Messa di Pasqua, il Vescovo Santo: «Il Suo Amore è per sempre!»

Omelia alla S. Messa di PasquaCattedrale di Anagni, domenica 5 aprile 2026 —————————————————- «Il suo amore è per sempre»!Il canto del Salmo 117 (118) che ci accompagna ogni anno a Pasqua intercetta i bisogni più profondi del cuore umano: si presenta come risposta alle nostre tristezze e solitudini, a tutti i dolori, all’apparente ineluttabilità del male, della guerra, della morte…Sì, c’è un Amore! C’è un Amore che è «per sempre». C’è un’eternità che ci viene promessa, unavita nuova che germoglia in questo mattino benedetto. C’è una Risurrezione che non appartiene aldomani ma all’«oggi». Perché oggi è Pasqua!Ma tutto questo – l’eternità, la vita nuova, la stessa Risurrezione – noi lo comprendiamo solo con illinguaggio dell’amore. Di un Amore… «per sempre»!Senza amore, senza nessun amore, che senso avrebbe la vita? Che tormento sarebbe il non esseramati e non amare per l’eternità? A che servirebbe la Risurrezione, se non fosse garanzia della vita“per sempre” di coloro che amiamo?«Il suo amore è per sempre»!Ecco la Pasqua, riassunta in una sorta di profezia che, secoli prima della vita di Gesù, spiegaval’eternità dando voce alla preghiera del Salmista.La Risurrezione può lasciarci increduli, agnostici, dubbiosi, indifferenti… solo fino a che non ciscontriamo con l’Amore vero, con il suo significato profondo, con il “per sempre” a cui – che loammettiamo o no – il cuore umano anela. Nel mattino di Pasqua, il grido di Agostino risuona comeuna melodia nuova: «Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa inTe!». Che è come dire: «Ci hai fatti per l’Amore, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché nonama, non si lascia amare, non sceglie l’amore eterno, non riposa nell’Amore. Per sempre!».Abbiamo da poco lasciato il Sabato Santo, il silenzio del sepolcro, quel vuoto apparente che gliantichi padri, sulla scia della Lettera agli Ebrei (Eb 4,1-11), chiamavano proprio «riposo». Sembramorte, ma è vita che fermenta. Sembra fallimento, invece è la vittoria più impensabile di tutta lastoria. Sembra vuoto, eppure è pienezza d’amore; di un amore che è «per sempre», per questo è piùforte della morte!«Il suo amore è per sempre»!Eppure, se ci guardiamo attorno, la Pasqua sembra non voler esplodere, sebbene aiutata da Ritisolenni e stupendi, dalle significative tradizioni dei nostri paesi, dalle relazioni familiari che cercanodi ricomporsi e ritrovarsi, dagli stessi doni che ci scambiamo…Celebriamo la vita, in un Paese di cui, proprio in questi giorni, viene ancora una volta dichiarata laspaventosa denatalità. Celebriamo la Risurrezione di Gesù, quando rivendichiamo il diritto didecidere autonomamente sulla nascita e sulla morte. Celebriamo il dono totale di Sé quando nerifiutiamo il segno, cioè la Croce, e continuiamo a crocifiggere piccoli, poveri, stranieri….Celebriamo la vittoria di Cristo sul peccato, quando il relativismo etico cancella la differenza trabene e male e pone l’autodeterminazione come unico criterio delle scelte. Celebriamo il Risorto che porta la pace, mentre il germe dei conflitti e delle guerre si annida nel nostro cuore e si diffonde nelmondo con la forza di un contagio. Celebriamo l’amore, illudendoci che sia possibile viverlo senzail «per sempre» e, così la Risurrezione sembra illusione, ricordo del passato.Sorella, fratello, «il Suo Amore è per sempre»!Basta con un amore “a tempo”, che “va bene” finché fa “star bene”, che “consuma” l’altro senza“lasciarsi consumare” per l’altro, che “ruba” la dignità del più debole, invece di “lasciarsi rubare” ilcuore!In questo splendente mattino di Pasqua, tu lasciati ancora sorprendere dall’Amore di Dio, fattoCarne in Gesù Crocifisso e Risorto! Lasciati interpellare da questo Amore più grande, più eterno,che dobbiamo sempre di nuovo imparare, accogliere, scegliere.Scegli di fidarti dell’Amore che è più forte della morte! Che è più fedele del peso di un matrimonioche sembra giunto al capolinea. Che è più grande di quel figlio che non vuoi o di quello che vuoi atutti i costi, senza vederne la dignità. Che è più tenace della crisi, anche nella tua vocazionesacerdotale o religiosa. Che è più profondo di quella sofferenza che ti affligge, di quella ferita che tirende fragile, di quel peccato che potrebbe bloccarti. Che è più benigno verso chi ti ha fatto delmale ed è più paziente verso chi ti appare irrimediabilmente invischiato nel male. Che non ti lasciafalsamente gonfiare dall’orgoglio né svuotare dall’ira, ma ti fa sconfiggere dal perdono. Che è piùpovero nel desiderare e più ricco nel dare. Che ti rende più umile nella fede e più audace nellasperanza. Che è più eterno di quella vita che hai accompagnato nella malattia e di quel distacco chehai avvertito nel lutto, proprio perché amavi.Scegli di fidarti dell’Amore che rimane per sempre. Sì. «Il Suo Amore è per sempre»!Corri a imparare questo Amore, se lo hai dimenticato; a cercarlo, se ti appare perduto; a sanarlo, seè ferito da tradimenti. Corri come Maria di Màgdala, come Pietro e Giovanni nel Vangelo dellaRisurrezione (Gv 20,1-9). Dove ti sembrava di vedere fallimento, vuoto, fine, abbandono, morte,potrai trovare le bende di un amore che ancora puoi fasciare, medicare, curare; di una vita cheancora puoi accogliere, difendere, rispettare, nella sua infinita dignità.L’ultima pagina della storia non è il Calvario, è la Pasqua: osa la Risurrezione! Non è la morte, è lavita: osa la Vita! Non è l’odio, è l’amore: osa l’Amore!E ricorda che nell’amore non vince chi fugge, come a volte si dice; nell’amore risorge chi restacome Maria, la Madre di Gesù. Assieme a Lei, osa questo Amore, che è «per sempre». E risorgerai,con Cristo e in Lui!Buona Pasqua, di cuore! Santo MarcianòArcivescovo di Anagni-Alatrie di Frosinone-Veroli-Ferentino

…Se la Vita vince! Il messaggio del Vescovo per la Santa Pasqua

Cari fratelli e sorelle, siamo andati dietro a Gesù nella Passione e nella morte in Croce; e Lui è venuto dietro a noi, ci è rimasto accanto, nelle nostre croci e morti quotidiane. Si è fatto Uomo e, da Uomo, si è fatto carico di tutte le debolezze, fragilità, sofferenze dell’essere umano, delle sue insufficienze e solitudini, dei suoi limiti e rifiuti, dei suoi lutti e di tutte le sue lacrime. Tutte! Si è fatto carico. Si fa carico, ogni giorno. Gesù soffre ancora e si fa carico dei dolori del mondo, delle atrocità delle guerre, delle violenze inimmaginabili, di tutte le violazioni della dignità e della vita umana, che hanno una radice nel cuore di ogni persona, la cui libertà Dio stesso ha creato e rispetta. Ma Cristo le assume in Sé stesso e le vive con noi, perché nessuno si senta solo e tutti possiamo sapere che la nostra croce è stata già portata; le assume e le trasforma in Vita! E lo fa perché è Vivo, è Risorto! Lo fa perché la Vita, la Sua Vita, vince: sul male, sul peccato, sulla morte. In questa Pasqua difficile, forse fatichiamo a trovare, nella Risurrezione, le risposte al dolore umano. Forse ci sentiamo schiacciati dal clima di morte che avvolge il mondo, dagli aneliti di pace che appaiono soffocati, dalla prevaricazione dei potenti che schiaccia i deboli. E ci sembra che l’ultima parola spetti al male, mentre le armi del buon senso, del dialogo, della condivisione, della fraternità, della pietà – peraltro incessantemente invocate anche da Papa Leone – non hanno alcuna efficacia. Ci sentiamo impotenti, inermi, come Gesù in Croce. Eppure è proprio quel Crocifisso debole e sconfitto, ma Risorto, a indicare la risposta a ogni male, la via da percorrere: la Vita!Sì, è la Pasqua è la pagina finale della storia umana. E la Pasqua è la Vita che vince! Gesù ci insegna che potremo vincere la guerra, la disperazione, la povertà, la stessa morte, non con la forza delle strategie e delle ideologie ma solo con la Vita. Ci insegna che, come diceva Madre Teresa di Calcutta, non possiamo sbandierare slogan o portare avanti lotte per la pace, la giustizia, l’economia, l’ecologia, neppure per i poveri, se non accogliamo e difendiamo indistintamente ogni persona umana, a partire dalla più piccola e debole: quella che sboccia nel grembo materno, quella che è afflitta dalla fame o resa inabile dalla malattia, quella che porta il peso dell’anzianità o che consegna l’ultimo respiro… perché su questo si misura la giustizia, la solidarietà, la pietà, l’amore. Nulla ci schiaccia, nulla ci può schiacciare, se la Vita, se questa Vita, vince! Se vince nella cura della famiglia e delle nostre famiglie, nelle legislazioni degli Stati, nei calcoli dell’economia, nei provvedimenti della politica, nelle ricerche della scienza, negli sforzi della medicina… persino nella pastorale della Chiesa, a volte incentrata su spiritualismi che deresponsabilizzano e allontanano dal Vangelo. Come Chiesa, siamo chiamati a una Pastorale della Vita capace di mettere la persona al centro: non come essere autoreferenziale ma quale creatura di Dio, fatta a Sua immagine, da Lui amata dall’eternità e chiamata ad amare, in terra e nella vita eterna, in cui il Risorto ci ha preceduto.Fratelli, sorelle, è questo il gioioso annuncio della Pasqua, che diventa annuncio di giustizia, di bene, di fraternità, di pace. E sarà questa la nostra Pasqua e la Pasqua del mondo… Se la Vita vince! Pasqua di Resurrezione 2026 Santo MarcianòArcivescovo-Vescovo di Anagni-Alatrie di Frosinone-Veroli-Ferentino

I riti della Pasqua celebrati dal Vescovo Santo

La domenica di Pasqua l’arcivescovo Santo Marcianò celebrerà la Messa nella Cattedrale di Anagni, alle 11.30. Per quanto concerne le altre celebrazioni pasquali presiedute dall’arcivescovo, monsignor Marcianò sarà a Frosinone per la domenica delle Palme: alle 10.30 benedizione dei ramoscelli d’ulivo davanti alla chiesa di San Benedetto, cui farà seguito la processione verso la Cattedrale di Santa Maria per la Messa. Mercoledì Santo: Messa del Crisma nella Cattedrale di Anagni, alle 18. Giovedì Santo: Messa in cena del Signore in Santa Salome, a Veroli, alle 18.30. Venerdì Santo, celebrazione della Passione nella Concattedrale di Ferentino, alle 18.30. Sabato Santo, veglia pasquale nella Cattedrale di Santa Maria, a Frosinone, alle 22