Da sabato 27 gennaio al 13 febbraio prossimo la reliquia dell’Ostia incarnata di Alatri andrà in pellegrinaggio in alcune parrocchie, chiese e monasteri della diocesi di Verona. Sono stati proprio alcuni fedeli della città veneta, particolarmente devoti all’Eucarestia e dopo aver appreso del miracolo avvenuto ad Alatri, a richiedere la possibilità di questo pellegrinaggio, contattando quindi don Walter Martiello, parroco della Concattedrale di Alatri dove l’Ostia è per l’appunto conservata. La reliquia, come detto, muoverà proprio dalla Concattedrale di San Paolo (Civita) nel pomeriggio di sabato 27 gennaio, al culmine della celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino monsignor Ambrogio Spreafico, con inizio alle 18.30.

Al termine della Messa ci sarà quindi la consegna ufficiale della reliquia ad alcuni sacerdoti e fedeli provenienti dal Veneto e poi inizierà il pellegrinaggio, che toccherà la stessa città di Verona, in particolare con l’esposizione in Cattedrale, e poi vari paesi di quella diocesi, da Malcesine a Sona, da Albaredo d’Adige a Legnago e altri ancora.

Nella Chiesa di Verona c’è grande attesa per questo momento di fede, preceduto anche da una lettera ai fedeli scritta dal vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili, che come noto è originario proprio della diocesi di Anagni-Alatri ed è stato anche parroco della Concattedrale di Alatri. La lettera recita così:

«Carissimi, sorelle e fratelli,

quando ero parroco ad Alatri ho avuto modo di conoscere da vicino questa testimonianza di fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Mi colpiva, della vicenda, la singolare vicinanza di Dio ai problemi della vita quotidiana, come nel caso della giovane donna. Auguro anche a ciascuno di voi di sperimentare la stessa vicinanza dentro le pieghe della vita quotidiana. Questo vuol dire l’incarnazione del Figlio di Dio».

 

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Una risposta

  1. Un’iniziativa lodevole. Un momento di fraternità cristiana che unisce i fedeli della Diocesi Anagni-Alatri e quelli di Verona. Sono persuaso che l’idea sia foriera di una più ampia conoscenza del miracolo eucaristico dell’Ostia Incarnata.

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