Sgurgola ritrova la sua “Madonna di cera e di seta”

La Madonna di cera e di seta di Sgurgola, detta anche la “Madonna vestita”, torna nella chiesa di San Giovanni dopo l’accurato restauro. L’appuntamento è per sabato 19 luglio, con il programma allestito dalla comunità parrocchiale e dai sacerdoti che la guidano, ovvero i religiosi Eudisti padre Efrain Mora Garcia, padre Alberto Leal Celis e padre Jesus Aurelio (i tre religiosi hanno anche la cura pastorale del vicino paese di Gorga, sempre in diocesi di Anagni-Alatri). Alle 10.30 inizierà la vestizione della Madonna, in collaborazione con alcune signore del rione San Giovanni e le restauratrici; alle 16 la Madonna restaurata verrà quindi esposta ai fedeli; alle 16.30 la recita del Rosario e a seguire la Messa per i tanti benefattori del paese che hanno reso possibile il restauro e che i religiosi di Sgurgola ringraziano fin da ora per la generosità mostrata; alle 19 gli esperti dell’Università della Tuscia, che lo hanno curato, presenteranno il restauro, assieme agli esperti della Tessili Antichi onlus; alle 20.15 una cena comunitaria in piazza, per concludere in amicizia e allegria l’importante giornata che resterà impressa nella vita del paese di Sgurgola. Esattamente un anno fa, in occasione della festa della Madonna del Carmine, era stato presentato il progetto di restauro statua di questa statua di Maria col Bambino, conservata nella chiesa di San Giovanni. Il gruppo scultoreo, riscoperto all’interno di un’edicola in legno che reca l’iscrizione “Decor Carmeli”, presenta le parti anatomiche in cera su manichini lignei, capelli realizzati in filo e abiti intessuti ricamati. Il restauro di un’opera così complessa è stato pertanto molto delicato, con competenze multidisciplinari, come verrà illustrato il 19 luglio. Il restauro, realizzato con l’approvazione canonica del vescovo Ambrogio Spreafico, l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Frosinone e Latina, è stato seguito dall’Ufficio diocesano per i beni ecclesiastici e l’edilizia di culto e restituisce dunque alla comunità di Sgurgola una testimonianza preziosa di arte e devozione, ulteriore passo verso il recupero del pregevole patrimonio di un paese che merita di essere conosciuto e apprezzato. «Attraverso l’arte – aveva dichiarato un anno fa il parroco padre Efrain – vogliamo anche trasmettere la bellezza di Dio. E qui a Sgurgola abbiamo un patrimonio da riprendere e valorizzare, anche per custodire al meglio quello che ci è stato lasciato dai nostri avi».
