La Madonna della Libera, quel cuore che unisce Alatri

Ci sono simboli che non appartengono solo alla fede, ma alla storia profonda di una comunità. Ad Alatri, la Madonna della Libera è uno di quei segni che resistono al tempo, che continuano a parlare anche quando tutto sembra correre più veloce di noi. È un nome che non si pronuncia soltanto, si custodisce. Il titolo “Libera” affonda le sue radici nella tradizione popolare, in quella fiducia semplice e tenace che ha accompagnato il cammino della città nei momenti più difficili. Per generazioni, gli alatrensi hanno guardato a Maria come a una presenza capace di sciogliere paure, di proteggere, di sostenere. Non è un concetto astratto ma è un’esperienza. È la memoria di chi, davanti alle prove della storia, ha trovato nella Madonna della Libera una forza che non delude. L’8 settembre, giorno della Natività di Maria, Alatri si ritrova attorno alla sua Madonna, venerata nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, che sorge nell’omonima piazza ed è copatrona della città. È qui che la devozione si fa casa e memoria, luogo in cui la fede della comunità si intreccia con la storia del territorio. Fin dalle prime ore del mattino, famiglie, giovani, anziani, chi vivono stabilmente in città e chi torna apposta per questa ricorrenza, si avvicinano alla chiesa per sostare davanti all’affresco della Madonna della Libera collocato nella cappella che conclude la navata di sinistra della chiesa e partecipare alle celebrazioni eucaristiche che scandiscono la giornata. La piazza si anima di volti e di gesti semplici, di preghiere che salgono come un coro unico, di passi che convergono verso lo stesso punto. È come se, per un giorno, Alatri si guardasse negli occhi, riconoscendo ciò che la tiene unita, la fede condivisa, la tradizione che non si spegne, la presenza materna di Maria che accompagna il cammino della comunità. La festa della Madonna della Libera è un invito a ripartire. Celebrare la nascita di Maria significa credere che ogni storia può ricominciare, che la luce può tornare anche quando sembra lontana. In un tempo segnato da incertezze e paure, questa ricorrenza diventa un’occasione per ritrovare equilibrio, per liberarsi da ciò che appesantisce la vita, per riscoprire la bellezza delle relazioni e della comunità. Quest’anno, la festa avrà un significato ancora più intenso. Il 6 e il 7 settembre, Alatri accoglierà nella chiesa di Santa Maria Maggiore il Vescovo Santo Marcianò, presenza attesa e sentita, che accompagnerà la comunità nei giorni che precedono la celebrazione dell’8 settembre. Sarà anche il momento dell’ingresso del nuovo parroco, don Luca Fanfarillo, chiamato a guidare la comunità con entusiasmo e dedizione. Due giorni che si annunciano come un abbraccio tra la Chiesa e il popolo, un passaggio di consegne che profuma di fiducia e di futuro. La Madonna della Libera non è solo un’immagine o un titolo ma è un punto fermo. Ricorda ad Alatri che la libertà non è individualismo, ma fiducia; non è isolamento, ma legame; non è fuga, ma responsabilità. E ogni anno, l’8 settembre, la città lo ripete con la voce della sua gente: Madonna della Libera, cammina ancora con noi. di Emanuela Sabellico
