PABLO
Da lunedì 1 marzo 2021va in onda su Rai Yoyo “Pablo”, il primo cartone animato che affronta il tema dell’Autismo. E’ possibile vederlo tutti i giorni alle 18:00 ed, in replica, il giorno successivo, alle 9:35. La serie è già disponibile su Rai Play, in lingua italiana ed inglese.
Chi è Pablo? Pablo è un bambino autistico che ama vivere nel piccolo mondo che lui stesso disegna, che lui crea come più gli piace. La sua fervida immaginazione ha generato dei fantastici amici, a cui viene affidato il compito di rappresentare diversi aspetti della sua personalità: il passerotto Frullo ama svolazzare e cantare, il dinosauro Dino rappresenta la sua parte gentile ed anche un po’ più ansiosa, la giraffa Raffa, invece, la sua parte razionale, che cerca di dare spiegazioni più logiche possibili ai suoi interrogativi, la scimmia Tango è la sua parte allegra e positivamente irrefrenabile, il lama ha la particolarità di ripetere tutto ciò che sente, e la topolina Linda è il suo lato più dolce.
In ogni episodio Pablo si trova davanti a problemi, a difficoltà, ad eventi, apparentemente banali, che egli non riesce a comprendere con la stessa facilità con cui lo farebbe ognuno di noi. Perché è così, agli occhi di un bambino o di ragazzo autistico, il nostro mondo è davvero complicato!
Ogni modificazione della routine genera confusione in Pablo ; eppure, nonostante ciò, riesce a trovare rimedi e spiegazioni, anche grazie ai suoi amici.
Nel primo episodio, ad esempio, Pablo vede che la sua mamma è vestita, ai suoi occhi, in modo molto strano: ha un completo viola con dei pois bianchi e delle piume in testa.
In realtà è solo un abito elegante per presenziare ad una cerimonia, ma è sufficiente questo cambio di abito perché Pablo non la riconosca. E questo lo fa stare male, lo spaventa perché non riconosce la sua mamma.
Ma la soluzione, per Pablo, è vicina ed i suoi amici lo aiuteranno a capire e lui comprenderà cosa sta accadendo, la guarderà negli occhi e riconoscerà sua madre, e pronuncerà, nella sua mente, la parola”MAMMA”. Sì, solo nella sua mente, perché Pablo non riesce a parlare. Esprimerà il suo amore con il suo splendido sorriso.
E’ così per tanti autistici. Abituiamoci, noi tutti, a osservare il loro sorriso e l’amore nei loro occhi!
Il messaggio è importante: un cambio di abito, l’allontanamento temporaneo di una persona cara, un rumore improvviso, un odore diverso, per una persona tipica sono il nulla.
Per un autistico no, è destabilizzante anche questo. Ciò può provocargli ansia, inquietudine, spavento, e, a volte, dolore.
La televisione è un fortissimo mezzo di informazione e comunicazione, che ci aiuta a percepire come più vicina a noi anche una tematica così tanto delicata. L’arrivo di questo cartone in TV è un positivo segno dei tempi. Esso infonde fiducia alle tante famiglie, sempre più numerose, costrette a convivere con la sindrome dello spettro autistico o con la disabilità in genere.
Sono ancora troppi gli occhi visibilmente spaventati dal “diverso”, da qualcosa che non si conosce; è ancora troppa la diffidenza, è ancora tanta, purtroppo, l’indifferenza.
Il problema di fondo è la mancanza di informazione, è l’assenza di sensibilizzazione ad un problema che fa, sempre più insistentemente, parte della realtà della vita odierna.
Ed allora, ben venga una giornata come il prossimo 2 Aprile, riconosciuto a livello internazionale come data dedicata alla Consapevolezza sull’Autismo, affinché si effettui una maggiore sensibilizzazione sul tema. E non è un caso che si parli di consapevolezza, perché è proprio nella sua assenza che si può fare del male.
Fortunatamente sono sempre di più le persone attente alla disabilità. La diversità va accolta dagli adulti e va spiegata anche ai bambini, perché diventino, grazie all’insegnamento ricevuto, in casa ed a scuola, degli uomini e delle donne consapevoli ed informati, in grado di confrontarsi correttamente con qualsiasi tipo di persona si trovino davanti.
Perché un soggetto dello spettro autistico non deve rimanere solo; deve vivere nella società senza essere giudicato o allontanato; deve poter avere accanto a sé persone capaci di comprendere i suoi comportamenti e le sue sensazioni. In sintesi, deve ricevere amore, perché è capace di darne molto.
La chiave è l’affetto, l’empatia, l’accoglienza, il desiderio sincero di venire a contatto con persone che possono rivelarsi fantastiche, spesso piene di talenti invisibili all’occhio di chi non vuole vederli.
Il cartone “Pablo” insegna a tutti noi che ognuno è perfetto così com’è, e che si può riuscire a sopravvivere in un mondo, tanto complesso, grazie all’amore della famiglia e degli amici.
Tutti abbiamo bisogno di amici, un disabile di più, e frequentarlo fa sicuramente bene al nostro cuore. Non occorre osservare solo i suoi diversi comportamenti o i suoi sintomi, occorre cercare di vedere la sua “persona”, auspicando una comunità che sappia accettare e valorizzare la diversità, considerandola come un dono!
Report: Emma Stefani
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