Marcianò chiude il Giubileo «ma lasciamo aperte le Porte della Speranza, dell’Amore, della Fede»

Omelia alla Messa di chiusura del Giubileo nelle diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino eAnagni-Alatri.Abbazia di Casamari – Festa della Sacra Famiglia, 28 dicembre 2025 Carissimi fratelli e sorelle, Spes non confundit, la speranza non delude!Con questa certezza si apriva un anno fa il Giubileo. E mentre Papa Francesco, visibilmente provatodagli anni e dalla malattia, apriva la Porta Santa della Basilica di San Pietro, nella Notte di Natale,tanti cuori, sia pure sommessamente, si schiudevano a una speranza nuova. Un respiro sembravaattraversarci e restituirci fiato: era ed è il soffio dello Spirito, che in questo Anno Giubilare hasoffiato con abbondanza.Dire che la speranza non delude significa crederlo. Significa discernere i segni del Suo passaggionelle nostre vite e nella vita del mondo, affinché la conclusione di questo tempo di Grazia sia unulteriore nuovo inizio, una ripresa del cammino che vede la Chiesa arricchita da un patrimonioinestimabile. Per valorizzarlo, alla luce della Parola, vorrei porre tre domande: Cosa ha portato ilGiubileo? Cosa lascia? Cosa chiede? Provo a rispondere individuando, per così dire, tre doni, trePorte aperte dal Giubileo: [Quanta preghiera ha accompagnato il Giubileo! Preghiera consegnata alle Porte Sante da chi ègiunto a Roma o cresciuta in chi non ha potuto arrivare! Sì, la speranza è dono di una Chiesa cheprega e la preghiera è “porta” che apre il Cuore di Dio e apre il nostro cuore a essere come Dio. Cifa vedere ciò che non si vede; ci aiuta a leggere nella storia umana il compimento della salvezzavoluta dal Padre. Come non ricordarlo in questa splendida Abbazia di Casamari, simbolo dellanostra preghiera diocesana?È quanto ha sperimentato San Giuseppe nel sogno (Mt 2,13-15.19-23), nel discernimento spiritualeche lo portato a fuggire in Egitto. Un viaggio drammatico, quello della Santa Famiglia, ma segnatodalla speranza del ritorno, avvenuto poi, come alcuni esegeti commentano, quasi ripercorrendo ilcammino di liberazione del popolo di Israele. Dio è fedele: è questa la Speranza della Chiesa cheprega! Cosa lascia il Giubileo? L’amore, Porta di una Chiesa in sinodoIl Dio Fedele è il Dio Amore. E «l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori»: ecco perché «lasperanza non delude» (Rm 5,5)! Il patrimonio del Giubileo è una vera eredità d’amore il cui segreto Cosa chiede il Giubileo? La fede, Porta di una Chiesa in camminoNel Vangelo (Mt 2,13-15.19-23), la fuga della Sacra Famiglia appare come la storia di un cammino:verso l’Egitto, dall’Egitto, verso Nazaret… E il Giubileo, Papa Francesco lo ha ricordato fin dalprincipio, è questo: un cammino, un Pellegrinaggio.«Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie», abbiamo cantato nel Salmo (Salmo 127 [128]).Il riferimento al timore del Signore ci riporta all’essenza della vita cristiana: le fede. Nel camminola fede cresce, tra dure prove e corse gioiose, tra porte che si chiudono e porte che si aprono.La Porta Santa tra qualche giorno si chiuderà. Ma si è aperta per sempre una Porta della fede, percoloro che l’hanno attraversata, fisicamente o spiritualmente, e che si sono fatti attraversare daGesù, vera «porta» per la quale le «pecore» possono passare (Gv 10,7).Come poche volte nella storia durante un Giubileo, abbiamo vissuto cosa significhi perdere ilPastore, sentendoci smarriti alla morte di Papa Francesco; ma abbiamo sentito con quanta dolcezzail Padre abbia provveduto per noi, quando Papa Leone si affacciato per la prima volta alla finestra.La fede della Chiesa è fondata su Pietro, principio di unità assieme ai vescovi, successori degli apostoli. E sono convinto che questo Giubileo abbia confermato come oggi il cammino di fede sia cammino di unità. Anch’io l’ho sperimentato con forza venendo tra voi, come ho spesso ripetuto. Itale unità, la Porta della fede lega la «città di Dio» alla «città dell’uomo»; ci aiuta a collaborare coni responsabili della cosa pubblica, testimoniando la Speranza dell’“oltre”, che si raggiunge se siamo ancorati al Cielo ma di cui tutti possiamo essere capaci, grazie a gesti di giustizia e pace, bene comune e solidarietà, fraternità e amore. Carissimi, solo se uniti, e insieme, pure dopo il Giubileo, «rimarremo pellegrini di speranza!», comeha detto Papa Leone. Perché «sperare è vedere che questo mondo diventa il mondo di Dio: il mondoin cui Dio, gli esseri umani e tutte le creature passeggiano di nuovo insieme, nella città-giardino, laGerusalemme nuova. Maria, speranza nostra, accompagni sempre il nostro pellegrinaggio di fede edi speranza» 3 .A conclusione canteremo il Te Deum che, aprendoci al ringraziamento, avvierà il giubileo della vitaattraverso le tre porte che rimarranno sempre aperte per noi e da noi: la speranza, l’amore, la fede. Santo Marcianò Arcivescovo