Fede, colori, comunità: l’Infiorata di Piglio

Se ogni petalo posato nella notte fosse stato una preghiera, le strade del nostro paese avrebbero sussurrato al cielo. L’infiorata del Corpus Domini a Piglio, ha trasformato l’asfalto in un tappeto di fede, colori e comunità. Quando la fede si fa strada, quando la comunità diventa famiglia, quando i petali diventano preghiere, nasce un connubio che ha un solo nome: Infiorata. E dietro la bellezza di quei tappeti c’è una notte intera di schiene chine, di mamme e papà fianco a fianco con i ragazzi dell’Istituto comprensivo “Ottaviano Bottini” a riempire di colore i riquadri, di consigli sottovoce, pizze e bibite che arrivano e vengono condivise con i presenti, di caffè bevuti alle prime luci dell’alba. Si respira un clima di festa, di serenità, con bambini, giovani e adulti contenti di partecipare e sistemare anche una sola piccola tessera di un puzzle più grande. C’è il lavoro silenzioso di una parrocchia che ha fatto da casa: ha aperto le porte alle riunioni, grazie alla solita disponibilità di don Raffaele Tarice, custodito offerte e tenuto il filo preparando e progettando l’evento per tutto l’inverno, condividendo le scelte con la scuola, con la Pro Loco e con tra tutte le associazioni coinvolte. Perché questa è la verità: la bellezza non nasce da sola. Nasce quando un paese decide di farlo insieme. Insieme alle Confraternite, custodi della tradizione, ai realizzatori degli altarini e a tutti i volontari e le associazioni: mani che pregano costruendo, mani che hanno trasformato ogni angolo di strada in un luogo di raccoglimento. E quest’anno, tra i quadri, uno ha avuto un significato speciale. Quello dedicato al viaggio di Egeria, realizzato dalle classi della secondaria di Piglio. La pellegrina che 1600 anni fa usava la Bibbia come bussola, capitoli e versetti come tappe del suo viaggio alla scoperta della fede lasciando con il suo “diario” una testimonianza preziosissima dei riti e delle liturgie dei primi secoli del cristianesimo. Ammirare il suo viaggio disegnato con i petali ci ha ricordato una cosa semplice e profonda: anche noi, in fondo, stiamo facendo lo stesso cammino. Questo è stato il connubio che non finisce all’alba, perché quando la strada torna ad essere asfalto, noi restiamo comunità. QUI LA FOTOGALLERY
