Pellegrini a Santarem, sede di un Miracolo Eucaristico simile a quello di Alatri

Una quarantina di fedeli dell’unità pastorale “Parrocchie in comunione con Maria” (Laguccio, Mole, Pignano, Sant’Emidio, Basciano) hanno compiuto un pellegrinaggio in Portogallo. Guidati da don Luca Fanfarillo e con la presenza sempre attenta e preziosa di Bruno Calicchia, direttore dell’Ufficio diocesano pellegrinaggi, la comitiva ha dapprima fatto sosta a Lisbona, alla casa natale di Sant’Antonio. Quindi, il cuore del pellegrinaggio mariano, a Fatima, dove «abbiamo accolto ancora una volta il messaggio della Vergine Maria: l’invito alla conversione del cuore, alla penitenza e alla preghiera quotidiana del Rosario, affinché ogni uomo possa ritrovare la pace e lasciarsi guidare verso suo Figlio Gesù», ha commentato don Luca Fanfarillo. Ma questo viaggio della fede ha vissuto anche un momento particolare a Santarem, città sede di un Miracolo Eucaristico, «così simile – argomenta ancora don Fanfarillo – per il suo profondo significato, a quello di Alatri. A Santarém abbiamo potuto toccare con mano quanto un Miracolo Eucaristico possa essere custodito, valorizzato e venerato, diventando una testimonianza viva della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia e una meta di pellegrinaggio per fedeli provenienti da tutto il mondo. Questa esperienza ci ha fatto riflettere ancora di più sul grande dono che il Signore ha affidato alla nostra città: il Miracolo Eucaristico di Alatri. Un tesoro di fede che siamo chiamati non solo a custodire, ma anche a far conoscere e ad amare sempre di più», ha commentato ancora sui social don Luca, che peraltro di recente ha discusso una tesi di licenzia in Teologia Dogmatica, all’Istituto Teologico Leoniano di Anagni, proprio sul miracolo dell’Ostia incarnata di Alatri, offrendo una rilettura teologica di un avvenimento storico. Il Miracolo Eucaristico di Santarem, proprio come quello di Alatri, è compreso tra l’altro anche nella mostra sui Miracoli eucaristici nel mondo, preparata a suo tempo da Carlo Acutis e già ospitata proprio ad Alatri su iniziativa dell’Associazione culturale Radici. di Igor Traboni Alcune immagini del pellegrinaggio dei fedeli delle Parrocchie in comunione con Maria
La speranza il tema al centro de “La Notte dell’Anello” di Torre Cajetani

Domenica 31 agosto, al Castello Teofilatto di Torre Cajetani va in scena l’ottava edizione de La Notte dell’Anello, a cura dell’associazione culturale Radici, in collaborazione con Storicamente Torre e l’associazione culturale Turris in Fabula.Così Gabriele Ritarossi, presidente dell’associazione Radici: «La manifestazione è arrivata alla sua ottava edizione, che è quasi un mezzo miracolo in un contesto come il nostro, dove tenere in piedi una proposta culturale di qualità non è sempre facile, per via di mille motivi di carattere economico, culturale e amministrativo. Parlare di temi importanti, e farlo lasciandosi guidare da un’opera letteraria, è qualcosa di affascinante ma anche non semplice da far passare, soprattutto quando le iniziative estive si concentrano per lo più su sagre e feste che — viva Dio — hanno certamente la loro importanza, ma non possono essere l’unica proposta.In questi anni, la manifestazione ha accolto le più importanti voci del mondo tolkieniano: autori, studiosi, giornalisti, youtuber, musicisti che hanno alzato sempre di più il livello della kermesse. Il Castello di Torre, che ospita l’evento dopo diversi anni in cui la città di Alatri ne è stata teatro, sembra davvero un luogo uscito dalla penna di Tolkien, e contribuisce a caratterizzare e identificare la manifestazione, dando risalto ai borghi meravigliosi della Ciociaria.Un sentito ringraziamento va alla famiglia Teofilatto, per aver colto come questa manifestazione possa non solo accendere i riflettori su Torre Cajetani, ma anche essere uno spazio di proposta culturale importante, capace di attirare persone da molte parti della regione Lazio e non solo (In questi anni sono venute persone appositamente da Roma, Caserta, Napoli, Bari)Il tema di questa edizione si sofferma sulla speranza, tema caro al professor Tolkien e che ben si sposa con il Giubileo in corso. Tra gli ospiti, due dei più importanti autori dell’universo tolkieniano: Paolo Gulisano e Paolo Nardi. Si parlerà anche di come la speranza possa concretizzarsi dentro storie reali, come quella di Emmanuele Di Leo, presidente di Steadfast, che si occupò del caso Alfie Evans, il bimbo inglese che stupì il mondo resistendo per giorni alla decisione dei giudici inglesi di non procedere con le cure. Alfie, contrariamente ad ogni disperazione, portava con coraggio avanti la sua battaglia per la vita.Altra testimonianza sarà quella di Federico Iadicicco, presidente di Anpit, esponente di una visione economica che non vede il profitto come fine poi solo di alcuni ma una economia capace di occuparsi realmente dei bisogni e delle cose della gente per un bene che sia veramente comune.Ci saranno intermezzi musicali e laboratori artistici a cura del Prof. Domenico Ciavardini e della talentuosa Martina Fratarcangeli, giovanissima artista che stupirà il pubblico con le sue opere. Momento importante sarà anche quello del Prof. Marco Sarandrea, della Liquoreria Sarandrea, esperto di erbe aromatiche, che ci guiderà alla scoperta dell’uso delle erbe nel racconto de Il Signore degli Anelli.I Giochi della Contea per i bambini e la visita guidata notturna al castello e al borgo saranno la cornice di questa edizione, che grazie agli sponsor e al patrocinio della Provincia di Frosinone, con Provincia Creativa, si conferma ancora una volta come una proposta culturale affascinante e di livello, nel cuore della Ciociaria, con numeri come sempre importanti».
