E’ morta suor Immacolata, l’infermiera buona di Acuto

Lutto per la comunità delle suore Adoratrici del Sangue di Cristo: all’età di 92 anni è infatti morta suor Immacolata De Jeso. Nata a Pago Veiano (BN) il 4 aprile del 1934 ed entrata da giovane nell’Istituto fondato da Santa Maria De Mattias, suor Immacolata era conosciuta e amata soprattutto ad Acuto, nella cui comunità ha vissuto a lungo. «Per il nostro paese di Acuto – ricorda con affetto su Facebook, Teresa Longo, che ringraziamo per info e foto – è stata un punto di riferimento per molti anni come infermiera sia nel piccolo ambulatorio vicino alla scuola materna e sia per le visite domiciliari a malati ed anziani. Insieme a suor Assunta, è stata una “suora di strada” che si è sempre prodigata per il prossimo». I funerali di suor Immacolata si svolgeranno nella mattinata di giovedì 6 agosto a Fiuggi e verrà poi tumulata nel cimitero di Acuto. Suor Immacolata con alcune consorelle
Le suore di Santa Maria De Mattias da 80 anni in Polonia

Le Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, la congregazione fondata da Santa Maria De Mattias (originaria di Vallecorsa, in diocesi di Frosinone, e iniziatrice dell’opera da Acuto, in diocesi di Anagni-Alatri), hanno celebrato e reso grazie per l’80° anniversario dell’arrivo delle prime religiose in Polonia. La superiora generale, suor Maria Hughes, e la consigliera generale, suor Wiesława Przybyło, hanno quindi celebrato in comunione e gioia con la comunità locale polacca, con vicinanza e auguri fraterni a suor Elżbieta Kurnatowska, superiora regionale, e a tutte le suore Adoratrici presenti in Polonia. La sede della Provincia polacca si trova nella città di Wroclaw; altri conventi sono presenti a Varsavia e a Boleslawiec. Sempre nelle scorse settimane, le suore hanno rivolto la loro preghiera e gli auguri più cari ai Missionari del Preziosissimo Sangue, l’ordine religioso fondato da San Gaspare Del Bufalo, che di Maria De Mattias fu guida e amico, per i 60 anni di presenza missionaria in Tanzania, il Paese africano dove da tempo sono presenti anche le stesse suore missionarie. Un grazie arrivato nel corso della celebrazione eucaristica, concelebrata da padre Andrea Giulio Biaggi e padre Perfect Paul Marandu, con la gioiosa partecipazione anche delle giovani del noviziato internazionale di Roma. (alcune immagini della celebrazione. Foto dalla pagina Facebook Adoratrici Sangue di Cristo)
Weekend vocazionale con le Clarisse di Anagni

Le Clarisse del Monastero di Santa Chiara di Anagni hanno organizzato un weekend vocazionale per giovani, dal 31 luglio al 2 agosto, con partecipazione gratuita. Saranno tre giorni di preghiera, fraternità, lavoro e dolcezza (ci sarà infatti anche un laboratorio di dolci), come preannunciano le monache di clausura del monastero anagnino, che hanno suddiviso le tre giornate anche per argomenti: il primo giorno “Ti accolgo”, il secondo “Vieni e vedi”, il terzo e ultimo “Va e testimonia”. Iscrizioni entro il 20 luglio. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero 379-1453620, oppure scrivere a: clarisseanagni@gmail.com. Qui sotto pubblichiamo il manifesto con il programma completo del weekend. Le Clarisse di Anagni hanno inoltre festeggiato, domenica 5 luglio alla presenza dell’arcivescovo Santo Marcianò, la professione temporanea di suor Maria Chiara Angelica.
Grest ad Acuto: momenti di serenità e grande felicità

Dal 22 al 26 giugno si è svolta la nostra settimana di oratorio della parrocchia di Acuto. Durante questi giorni, noi ragazzi del gruppo giovanissimi, guidati dall’assistenza di don Francesco Frusone e di suor Anna, abbiamo organizzato numerose attività per i bambini, accogliendoli sia la mattina sia il pomeriggio. Tra tornei, giochi, disegni, cartelloni e merende, non sono mancati importanti momenti di riflessione dedicati al tema di questo Grest: gli 800 anni dalla morte di San Francesco, patrono d’Italia. Ogni mattina, divisi in gruppi in base all’età, abbiamo approfondito un argomento legato alla figura del Santo; la traccia del primo giorno, ad esempio, era incentrata sul tema del dialogo. Durante questa mezz’ora di attività, i bambini rispondevano a delle brevi domande per poi riassumere il concetto chiave in una frase condivisa. L’ultima giornata è stata particolarmente emozionante: abbiamo condiviso una grande merenda insieme a tutti i genitori e celebrato le premiazioni dei tornei con medaglie e coppe. Questa esperienza, breve ma intensa, ha regalato momenti di grande felicità e serenità a noi animatori e agli adulti che hanno gestito l’evento, ma soprattutto ai bambini: un traguardo prezioso, in un paese che purtroppo vede questi ridursi sempre di più. Un sentito ringraziamento da parte di tutti gli animatori va al Don per la sua costante disponibilità e alle suore Adoratrici del Sangue di Cristo per averci generosamente ospitato nel loro giardino per tutta la durata del Grest. di Flavia Pilozzi, animatrice del Grest
Anagni: professione perpetua per due suore Cistercensi della Carità

Festa grande per la famiglia delle suore Cistercensi della Carità: lunedì 29 giugno, nella Cattedrale di Anagni alle 18, durante la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Santo Marcianò, ci sarà la professione perpetua di suor Maria Alupo e suor Christine Thorach, entrambe ugandesi. Una cerimonia che avviene in una data assai particolare per la congregazione, visto che cade nella solennità dei santi Pietro e Paolo e nella commemorazione del giorno della morte di madre Claudia della Croce, fondatrice delle Cistercensi della Carità, nata ad Anagni il 5 aprile 1675 e morta, sempre ad Anagni, 40 anni dopo.
Alatri: un piazzale per la Beata Cimatti e altre persone che si spesero per la vita

Martedì 23 giugno, nella ricorrenza della morte della Beata Raffaella Cimatti, la religiosa che si spese completamente per i malati del vecchio ospedale di Alatri e le cui suore ospedaliere della Misericordia proseguono oggi la meritoria opera al “San Benedetto”, l’arcivescovo Santo Marcianò ha celebrato Messa nella Concattedrale di Alatri. Dopo la celebrazione eucaristica, ci si è sposati proprio presso l’ospedale cittadino, dove l’amministrazione comunale ha voluto intitolare alcuni dei piazzali esterni proprio alla Beata Cimatti, ma anche al dottor Fernando David, al cappellano don Giulio Alviti e al benefattore Pietro Goretti. «Abbiamo un cappellano, un’ infermiera, un medico e un benefattore – ha sottolineato tra l’altro il presule – e questo ci dice che c’è un filo rosso che unisce queste quattro figure: l’amore per la vita! Non ci sono altri motivi che hanno spinto queste persone a offrire e lavorare: l’amore per la vita». Dal canto suo, il sindaco Maurizio Cianfrocca ha detto tra l’altro: «Queste quattro persone rappresentano valori che hanno attraversato il tempo e che continuano a parlare alle nuove generazioni».
Le iniziative dei monasteri femminili in diocesi

In preparazione alla Pasqua, le monache del Carmelo Sant’Anna di Carpineto Romano hanno organizzato e tenuto, nell’ultimo fine settimana, una “tre giorni” di preghiera con la comunità, per donne e ragazze in ricerca vocazionale. L’esperienza non è la prima del genere, e di certo neppure l’ultima, all’insegna del Carmelo come una proposta e una risposta. Per le iniziative future si può scrivere : info@monasterocarpineto.it. Per quanto concerne invece il monastero delle Clarisse di Anagni, l’11 e 12 aprile prossimi ci sarà una mostra di beneficenza “Expo di Pasqua – Atelier arte Vittoria”, con le opere di suor Vittoria Giannicchi. Ingresso da via del Parlatorio. Per quanto riguarda invece il monastero di Alatri, le Benedettine dell’Adorazione Perpetua (nella foto, il loro tabernacolo) accompagneranno i riti della Settimana Santa, con le celebrazioni nell’attigua chiesa di Santo Stefano: Giovedì Santo Messa alle 18, con reposizione eucaristica e chiesa aperta fino alle 24; Venerdì Santo, alle 15, azione liturgica; Sabato Santo veglia pasquale alle 21.30; a Pasqua, Messa alle 9, così come al lunedì dell’Angelo e per tutta la settimana.
Il Vescovo ad Acuto: «In Santa Maria De Mattias la potenza del carisma»

Il giorno 4 marzo ha un grande significato storico per la cittadina di Acuto: l’anniversario della istituzione scolastica femminile, una delle prime «scuole per fanciulle» in un paesino di montagna, nel lontano1834.Un evento straordinario che ha dato inizio al riscatto dall’analfabetismo per centinaia di donne e alla promozione umana e cristiana della popolazione, ad opera di una donna venuta da Vallecorsa: Santa Maria De Mattias.La data segna anche il giorno di fondazione dell’Istituto delle Adoratrici del Sangue di Cristo, scopo principale che la Pioniera si portava in cuore lasciando il suo paese. Maria De Mattias fa parte della schiera di Santi che nel libro di Cristo Crocifisso hanno letto la dignità della persona umana, e come lui hanno voluto dedicare tutta la vita per il prossimo, nella sua concretezza.Ogni persona vale il sangue di Cristo – era la convinzione che ha portato Maria De Mattias a impiegare la vita per far conoscere a tutti il grande Mistero della Redenzione che ha reso possibile la salvezza dell’umanità.Una doppia festa quindi, solennizzata dalla presenza del nostro Vescovo, sua Eccellenza Santo Marcianò, che viene in Acuto per la prima volta.Protagonisti indiscussi, vitali, esuberanti e chiassosi della giornata: gli alunni. Dai piccoli studenti della scuola dell’infanzia, con gli occhi sempre pieni di meraviglia, ai rumorosi e dinamici delle classi di scuola primaria, ai più composti, compresi dell’avvenimento, della scuola secondaria. Sono stati loro, guidati dai rispettivi insegnanti, ad accogliere Sua eccellenza all’ingresso del paese, presso l’antica porta medioevale, la stessa che varcò la giovane vallecorsana per entrare nella modesta abitazione della prima scuola, posta proprio lì accanto.Il Vescovo ha immediatamente creato un clima festoso, caldo, amicale, unendosi al coro dei bambini, ritmando e mimando le parole del canto, come loro, accarezzando e stringendo mani, sorridente e benevolo, coinvolgente.E poi i saluti del primo cittadino, il sindaco Agostino Agostini, delle Adoratrici nelle loro massime autorità, la superiora Generale suor Maria Hughes e la superiora Regionale suor Milena Marangoni. La risposta del Vescovo non è una frase di circostanza, ma una dichiarazione di amore: vi voglio bene, vi porto nel cuore.Acuto sente l’abbraccio di un Pastore ricco di umanità, di calore, di amicizia, di affetto, e lo ricambia con la stessa intensità.Il cuore della celebrazione è stata l’Eucarestia che è seguita subito dopo, animata dalle Adoratrici con la collaborazione delle dodici novizie del noviziato internazionale, con canti e con la danza liturgica al momento della processione offertoriale.Nell’omelia il Vescovo ha sottolineato la potenza del carisma che lo Spirito dona a uomini e donne lungo la storia dell’umanità, fondatori e fondatrici di istituzioni che hanno come scopo di promuovere la dignità della persona umana, di condurla a Dio. Maria De Mattias ha guardato in modo prioritario a Cristo che versa il sangue per amore e dalla contemplazione di questo mistero è nata in lei l’urgenza di raggiungere il prossimo con tutti i mezzi possibili, per condurlo a Dio.Oggi può sembrare- ha detto più o meno tra l’altro il nostro Vescovo- che le Congregazioni stiano per tramontare. Ma l’albero di una congregazione continua a vivere se torna sempre a nutrirsi delle radici che lo hanno generato. E’ un augurio per noi, che mentre vediamo scomparire tanti rami, assistiamo alla fioritura di nuovi germogli, che parlano altre lingue, hanno colore diverso, ma trasmettono la stessa forza delle origini perché rimangono radicati nel comune carisma. La celebrazione di una ricorrenza serve anche a questo: fare memoria di un evento perchédiventi memoriale. Angela Di Spirito asc
Anagni – Mani sporche, cuore pieno: i ragazzi e Santa Maria de Mattias

Una soglia da attraversare, paure da superare, sogni da custodire: questo è il cuore della serata vissuta venerdì 27 febbraio presso il salone della parrocchia di Sant’Andrea di Anagni, dove circa cinquanta ragazzi di diverse età hanno partecipato all’incontro organizzato dalle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo in vista dell’anniversario della fondazione della Congregazione. La ricorrenza chiama infatti una data significativa: il 4 marzo 1834, quando Maria De Mattias, a soli 29 anni, diede inizio alla Congregazione. Originaria di Vallecorsa e cresciuta in un contesto segnato dalla violenza del brigantaggio, la giovane Maria scelse di non restare spettatrice della realtà che la circondava. Il suo fu un gesto coraggioso: varcare la soglia della propria casa per intraprendere un cammino di fede e di impegno che continua ancora oggi. Il simbolo della “soglia” ha così guidato tutto il percorso dei giovani durante la serata. Dopo una calorosa accoglienza, i ragazzi si sono presentati, hanno conosciuto la figura della fondatrice e sono stati invitati a di riflettere personalmente: sul lato di un foglio hanno scritto rimpianti e occasioni mancate, sull’altro sogni e paure per il futuro. Il momento più significativo è arrivato poi quando quei fogli sono stati posati sulla soglia di una porta: uno ad uno, i partecipanti l’hanno attraversata, camminando simbolicamente sopra le proprie paure per lasciarsele alle spalle. Usciti all’aperto, hanno potuto contemplare il panorama, segno concreto di come il superamento delle difficoltà possa aprire a orizzonti nuovi. La riflessione è proseguita poi con la parabola del Buon Samaritano, un richiamo forte a non restare indifferenti e a “sporcarsi le mani” per aiutare gli altri. Un gesto simbolico ha reso visibile questo messaggio: ai ragazzi è stato posto del profumo sulle mani, segno di un impegno concreto da portare nella vita quotidiana. La serata si è conclusa con una fotografia di gruppo, una cena condivisa ed un sentito ringraziamento alle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo e ai Missionari del Preziosissimo Sangue per la loro preziosa testimonianza, alla sempre gradita presenza di don Bruno e a tutte le persone che si sono adoperate nella riuscita dell’incontro. di Caterina D’Ercole (le foto che seguono si riferiscono sia a questo articolo sull’incontro di Anagni, sia all’incontro del giorno dopo, tenutosi ad Acuto con genitori e bambini)
Il Vescovo ai consacrati: «Grazie per il vostro essere profezia di amore»

XXX Giornata mondiale della vita consacrata – festa della Presentazione del Signore Cattedrale di Anagni – 2 febbraio 2026 Carissimi fratelli e sorelle, Consacrate e Consacrati, incontrarvi per la prima volta tutti assieme in questa Cattedrale è motivo di gioia, di festa. È una Festa la celebrazione di questa XXX Giornata Mondiale della Vita Consacrata. Ed è tanta la mia gratitudine di padre per il vostro esserci, per la presenza, con i diversi tipi di apostolato che svolgete in diocesi; e per l’anniversario significativo, che illumina ancora di più questo nostro “primo incontro” comunitario. In realtà, abbiamo già avuto modo di incontrarci con tanti di voi. Siete tanti, tante forme di vita consacrata, tanti carismi diversi; ma un “cuore” vi accomuna tutti, svelato nel bellissimo brano evangelico di oggi: la Presentazione di Gesù al Tempio ((Lc 2,22-40). E il cuore è proprio questo: «presentare»: «Portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore», scrive Luca, utilizzando il greco parastèsai che, tradotto con «presentare», significa in realtà anche «offrire», riferito a quanto avviene con i sacrifici del Tempio. Si tratta, cioè, di un’offerta che esprime l’appartenenza totale a Dio: quanto si offre, si riconosce essere Sua proprietà esclusiva. D’altra parte, il verbo ritorna anche in Rm 12,1: «Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale». È veramente bella questa modalità di appartenenza che vi contraddistingue e, al contempo, indica l’Assoluto di Dio! E se è vero che ogni creatura appartiene al Signore, è anche vero che essere presentati così, essere offerti così, offrire se stessi come «sacrificio», ha una sfumatura del tutto peculiare: sacerdotale e sponsale. Si vede qui tuttoil senso della vostra esistenza: dall’ascolto della chiamata di Dio che vi ha scelti per Sé, alla gioia della vostra risposta libera e innamorata, alla quotidianità che a volte sembra spingere verso lo scoraggiamento, al tempo della croce che visita ciascuno in modo diverso, alla fecondità che si manifesta dove non avremmo mai immaginato… Tutto è offerta d’amore! Tutto è sacrificio d’amore! Tutto appartiene a Dio e al Suo Amore! Presentare, dunque; offrire in sacrificio. Un verbo che, per certi versi, il Vangelo ci aiuta a caratterizzare ulteriormente con le figure di Simeone ed Anna. Due prospettive diverse e complementari: potremmo dire, una statica e l’altra dinamica. Anna, infatti, si offre con il suo «stare» nel Tempio. Simeone lo fa con il suo andare, «recandosi» al Tempio. E potremmo qui pensare ai diversi carismi della vita consacrata. Pensiamo allo «stare» della vita monastica, claustrale, con il servizio a Dio di un cuore che Gli appartiene talmente da «non allontanarsi mai» dalla preghiera, dal coltivare l’interiorità, dal posare lo sguardo su di Lui. Non è scontato ai nostri giorni, anche a motivo della pervasività di alcune tecnologie – inclusi social e intelligenza artificiale – che possono insinuarsi al punto da sostituire l’anelito al soprannaturale con un certo bisogno di “evasione”. E si tratta di un rischio che tutti corriamo, assieme al rischio di dimenticare come lo «stare» riguardi in realtà tutti i consacrati, pure nelle diverse fasi della vita. Come portare avanti una feconda vita apostolica senza lo «stare» della preghiera? E come non cogliere la misteriosa fecondità dello Spirito anche nei momenti di malattia, di prova della fede, di crisi e di fallimento, come pure nella fase anziana della vita, quando le forze declinano e ci si può sentire marginalizzati? Simeone, d’altra parte, è Icona di colui che va, che corre, mosso dallo Spirito e mosso dall’attesa che, potremmo dire, ha affinato la sua sensibilità allo Spirito. Quanto è importante che ogni vostra missione abbia questo profumo spirituale! Che le vostre opere siano interiormente mosse dallo Spirito Santo, per seguire veramente la Volontà di Dio e per portare gli altri a vedere quel Dio che è «salvezza» del mondo! E questo è vero tanto a livello personale quanto a livello comunitario. Non bisogna precipitarsi per mantenere la docilità allo Spirito; bisogna evitare che l’emergenza dell’organizzazione, della mancanza di vocazioni, della stessa economia pressino e sostituiscano la risposta della fiducia in Dio. Allo stesso tempo, quando lo Spirito manda, non bisogna tirarsi indietro, per paura o lentezza: è solo in quel preciso momento che Gesù si lascia incontrare da Simeone. Infatti, lo Spirito che nutre l’attesa frenando la fretta inopportuna è lo stesso Spirito che infonde il coraggio e la prontezza di andare verso la novità di Dio, anche se ci sentiamo “anziani” o sentiamo “anziana” e appesantita la nostra Congregazione. È bellissimo pensare che a Simeone ed Anna, anziani, Dio si manifesta come Bambino, come novità assoluta, Vita appena nata. E proprio ieri abbiamo celebrato la Giornata per la Vita, alla quale i Vescovi Italiani hanno dato come tema “Prima i bambini”! Presentare, stare, andare. In tutto questo, il racconto evangelico trasuda di profezia, riprendendo peraltro la profezia di Malachia (Mal 3,1-4) che parla del Signore che «entra» nel Suo Tempio e dell’«offerta» che sarà gradita al Signore. La Vita Consacrata è profezia! Attraverso l’«offerta» di se stessi diventa profezia di un Tempio che è di Dio, appartiene a Dio; di un Dio che, entrando nel Tempio come un Bambino, entra nella storia umana – nei tempi, nei luoghi e nelle persone, che sono il «santo tempio di Dio», come dice Paolo (cfr. 1 Cor 3,17) – e ne conferma l’appartenenza al Signore. C’è una profezia che, come persone consacrate, vi è affidata, oggi, nelle nostre Diocesi. Ciascuno potrà dettagliarla e lo faremo anche assieme nelle vostre realtà. Vi lascio però due indicazioni concrete. Nel Messaggio per questa Giornata, il Dicastero per la Vita Consacrata parla della «dimensione profetica della vita consacrata come “presenza che resta”: accanto ai popoli e alle persone ferite, nei luoghi dove il Vangelo si vive spesso in condizioni di fragilità e di prova… restare con amore, senza abbandonare, senza tacere, facendo della propria vita la Parola per questo tempo e per questa storia» 1 . È
