Nel ricordo di Facchini: Pastore di ferro dal cuore d’oro

Martedì 21 ottobre ricorre l’anniversario della morte del vescovo Edoardo Facchini: Pastore di Alatri dal 1935 al 1962, quando fu colto da un malore sul tram che lo portava a San Pietro per una sessione del Concilio Vaticano II. Nel mese scorso, durante l’ora di religione con il professore Gabriele Ritarossi, gli alunni delle classi 2A e 2B dell’Istituto Comprensivo Alatri 1 avevano approfondito la storia dei vescovi di Alatri e dell’episcopato, in occasione dell’ingresso del nuovo vescovo della diocesi Santo Marciano’. Nella ricerca assegnata per casa su alcuni vescovi di Alatri, molti studenti si erano concentrati sulla figura di Edoardo Facchini e della sua opera soprattutto durante al seconda guerra mondiale. «Ci siamo resi conto – osserva il professore Ritarossi – che la data della morte del vescovo cadeva quest’anno di martedì, proprio il giorno in cui abbiamo l’ora di religione a scuola e così abbiamo deciso di celebrarlo recandoci in Concattedrale per approfondire più da vicino la figura di Facchini, visitando la sua tomba, vedendo il suo pastorale, passando per l’episcopio dove ha vissuto». Così i ragazzi, accompagnati anche dai docenti Aurora Santachiara e Roberta Cortina, hanno raggiunto la Concattedrale, accolti dal parroco don Walter Martiello, e vissuto una giornata particolare. La lezione ha avuto il contributo di una ricca documentazione storica e fotografica dell’avvocato Remo Costantini, che ha introdotto la figura del vescovo e la sua opera ad Alatri, e la testimonianza di Marilinda Figliozzi che ha immerso i ragazzi nella storia del Campo delle Fraschette di cui Facchini fu grande animatore. Gli alunni hanno poi avuto modo di vedere la cattedra dei vescovi di Alatri, restando affascinati dalle tante iniziative mosse dal vescovo Facchini durante il secondo conflitto mondiale, soprattutto la sua incredibile energia nel sostenere le famiglie, i bambini, i giovani con le sue opere di assistenza: il corso di cucito, l’apertura della casa del fanciullo a Trivigliano , il sostegno economico e umano alla gente di Alatri fino agli incontri con il generale tedesco Kesserling, in una località segreta, per evitare il bombardamento di Alatri, cosa che miracolosamente riuscì ad ottenere. «Ci è sembrato un modo per celebrare questo anniversario dando ai ragazzi la possibilità di conoscere la figura e l’opera di questa grande vescovo della nostra diocesi con l’augurio che diventi un modello da seguire, affinché Alatri non ne perda la memoria», conclude il professore Ritarossi.
I vescovi di Alatri, quella mula bianca e una ricerca degli studenti…

In vista dell’ingresso del nuovo vescovo Santo Marciano’ ad Alatri, domenica 28 settembre, gli alunni del corso A e B dell’IC Alatri 1 durante l’ora di religione, insieme al loro professore Gabriele Ritarossi, hanno avuto modo di approfondire la storia e l’origine dei vescovi di Alatri. Attraverso una serie di slides e una documentazione fotografica concessa dall’avvocato Remo Costantini, è stato possibile conoscere più da vicino la millenaria storia dei vescovi di Alatri a cominciare da Pascasio, primo vescovo di Alatri, che partecipò perfino al Concilio di Costantinopoli convocato dall’imperatore Giustiniano. Gli alunni si sono soffermati sui motivi biblici, storici e simbolici dell’ingresso a dorso della mula fino alla conoscenza dei simboli dell’episcopato (pastorale, anello, mitra e cattedra). Poi ci si è soffermati su alcuni vescovi importanti della Chiesa di Alatri, come Ignazio Danti ed Edoardo Facchini, sui quali gli alunni hanno poi lavorato con una ricerca da presentare in classe. «Molta la curiosità degli studenti sulla Bolla con la quale il Papa nomina un vescovo e sulla simbologia della mula, non solo legata alla memoria dell’arrivo delle reliquie di san Sisto ma soprattutto all’ingresso di Gesù a Gerusalemme e il riferimento alla cavalcata papale con la quale nel IX secolo i papi appena eletti raggiungevano la cattedrale di Roma», ha commentato il professor Ritarossi, che poi ha aggiunto: «Ho colto anche il fatto che, nonostante possa sembrare che i ragazzi siano lontani dalla Chiesa, in realtà la tradizione coltiva una identità e una passione che entusiasma i ragazzi, facendoli sentire parte di una storia e di una comunità. Inoltre, molti mi hanno chiesto l’orario e le informazioni principali per poter assistere all’ingresso del vescovo Marciano’; questo mi è sembrato un bel segno di chi riconosce in questi appuntamenti l’essere parte di una comunità che, attraverso i gesti antichi, dice paradossalmente qualcosa di nuovo». Le immagini d’epoca sono state gentilmente messe a disposizione dall’archivio dell’avvocato Remo Costantini. L’ultima foto si riferisce invece ad uno dei pannelli realizzati dagli studenti dell’IC Alatri del prof. Gabriele Ritarossi
Guarcino: una strada da intitolare a monsignor Pietro Di Fabio

La proposta di intitolare una strada di Guarcino a monsignor Pietro Di Fabio, indimenticato sacerdote che tanto si è speso per la crescita religiosa e sociale del paese, è stata avanzata al Comune da Pino Flori, tra i più stretti collaboratori di don Di Fabio e già presidente della Pro loco guarcinese. La richiesta è stata presentata in occasione del 13° anniversario della morte di don Di Fabio (30 gennaio 2012). Originario di Alatri, già cappellano di Sant’Emidio, monsignor Pietro di Fabio è stato poi parroco a Guarcino, per oltre mezzo secolo, di San Michele Arcangelo e rettore del santuario della Madonna della Neve, per la cui rinascita tanto si adoperò, soprattutto dopo le rovine della seconda guerra mondiale. E non a caso nella proposta avanzata da Pino Flori si indica, per l’eventuale intitolazione, proprio la strada che conduce al santuario della Madonna della Neve, tante volte percorsa da don Pietro Di Fabio. Don Pierino Di Fabio si spese molto anche durante le ultime vicende belliche, in particolare impegnandosi per la stampa e la diffusione del giornale clandestino “Libertà” dal settembre 1943 al giugno 1944 e invitando i giovani a non rispondere al “Bando Graziani” per l’arruolamento nelle file della Repubblica Sociale, fino al suo arresto, daparte delle truppe tedesche, insieme all’allora vescovo di Alatri , Edoardo Facchini, alla fine di maggio 1944, a poche ore dalla liberazione.
