La crisi economica morde forte anche nel territorio diocesano, strascico della pandemia ma non solo, mentre le preoccupazioni della guerra sono all’ordine del giorno. Anche per questo è giusto tornare a far festa nelle comunità parrocchiali, dopo due anni di stop, ma con sobrietà e senza chiedere soldi alle famiglie con le consuete “questue”, e neppure alle attività commerciali e imprenditoriali che prima si prestavano a fungere da sponsor. E’ questo il messaggio lanciato, con una lettera aperta ai fedeli, da don Luca Fanfarillo, responsabile dell’unità pastorale “Parrocchie in comunione con Maria” che raggruppa le chiese di Pignano, Mole Bisleti, Laguccio, Sant’Emidio e Basciano, tra Alatri e Tecchiena. “Faremo comunque i nostri momenti di festa sia a livello religioso che civile – scrive quindi don Luca a proposito della ripresa dei festeggiamenti patronali – in tutte le nostre parrocchie ma in maniera più fraterna e sobria. È questo l’atteggiamento di chi mette in pratica la carità cristiana e si libera da paure in un’autentica solidarietà. Come guida di queste comunità avverto nuove e crescenti forme di disagio familiare e sociale innescate dai giorni del lockdown, dalla chiusura di tante attività, dalla crisi in tante famiglie e oggi dalla crisi della guerra. Consapevoli del significato e del valore delle parrocchie all’interno del tessuto sociale ed ecclesiale dove troviamo la nostra dimora, cogliamo l’opportunità di rinascita che ci viene proposta con le feste parrocchiali”. Feste che nelle parrocchie in comunione con Maria andranno avanti da giugno, con quella del Sacro Cuore a Laguccio, ai primi di ottobre, con la festa di san Francesco a Basciano.

“Vista la situazione – scrive quindi a chiare note il giovane parroco – abbiamo deciso di non chiedere sponsor alle diverse attività del territorio e di non passare per le famiglie a chiede un contributo per le nostre feste; ognuno liberamente può fare un’offerta recandosi direttamente in chiesa. Inoltre il ricavato delle nostre manifestazioni verrà messo in parte a disposizione per la manutenzione ordinaria delle chiese e in parte usati per i bisogni delle nostre famiglie Ucraine ospitate che per le nostre famiglie assistite dalla Caritas interparrocchiale. Alimentati presso queste fonti zampillanti di grazia soprannaturale, con la fine dell’estate e l’inizio di un nuovo anno pastorale sarà bello ripartire più carichi di idee costruttive ed energie da offrire con generosità”, conclude don Fanfarillo.

Igor Traboni

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