Il Vescovo ad Acuto: «In Santa Maria De Mattias la potenza del carisma»

Il giorno 4 marzo ha un grande significato storico per la cittadina di Acuto: l’anniversario della istituzione scolastica femminile, una delle prime «scuole per fanciulle» in un paesino di montagna, nel lontano1834.Un evento straordinario che ha dato inizio al riscatto dall’analfabetismo per centinaia di donne e alla promozione umana e cristiana della popolazione, ad opera di una donna venuta da Vallecorsa: Santa Maria De Mattias.La data segna anche il giorno di fondazione dell’Istituto delle Adoratrici del Sangue di Cristo, scopo principale che la Pioniera si portava in cuore lasciando il suo paese. Maria De Mattias fa parte della schiera di Santi che nel libro di Cristo Crocifisso hanno letto la dignità della persona umana, e come lui hanno voluto dedicare tutta la vita per il prossimo, nella sua concretezza.Ogni persona vale il sangue di Cristo – era la convinzione che ha portato Maria De Mattias a impiegare la vita per far conoscere a tutti il grande Mistero della Redenzione che ha reso possibile la salvezza dell’umanità.Una doppia festa quindi, solennizzata dalla presenza del nostro Vescovo, sua Eccellenza Santo Marcianò, che viene in Acuto per la prima volta.Protagonisti indiscussi, vitali, esuberanti e chiassosi della giornata: gli alunni. Dai piccoli studenti della scuola dell’infanzia, con gli occhi sempre pieni di meraviglia, ai rumorosi e dinamici delle classi di scuola primaria, ai più composti, compresi dell’avvenimento, della scuola secondaria. Sono stati loro, guidati dai rispettivi insegnanti, ad accogliere Sua eccellenza all’ingresso del paese, presso l’antica porta medioevale, la stessa che varcò la giovane vallecorsana per entrare nella modesta abitazione della prima scuola, posta proprio lì accanto.Il Vescovo ha immediatamente creato un clima festoso, caldo, amicale, unendosi al coro dei bambini, ritmando e mimando le parole del canto, come loro, accarezzando e stringendo mani, sorridente e benevolo, coinvolgente.E poi i saluti del primo cittadino, il sindaco Agostino Agostini, delle Adoratrici nelle loro massime autorità, la superiora Generale suor Maria Hughes e la superiora Regionale suor Milena Marangoni. La risposta del Vescovo non è una frase di circostanza, ma una dichiarazione di amore: vi voglio bene, vi porto nel cuore.Acuto sente l’abbraccio di un Pastore ricco di umanità, di calore, di amicizia, di affetto, e lo ricambia con la stessa intensità.Il cuore della celebrazione è stata l’Eucarestia che è seguita subito dopo, animata dalle Adoratrici con la collaborazione delle dodici novizie del noviziato internazionale, con canti e con la danza liturgica al momento della processione offertoriale.Nell’omelia il Vescovo ha sottolineato la potenza del carisma che lo Spirito dona a uomini e donne lungo la storia dell’umanità, fondatori e fondatrici di istituzioni che hanno come scopo di promuovere la dignità della persona umana, di condurla a Dio. Maria De Mattias ha guardato in modo prioritario a Cristo che versa il sangue per amore e dalla contemplazione di questo mistero è nata in lei l’urgenza di raggiungere il prossimo con tutti i mezzi possibili, per condurlo a Dio.Oggi può sembrare- ha detto più o meno tra l’altro il nostro Vescovo- che le Congregazioni stiano per tramontare. Ma l’albero di una congregazione continua a vivere se torna sempre a nutrirsi delle radici che lo hanno generato. E’ un augurio per noi, che mentre vediamo scomparire tanti rami, assistiamo alla fioritura di nuovi germogli, che parlano altre lingue, hanno colore diverso, ma trasmettono la stessa forza delle origini perché rimangono radicati nel comune carisma. La celebrazione di una ricorrenza serve anche a questo: fare memoria di un evento perchédiventi memoriale. Angela Di Spirito asc

Anagni – Mani sporche, cuore pieno: i ragazzi e Santa Maria de Mattias

Una soglia da attraversare, paure da superare, sogni da custodire: questo è il cuore della serata vissuta venerdì 27 febbraio presso il salone della parrocchia di Sant’Andrea di Anagni, dove circa cinquanta ragazzi di diverse età hanno partecipato all’incontro organizzato dalle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo in vista dell’anniversario della fondazione della Congregazione. La ricorrenza chiama infatti una data significativa: il 4 marzo 1834, quando Maria De Mattias, a soli 29 anni, diede inizio alla Congregazione. Originaria di Vallecorsa e cresciuta in un contesto segnato dalla violenza del brigantaggio, la giovane Maria scelse di non restare spettatrice della realtà che la circondava. Il suo fu un gesto coraggioso: varcare la soglia della propria casa per intraprendere un cammino di fede e di impegno che continua ancora oggi. Il simbolo della “soglia” ha così guidato tutto il percorso dei giovani durante la serata. Dopo una calorosa accoglienza, i ragazzi si sono presentati, hanno conosciuto la figura della fondatrice e sono stati invitati a di riflettere personalmente: sul lato di un foglio hanno scritto rimpianti e occasioni mancate, sull’altro sogni e paure per il futuro. Il momento più significativo è arrivato poi quando quei fogli sono stati posati sulla soglia di una porta: uno ad uno, i partecipanti l’hanno attraversata, camminando simbolicamente sopra le proprie paure per lasciarsele alle spalle. Usciti all’aperto, hanno potuto contemplare il panorama, segno concreto di come il superamento delle difficoltà possa aprire a orizzonti nuovi. La riflessione è proseguita poi con la parabola del Buon Samaritano, un richiamo forte a non restare indifferenti e a “sporcarsi le mani” per aiutare gli altri. Un gesto simbolico ha reso visibile questo messaggio: ai ragazzi è stato posto del profumo sulle mani, segno di un impegno concreto da portare nella vita quotidiana. La serata si è conclusa con una fotografia di gruppo, una cena condivisa ed un sentito ringraziamento alle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo e ai Missionari del Preziosissimo Sangue per la loro preziosa testimonianza, alla sempre gradita presenza di don Bruno e a tutte le persone che si sono adoperate nella riuscita dell’incontro. di Caterina D’Ercole (le foto che seguono si riferiscono sia a questo articolo sull’incontro di Anagni, sia all’incontro del giorno dopo, tenutosi ad Acuto con genitori e bambini)

«E’ bello amare la vita, anche in un letto di dolore». Il ricordo di suor Silvana Crolla, semplice e di fede solida

Si sono svolti ad Acuto i funerali di suor Silvana Crolla, 63 anni, Adoratrice del Sangue di Cristo, morta il 23 luglio scorso. Di seguito pubblichiamo – ringraziando per questa possibilità – il bellissimo profilo-ricordo tracciato dalle Adoratrici del Sangue di Cristo della Regione Italia. —————————– Il 23 luglio 2025, alle ore 7:45, suor Silvana Crolla ha concluso la sua esistenza terrena. Questo messaggio scritto a una consorella può essere il biglietto d’ingresso nel Regno dei Cieli: E’ bello amare la vita fino alla fine, anche in un letto di dolore… e poi è bello poter dire ”Tutto è compiuto. Signore vengo a te”. Non è umanamente naturale e facile dire a 62 anni “tutto è compiuto, Signore vengo a te”, ma a questo appuntamento suor Silvana si stava preparando da tempo, da quando il male, manifestatosi e superato circa trenta anni fa, si è preso la rivincita nel modo più ostinato. Il tumore aveva invaso alcuni dei suoi più importanti organi. Non è servita la scienza della medicina, la premura dei sanitari, la sua tenacia nel voler superare il male, con la caparbietà propria che la caratterizzava. Silvana non si è arresa al dolore, si è consegnata, lo ha accolto trasformandolo in gesto di offerta. E’ bello amare la vita fino alla fine, … e poi è bello poter dire ”Tutto è compiuto. Signore vengo a te”. Lo ha scritto due giorni prima di morire, Quasi un testamento spirituale. Si trovava a Napoli dal mese di marzo. E’ morta all’ospedale “Cardarelli”, che ogni tanto era costretta a raggiungere di urgenza per l’acuirsi del dolore e per ricevere le cure necessarie. Aveva lasciato a malincuore Portici, dove operava da sei anni. Non sto bene scriveva da Napoli, sto vivendo una vera battaglia. Ho bisogno di tutto, e le suore ogni giorno vengono in ospedale per accudirmi… non so fino a quando ce la faranno… sono completamente disabilitata e bisognosa di tutto… mi affido al Signore e offro tutto. Si rivela anche in questi messaggi la preoccupazione per le altre piuttosto che per se stessa e la sua attitudine ad affidarsi a Dio. Così ce la descrivono quelle che le sono state più vicine negli ultimi tempi: docile, serena, senza pretese e soprattutto abbandonata alla volontà di Dio. Non si lamentava mai – affermano- soffriva e offriva, grata per ogni gesto di delicatezza nei suoi confronti. Alla Superiora provinciale messaggiava: Grazie, grazie, grazie, che fra tanti pensieri ti ricordi anche di me. Giovedì dovrei rifare la chemio ma non so se mi reggono le forze. Il Signore è con me sulla croce e mi consola con il balsamo del suo Sangue prezioso. Che dolcezza!!! Offro tutto per te, per voi, e per la nostra Comunità Regionale. Suor Silvana non ha mai smentito le sue attitudini di persona semplice, di capacità relazionali spontanee e durature, e soprattutto di fede solida, di comprensione profonda del Mistero del Sangue di Cristo. Nei circa quaranta anni di vita religiosa, dopo un periodo di preparazione culturale a Roma, ha insegnato religione per un sessennio a Portici e a Rotondi, prima di entrare in ruoli di responsabilità: in Acuto come segretaria e consigliera provinciale (1998-2000), a Bellavista come responsabile delle Juniores e, per un quinquennio, dal 2002 al 2007, come maestra delle novizie, a Roma – S. Agnese. È stata una Adoratrice appassionata del carisma della Congregazione, creativa e gioiosa. Nell’apostolato raggiungeva tutti, i giovani e le persone più grandi di età, i ragazzi e gli adulti; collaborava attivamente con i parroci e le diverse istituzioni cittadine prendendo le difese dei più deboli. Ha annunciato la Parola di Gesù e il suo insegnamento con coraggio, dedizione profonda e impegno totale. Una delle novizie, alla notizia delle sua morte, ci offre questa comunicazione: E’ stata una testimone autentica dell’identità ASC. Per noi novizie dei primi anni del 2000 è stata una maestra autorevole, attenta a ciascuna, di un grande amore materno che ha espresso col suo accompagnamento continuo, anche dopo la formazione iniziale. Era reduce dal primo male che l’aveva colpita in modo grave, eppure ci ha sempre dimostrato serenità d’animo, una fortezza interiore ammirevole, una fede incrollabile. Noi novizie scherzavamo sul suo cognome “Si chiama Crolla ma non crolla mai”. Ha lasciato il compito di maestra delle novizie quando dal 2007 al 2012 è stata consigliera della nuova configurazione delle ASC italiane, che hanno unificato quattro Province religiose nell’unica realtà della Regione Italia. Si è trasferita così nella Casa Regionale, in San Giovanni in Laterano a Roma. Vi è rimasta poi ancora per un quinquennio, eletta come Superiora Regionale nell’Assemblea del 2012. E poi è andata a Portici Da Napoli le spoglie mortali di suor Silvana hanno raggiunto Acuto, dove è stata allestita la camera ardente, nella chiesolina di Casa Madre che suor Silvana amava più di tutte le chiese. Alle ore 19:00 una veglia di preghiera ha raccolto intorno a questa nostra sorella molte Adoratrici, giunte anche da lontano. In questa stessa chiesa il giorno seguente si è celebrato il rito funebre alle ore 10:30, tra la commozione di molti presenti, la sorella Cristina e il fratello Filippo, con cognati e nipoti. In seguito la salma è stata portata a Picinisco (FR), nella tomba di famiglia. Ad accoglierla cittadini e parenti e molte Adoratrici. Alle ore 16:00 si è celebrato il rito funebre. Molto particolare anche il ricordo che di suor Silvana fa la consorella, che ringraziamo, suor Cleopatra Subiaco: «Suor Silvana è stata una vera Adoratrice del Sangue di Cristo … ha testimoniato la forza redentiva del Sangue di Cristo fino all’ultimo respiro. Donna affabile, semplice, predicatrice instancabile, sorella e madre per tutti, degna figlia di Santa Maria De Mattias».

“Stringiti sempre al cuore con forza!”: i giovani nel segno di Santa Maria De Mattias

Venerdì 7 marzo si è tenuto ad Anagni, nel palazzo Bonifacio VIII, un incontro di spiritualità per giovani dal tema “Stringiti sempre al cuore con forza”. L’evento è stato organizzato dalle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo con la stretta collaborazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, delle Suore Cistercensi della Carità, dell’Azione Cattolica diocesana, dell’Ufficio catechistico diocesano e della Pastorale giovanile diocesana. L’articolazione dell’evento di spiritualità ha previso tre momenti significativi:… Un momento formativo, dove circa una novantina di giovani hanno riflettuto sull’importanza di mettere in armonia “Intelligenza” e “Cuore”, spronati dalla testimonianza di due donne: Maria Maddalena e S. Maria De Mattias, due donne che senza esitazione hanno amato, sofferto, sperato e gioito intensamente per il loro Signore. I giovani, grazie al confronto con queste due donne, sono potuti entrare in loro stessi e individuare quelle difficoltà interiori che non permettono loro di vivere in modo autentico. Il momento formativo è stato introdotto da una splendida coreografia sul canto di Gio Evan, “Susy”, fatto da una giovane partecipante all’incontro … ci ha fatto sentire veramente il “cuore”. Un momento di agape fraterna e di animazione con il quale si è condiviso la gioia dello stare insieme. L’animazione è stata fatta dalla band “Collasso spazio temporale”, giovani al loro primo concerto, la loro emozione ha coinvolto tutti i partecipanti. Un momento conclusivo di preghiera nel chiostro del monastero delle Suore Cistercensi della Carità. I giovani sono stati invitati a fare silenzio interiore per sperimentare “il proprio cuore nel cuore di Dio”. È stato veramente un momento nel quale si è potuti entrare in contatto con il Signore della vita nella “profondità” del cuore di ciascuno. Un grazie sentito a tutti coloro che ci hanno aiutato nel rendere questo evento “unico”! Suor Cleopatra Subiaco, ASC