L’emozione della comunità di Vallepietra in quel legame antico col “Pianto delle zitelle”

E’ stato un pomeriggio davvero speciale quello di sabato 13 settembre per la comunità di Vallepietra grazie all’opera cinematografica del 1939 e premiata alla rassegna di Venezia in quell’anno “Il Pianto delle Zitelle: in memoria delle comunità pellegrine”. E’ stato un emozionante viaggio tra neorealismo e attualità, tra passato presente e futuro. Ma soprattutto una specifica volontà di voler tramandare alle nuove generazioni il significato profondo del legame storico e religioso tra il suo Santuario, il suo territorio e le comunità pellegrine. Con il chiaro obiettivo di costruire insieme un percorso comune di crescita culturale. Questi alcuni momenti dell’intenso pomeriggio che si è vissuto a Vallepietra dove si è svolto sabato il momento clou del progetto “Restare per raccontare 2025” promosso dalle associazioni “Ara Antica” “Oasi Felice” e “Don Salvatore Mercuri”, con il coordinamento della dott.ssa Elisabetta Giovagnoni. L’evento pomeridiano si è svolto in una sala strapiena dell’Ostello del Pellegrino ed ha vissuto tre specifici momenti: il convegno con ospiti illustri, la proiezione del documentario “Il Pianto delle Zitelle’ (1939). Ed infine la visita alla mostra “Giacomo Pozzi Bellini. Dove tutto ebbe inizio” curata dalla dott.ssa Elisabetta Giovagnoni, una raccolta esclusiva di foto inedite tratte da frames originali del film. Il convegno Hanno portato il loro saluto il sindaco di Vallepietra Daniele Mioni e il rettore del Santuario don Albero Ponzi. A coordinare gli interventi Marjangela Davani. La presidente dell’associazione “Ara Antica” Cristina Dantimi ha sottolineato l’importanza dell’evento ringraziando i partecipanti, le associazioni e tutti coloro che hanno dato un contribuito. . E proprio la dottoressa Giovagnoni storica dell’arte ricercatrice, impegnata nella rivalutazione e divulgazione dell’opera di Pozzi Bellini e che ha curato la mostra ha aperto gli interventi. . Durante gli interventi si è ricordato come l’opera fu censurata dal regime fascista elemento che portò ad una fiera opposizione del regista. Ma su questo punto Arnaldo Bonzi socio senior della Graphicolor S.r.l., già assistente fotografico di Giacomo Pozzi Bellini, dal 1954 al 1964, con cui continuò a collaborare sino alla morte dello stesso Bellini, avvenuta a Roma il 10 luglio 1990 è stato chiaro. . Ha chiuso gli interventi il professore e storico cinematografico Massimo Cardillo ringraziando per l’ospitalità. . Ha chiuso gli interventi Maria Francesca Tiraterra. < Nel 1939 a Venezia il documentario “Il Pianto delle Zitelle” fu premiato e riproporlo oggi nel 2025 a Vallepietra ha un significato profondo. Noi dobbiamo ricordare, raccontare e trasformare. La mostra che proponiamo è per il bene di Vallepietra. Dobbiamo promuovere il sapere confrontandoci, lavorando insieme. Questo progetto “Restare per Raccontare” è un punto d’inizio. Ecco perché è fondamentale lavorare insieme, proporre ed attivarci per il bene della comunità in cui fondamentale è la presenza dei giovani. Dobbiamo ricreare un tessuto sociale comune>.Chiusi gli interventi si è avuta la proiezione del documentario che ha emozionato i presenti che si sono proiettati in un pellegrinaggio del 1939, pellegrinaggi che oggi proseguono con la stessa devozione. Altro aspetto che si è manifestato durante la proiezione è stato quello che durante il racconto sulla proiezione c’è stato un brusio di sottofondo perché ogni presente ha riconosciuto un parente e per questo motivo si sono toccati momenti ancora più emozionanti. A conferma di come il passato sia il presente e futuro della storia di Vallepietra e del Santuario. Infine la visione poi delle tele della mostra “Giacomo Pozzi Bellini. Dove tutto ebbe inizio”, una raccolta esclusiva di foto inedite tratte da frames originali del film “Il Pianto delle zitelle” ha chiuso un pomeriggio e prima serata da incorniciare per Vallepietra. Anche in questa circostanza alcuni presenti hanno rivisto nelle immagini esposte loro familiari e la commozione nei loro occhi e ricordi ha preso il sopravvento. Un pomeriggio speciale che ha evidenziato come questo documentario e immagini sia stato un ritrovarsi tra generazioni. Nella speranza di tutti che sia un inizio di un processo di valorizzazione del territorio e delle sue peculiarità, storiche, religiose e culturali. Nel segno del ricordo e del futuro prossimo.