Con la consegna ad una delegazione di sacerdoti e fedeli della diocesi di Verona, avvenuta al termine della Messa celebrata dal vescovo Ambrogio Spreafico nella Concattedrale di Alatri, nella serata di sabato 27 gennaio è iniziato ufficialmente il pellegrinaggio della reliquia dell’Ostia incarnata di Alatri nella diocesi veneta e che durerà fino al 12 febbraio. Proprio dalla città veneta alcuni fedeli, venuti a conoscenza del miracolo eucaristico di Alatri, avevano chiesto questa opportunità di fede e devozione, prontamente concessa dalla diocesi di Anagni-Alatri, in una sorta di “gemellaggio della fede”, tanto più che il vescovo di Verona è monsignor Domenico Pompili, del clero della nostra diocesi, già parroco proprio della Concattedrale di Alatri dal 2000 al 2006 e che per l’occasione ha scritto anche una lettera ai fedeli veronesi (vedi altro articolo sul sito). Lo stesso vescovo Pompili è stato salutato come «un caro amico» da Spreafico, che ha poi subito definito «una memoria così bella ed importante» quella dell’Ostia incarnata, lieto di poterla donare per alcuni giorni ai fedeli veneti «mentre noi abbiamo la Grazia di averla sempre con noi».

Nel corso dell’omelia monsignor Spreafico ha quindi sottolineato, prendendo spunto anche dal Vangelo del giorno con l’episodio di Gesù che di sabato entra nella sinagoga di Cafarnao generando stupore e timore, come «Dio si immedesima nella nostra fragilità umana. E “stupore” è la parola che vorrei ricordare all’inizio del cammino di questo pellegrinaggio – ha detto rivolgendosi in particolare ai fedeli veronesi – A volte vediamo quanto sia grande la forza del male. E allora c’è bisogno di Gesù e della Sua Parola che libera dal male. Che questo pellegrinaggio renda allora tutti come dei profeti, ovvero donne e uomini che si prendono la responsabilità di lottare  contro il male. Perché il male possiamo, con la Sua Parola, vincerlo con il bene. E questa parola può cambiare la storia!»

Monsignor Spreafico, nel Giorno della Memoria, ha dedicato anche un passaggio a questo ricordo, rimarcando come in tanti vennero uccisi «solo perché “ebrei”, quando invece erano italiani, tedeschi, francesi, russi, ucraini, ungheresi… cittadini dell’Europa!».

Al termine della Messa, concelebrata dal parroco della Concattedrale di Alatri don Walter Martiello  e da tre sacerdoti della diocesi di Verona, e quindi con la consegna della reliquia, alla presenza tra gli altri anche del sindaco Maurizio Cianfrocca, è dunque iniziato il pellegrinaggio dell’Ostia incarnata a Verona, durante il quale chi si recherà in preghiera adorante davanti al Miracolo Eucaristico potrà ricevere anche il dono dell’Indulgenza plenaria per sé o per un caro defunto adempiendo, entro una settimana dalla visita, alle solite condizioni previste dalla Chiesa: la confessione sacramentale, la comunione eucaristica e la preghiera secondo le intenzioni del sommo pontefice. Vediamo anche come si snoderà il pellegrinaggio, grazie alle notizie riportate sul sito internet della diocesi di Verona:

Le tappe del pellegrinaggio veronese

Ciascuna parrocchia in cui la reliquia farà tappa promuoverà particolari momenti di approfondimento, preghiera e adorazione. In particolare dal 4 all’11 febbraio il Miracolo Eucaristico sarà nell’unità pastorale di San Salvaro (Legnago destra Adige), dove è stato organizzato anche un convegno lunedì 29 gennaio alle 20.45 al Teatro Salus di Legnago. Vi prenderanno parte il dott. Franco Serafini, specialista in cardiologia e autore del libro “Un cardiologo visita Cesù, i miracoli eucaristici alla prova della scienza” e don Silvio Zonin, parroco di Villafontana e liturgista. Inoltre al Duomo di Legnago sarà visitabile dal 1 all’11 febbraio una copia della mostra dei miracoli eucaristici italiani allestita dal Beato Carlo Acutis, mentre a Casette di Legnago sarà realizzato per tutto febbraio un percorso artistico con le riproduzioni dei dipinti del Polittico dell’Agnello Mistico di Jan van Eyck.

di Igor Traboni

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