande l’emozione suscitata in particolare dalla visione della statua della Pietà di Michelangelo. Successivamente,  tutti i gruppi si sono recati alla Basilica di San Paolo fuori le mura dove hanno varcato la Porta Santa e pregato sulla tomba del Santo. Il pellegrinaggio giubilare si è così concluso ed è stato sicuramente un’esperienza spirituale e culturale di grande spessore e di arricchimento personale. di Ernesta Tosco

La Madonna di Lourdes pellegrina in diocesi

La Madonna di Lourdes torna a farsi pellegrina in diverse comunità della nostra diocesi. La Peregrinatio Mariae è stata organizzata dalla sezione Unitalsi della diocesi di Anagni-Alatri e, come potete leggere nello specifico del manifesto, toccherà vari paesi. Previsti momenti di preghiera insieme ai nostri malati, ai piedi di quella Madonna di Lourdes da sempre punto di riferimento e approdo sicuro per tanti fedeli e pellegrini (nelle foto in basso, alcuni momenti del pellegrinaggio diocesano 2024 a Lourdes)

Pellegrinaggio a Lourdes: il racconto di una grande esperienza di Fede

Si è svolto dal 25 al 28 luglio il pellegrinaggio a Lourdes realizzato dall’Ufficio della Pastorale giovanile e dall’Ufficio Pellegrinaggi della diocesi di Anagni-Alatri, in collaborazione con Opera Romana Pellegrinaggi, vicariato di Roma, guidato da don Luca Fanfarillo. Il gruppo era composto da persone con età compresa da 3 anni a 90 anni tra cui 6 giovani. Grazie a Bruno Calicchia, direttore dell’Ufficio diocesano pellegrinaggi, condividiamo con piacere l’esperienza del gruppo dei nostri pellegrini attraverso il racconto che segue…: Per far vivere appieno questa esperienza ai partecipanti, a ciascuna giornata è stata dato un significato particolare come spunto per la riflessione comunitaria e personale: – GIORNATA DELL’ACCOGLIENZA E MARIANA: Il pellegrinaggio è iniziato con il saluto alla Vergine, alla grotta delle apparizioni, seguito da un momento di preghiera e riflessione sul messaggio di Lourdes. Profonde le riflessioni di don Luca che ha colto l’occasione per rimarcare che il pellegrinaggio è un modo per riscoprire e consolidare la propria fede. Nel pomeriggio la celebrazione della Messa nella cripta. La giornata si è conclusa con la fiaccolata e la recita del Rosario. – GIORNATA PENITENZIALE: iniziata con la Via Crucis, la Messa e proseguita nel pomeriggio con la Processione Eucaristica. – GIORNATA DELL’IMPEGNO: iniziata con la Messa alla grotta delle apparizioni, il Rosario delle ore 18, sempre alla grotta, e terminata con un momento di preghiera, con i pellegrini riuniti attorno al cero offerto da tutto il gruppo. Questo è stato un momento particolarmente sentito in quanto ognuno ha offerto le intenzioni di preghiere ricevute da parenti e amici, per i malati, per quanti non sono potuti venire, per i vari conflitti e discriminazioni e non è mancata, pertanto, una preghiera comunitaria particolare per la Pace nel mondo e per le popolazioni perseguitate per motivi religiosi. La serata si è conclusa con la deposizione del cero in prossimità della grotta, come segno della nostra presenza, e il “mandato” a ciascuno di portare a casa la gioia provata a Lourdes e  far sì che il pellegrinaggio non resti solo un ricordo. Nel corso delle giornate non sono mancate catechesi e riflessioni a cura di don Luca, anche con il rinnovo delle promesse battesimali durante la visita ai ricordi di Santa Bernadette, senza togliere però lo spazio e il tempo alla preghiera personale. Non ci è stato possibile farlo in gruppo, ma tutti hanno effettuato il “rito dell’acqua” presso le piscine. Dalle testimonianze raccolte, tutti sono stati concordi nel definire Lourdes un luogo fuori dal comune. Per chi vi arriva la prima volta, è forte l’impatto nel vedere l’alto numero di persone malate presenti, spesso sorridenti, che trasmettono serenità d’animo. È un posto in cui si “acquista”, se così si può dire, una marcia in più per affrontare i piccoli o grandi problemi quotidiani. Lourdes è un’esperienza che non può essere raccontata, ma necessita di essere vissuta per poter essere capita.  (Il pellegrinaggio è un breve cammino nel viaggio più lungo che si chiama Vita, ha un inizio e una fine, ma spesso la fine è il suo inizio perché il pellegrinaggio è un seme che germoglia solo una volta tornati a casa. (cit.)

Pellegrinaggio a piedi per i giovani ad Assisi

La Pastorale giovanile e vocazionale diocesana ha organizzato un pellegrinaggio a piedi ad Assisi, sulla Via di Francesco, dal 10 al 13 luglio, per i giovani dai 16 ai 35 anni. Si partirà da Poreta, il caratteristico borgo nei pressi delle fonti del Clitunno, per arrivare – zaino in spalla – ad Assisi dopo 4 giorni di cammino, intervallati da momenti spirituali e di approfondimento ma anche di sana amicizia e da un paesaggio che in ogni angolo parla e respira di quello che poi si troverà nella città di San Francesco, di Santa Chiara e del beato Carlo Acutis. E questo pellegrinaggio a piedi rappresenta la prima di una serie di iniziative estive per i giovani della nostra diocesi, organizzate dalla Pastorale e dalla Consulta, e delle quali vi daremo conto prossimamente. Per iscriversi o per avere maggiori informazioni, nel manifesto ci sono a disposizione una mail e dei recapiti telefonici ai quali rivolgersi.